Tranquilli, il crocefisso sopravviverà anche a Merola e agli ignoranti

di Dario Caselli
20/11/2015 – Abituato più alle gaffes che ad amministrare, il sindaco di Bologna, Merola, ha affermato che il crocefisso va tolto dalle aule scolastiche, perché simbolo del Medioevo. A parte l’infelice scelta del momento, viste le stragi di Parigi, se uno avesse letto un Bignami di storia, saprebbe che semmai la motivazione potrebbe essere cercata nella separazione tra Stato e Chiesa, quindi le scuole pubbliche, essendo statali, potrebbero abolire il crocefisso.
Temo che il retropensiero meroliano sia che il crocefisso va tolto per non offendere le altre religioni, ma i protestanti non protestano, gli ortodossi neppure, restano i musulmani, proprio quelli che non hanno mai superato il concetto di identificazione dello Stato con la religione. Insomma, sono restati alla teocrazia, un concetto, se vogliamo, medioevale. Se pensiamo che il Merola volesse sviluppare un pensiero e non fare una “paraculata”, dobbiamo domandarci come mai un simbolo medioevale sia ancora oggi vivo e presente in tutto il mondo, almeno dove non viene soppresso, mentre la religione mendoliana, il comunismo, sopravvive, appunto, in stile medioevale,in Corea del Nord o come coperta di un capitalismo selvaggio, in Cina.
Il tema è complesso e non trattato sul Bignami, pertanto ci limiteremo a ricordare che i riti cristiani fanno parte della cultura dell’Occidente, oltre che della sua fede, che il crocefisso non offende nessuno, non obbliga nessuno alla
preghiera e ancor meno alla conversione o, in alternativa, al pagamento di una tassa, pena la decapitazione. Cose che avvengono nel Califfato, assieme alla lapidazione delle adultere e degli omosessuali, cose che suonano medioevali, mentre con fatica la Chiesa di Roma muove passi verso l’accettazione delle diversità. Però forse Merola è un profeta, di quelli che non vedono il futuro, perché abituati a camminare voltati all’indietro, però nel loro essere immobili, segnano la strada che il crocefisso ha percorso, dai roghi alla misericordia. Tranquilli, appeso nelle aule o no, il
crocefisso sopravviverà anche al sindaco Merola, chi rischia di sparire, al momento è solo il Pd, versione meroliana, ma questo è un problema piccolo piccolo.

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Una risposta a 1

  1. jafet Rispondi

    20/11/2015 alle 21:11

    Merola dovrebbe velare tutti i campanili d’Italia, bonificare ogni museo e mostra d’arte da ogni raffigurazione del cristianesimo, abolire le festività legate al patrono di ogni comune, al Natale e alla Pasqua ecc…
    Suppongo che abolendo anche la domenica come giorno festivo, Merola non avrebbe però nulla da ridire per se questo fosse sostituito dal venerdì islamico.
    Mi chiedo come mai non abbiamo mai avuto in considerazione le istanze di altre religioni, come per esempio quella ebraica, quella indù, o quella buddhista.
    Ci permettiamo di deridere quotidianamente i Testimoni di Geova, ma nessuno con aria indignata grida alla discriminazione.
    Quei governanti che pensano che l’integrazione stia nel fare adeguare gli italiani alle esigenze islamiche sono dei poveri idioti.
    Vorrei vedere con quanta solerzia Renzi e compagnucci alzerebbero il culo dalle loro scranne dorate per cedere il posto, in nome dell’integrazione, a un leader del Pd islamico e alle loro tribù di sgozzatori di fanciulle non incappucciate come befane, mistificatori della misericordia, che non conoscono la parola perdono.

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