Il comune di Torino emette bond garantiti da azioni Iren: critiche dai piccoli azionisti emiliani

di Francesco Fantuzzi*

25/11/2015 – Abbiamo appreso dal Sole 24 ore dell’emissione da parte di Fct (Finanziaria Comune Torino) di 150 milioni di obbligazioni convertibili in azioni Iren.

La notizia è rilevante, eccome: Torino da tempo deve a Iren ben più di 200 milioni di euro, di cui oltre 135 milioni trasformati in credito finanziario e sostanzialmente incagliati, dato lo stato di perenne affanno finanziario del Comune.

Infatti tale credito, che al 31 dicembre 2014 ammontava a 31,6 milioni, è riesploso a causa dell’incorporazione di Amiat avvenuta a gennaio di quest’anno, ed è per di più garantito da un inusuale conto congiunto Iren-Comune di cui si e’ occupato a suo tempo anche M5s piemontese.

In sostanza, Iren garantisce un proprio credito problematico, operazione quantomeno disinvolta sulla quale i Piccoli azionisti esprimono la propria decisa contrarietà.

Ora il Comune di Torino ammette esplicitamente, attraverso l’emissione di obbligazioni a cinque anni convertibili in azioni Iren, la propria difficoltà a far fronte al proprio debito: infatti, secondo il Sole, l’operazione serve a rimborsare prestiti in scadenza e a garantire liquidità immediata.

I Piccoli azionisti richiedono pertanto con estrema urgenza al Presidente Profumo e all’Ad Bianco i motivi per i quali:

– si è consentito al Comune di Torino di mantenere aperta una posizione creditoria che risale addirittura al 2006, anno delle Olimpiadi invernali;

– non si è ritenuto di affrontare la decisione di trasformare il credito da commerciale in finanziario in Assemblea dei Soci, rilasciando altresì una garanzia a fronte di un proprio credito, fatto aziendalmente preoccupante;

– non si è utilizzata la liquidità derivante dalle obbligazioni per rientrare dall’esposizione verso il suddetto Comune, che grava significativamente sulla posizione finanziaria netta complessiva del gruppo.

Tutto ciò è un chiaro segnale delle dinamiche di potere all’interno di Iren. Temiamo di sapere chi ne pagherà il prezzo.

*Gruppo Interprov. Piccoli Azionisti

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