Omicidio Rombaldi: assoluzione totale in appello per l’ex vigile Pietro Fontanesi
Dopo un processo senza movente nè prove, l’assassino resta senza nome

18/11/2015 – Non fu Pietro Fontanesi ad uccidere il dottor Carlo Rombaldi. Non fu lui a freddare a colpi di pistola il medico del Santa Maria Nuova  sotto casa sua, in via Filzi a Reggio Emilia,  nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1992.
Questa sera la Corte d’assise d’appello di Bologna ha mandato assolto, perchè il fatto non sussiste, l’ex vigile urbano dall’accusa di omicidio volontario,  per la quale ha rischiato l’ergastolo. La corte ha emesso il verdetto intorno alle 18, confermando la sentenza di primo grado pronunciata dal Tribunale di Reggio Emilia il 10 giugno 2014: inoltre ha annullato la condanna minore a nove mesi per la detenzione in casa di munizioni residuato bellico.

L'avvocato Giovanni Tarquini (a sinistra) con l'ex vigile urbano Pietro Fontanesi

L’avvocato Giovanni Tarquini (a sinistra) con l’ex vigile urbano Pietro Fontanesi

Le premesse per la nuova assoluzione erano state gettate nell’udienza precedente, quando i giudici aveva respinto la richiesta di una nuova perizia sulla Smith & Wesson appartenuta all’epoca a Pietro Fontanesi. La difesa che aveva vinto ampiamente la battaglia dei periti già nel primo grado, era insorta denunciando il fatto che la sezione “cold case” della polizia aveva proceduto a nuovi esperimenti sull’arma, autorizzati dalla Procura di Reggio, nonostante il processo in corso e senza avvertire la difesa dell’imputato.

Fontanesi, presente in aula, è scoppiato a piangere alla lettura della sentenza, come aveva pianto un anno fa alla prima assoluzione “dopo tre anni d’inferno”. In aula era presente solo una parte civile, il fratello di Carlo Rombaldi: gli altri famigliari si erano ritirati già nell’udienza precedente.
Ora, a 72 anni, già imputato con un’accusa da ergastolo ma senza un movente e senza prove a suo carico, Fontamrsi può tornare a respirare davvero come un uomo libero, e prevedibilmente chiederà il ristoro previsto dalla legge per l’ingiusta detenzione patita.

Il dottor Carlo Rombaldi, ucciso a Reggio Emilia nel maggio 1992

Il dottor Carlo Rombaldi, ucciso a Reggio Emilia nel maggio 1992

Per i suoi difensori, gli avvocati Giancarlo e Giovanni Tarquini, è una vittoria niente affatto scontata, anzi strappata con le unghie e con i denti – dopo anni di massacro mediatico del “mostro” –  e per questo memorabile: “Anche i giudici d’appello hanno confermato che a uccidere il dottor Rombaldi non fu Pietro Fontanesi – ha detto Giovanni Tarquini – come avevano visto con chiarezza i giudici di Reggio Emilia, e come del resto doveva apparire evidente sin dal primo momento”.
La conclusione è che dopo quattro anni di inutili sofferenze inflitte a Fontanesi e spese ingentissime per le perizie e gli incidenti probatori, l’assassino  del dottor Carlo Rombaldi, chirurgo del Santa Maria Nuova, resta senza nome. Le indagini ora possono ricominciare partendo dalle piste trascurate sino ad oggi.

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