La battaglia di San Prospero: abusivi calati in massa dal Nord e dalla Rivera. Chi tira le fila?
Il questore Fusiello: “Anticipare il fenomeno con servizi preventivi”

26/11/2015 – E’ stato preordinato, pianificato a tavolino e “governato” via cellulare da una “centrale” per ora rimasta nell’ombra l’assalto dei veditori abusivi, tutti africani dell’area subsahariana, al centro storico di Reggio Emilia nel giorno di San Prospero, assalto culminato nella battaglia tra le bancarelle di viale Garibaldi tra almeno trenta abusivi, fatti sloggiare dalla Guardia di Finanza, e le forze dell’ordine. Il bilancio finale è di due poliziotti e di un’agente della Municipale al pronto soccorso per contusioni e ferite di lieve entità. Nessuno dei “guerrieri” si è fatto prendere, ma bisogna tener conto che gli agenti hanno dovuto muoversi in una situazione di estrema difficoltà, per non peggiorare le cose in strade occupate dagli ambulanti e affollate da migliaia di persone.

Il questore Isabella Fusiello

Il questore Isabella Fusiello

Risulta che gli abusivi, con i loro sacchi pieni  borse e capi d’abbigliamento dai marchi contraffatti, siano calati dall’area milanese e dalla Romagna, con spazi assegnati a priori (ma da chi?) e si tenevano costantemente in contatto tra loro con gli smartphone. Qualcosa è cambiato nel mondo degli ambulanti africani (una volta erano i “vu cumprà”) perché un assalto simile non si era mai visto. E neppure tanta violenta determinazione. Come se qualcuno avesse “venduto” gli spazzi garantendo che a Reggio avrebbero chiuso un occhio e forse tutt’e due.

“Ho fatto fatica a trattenere i commercianti nostri associati, che volevano farsi giustizia da soli – ha dichiarato la presidente di Confcommercio, Donatella Prampolini, alla Gazzetta di Reggio – Il problema c’è ma non si risolve moltiplicando gli agenti. I clienti devono capire comprando quella merce contraffatta non aiutano dei poveri disgraziati ma finanziano la filiera della criminalità organizzata”.

Il questore Isabella Fusiello ha chiarito che si è creata una situazione di rischio elevato per la sicurezza dei cittadini e degli agenti: “La nostra priorità, nella giornata di martedì, era il rischio terrorismo,con gli agenti impegnati a controllare le persone sospette- Poi abbiamo dovuto fronteggiare gli ambulanti abusivi, ed era difficile intervenire perché loro si telefonavano e intervenivano in massa quando si voleva mandare via qualcuno”. Insomma una mobilitazione preordinata quando imprevista, che ha un significato univoco: i venditori ambulanti ora sono una massa organizzata, intruppata da qualcuno che resta nell’ombra e, ovviamente, ingrassa alle loro spalle. Nessuno per ora, accenna a una possibile organizzazione di matrice politica religiosa: ipotesi comunque da non scartare a priori.

Il questore Fusiello lancia un messaggio inequivocabile alle autorità locali: “Bisogna anticipare il fenomeno, organizzare servizi preventivi, occupare gli spazi tra le bancarelle per evitare che vengano occupati”.

Ma la prima cosa da fare, intanto, è la tolleranza zero: i venditori abusivi devono sapere che per loro Reggio Emilia è terra bruciata, anche nei giorni di mercato normali. Non ci sono altre alternative.

 

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