Coopsette, tutti in cassa integrazione. Focus sul dramma cooperativo con Turci, Pedroni e Rinaldini alla Cgil

11/11/2015 – Com’era prevedibile, finiranno tutti in cassa integrazione i 540 dipendenti della Coopsette di Castelnovo Sotto, naufragata nel crac più spaventoso sopportato dalla cooperazione reggiana, almeno dai tempi della liquidazione della Giglio. Sepolta sotto una montagna di 818 milioni di debiti, Coopsette è finita in liquidazione coatta amministrativa, decretata dal Ministero dello Sviluppo Economico di fatto poche ore prima di un’udienza fallimentare.

In questo momento non c’è altra strada che il ricorso agli ammortizzatori sociali per tutti i dipendenti – tema al centro di un incontro tra i sindacati, legacoop e l’assessore Palma Costi convocato per il 19 novembre in Regione – ma la speranza è che la Cig possa diventare a rotazione con la ripresa dei cantieri. Ma sui tempi grava un grosso interrogativo.

E’quanto emerso in un incontro in Legacoop tra i sindacati e il commissario liquidatore nominato dal ministero, Giorgio Pellacini. Sul tappeto anche la cessione o l’affitto di rami d’azienda e controllate, come il settore traversine e armamento ferroviario (con cui Coopsette aveva già stipulato un’intesa con la Margheritelli di Perugia, prima della liquidazione) e la Methis che produce arredi da ufficio. Si è parlato anche dei crediti dei lavoratori e in particolare della dozzina di milioni di prestiti in capo ai soci: questione spinosa, quest’ultima, si sta occupando Federconsumatori che ha promosso la costituzione di un Comitato prestatori.

Restano fuori da ogni tutela i fornitori e i subappaltatori che hanno i crediti e chissà se e quanto potranno recuperarli.

TAVOLA ROTONDA ALLA CGIL

9/11/2015 – Una tavola rotonda su dove va la cooperazione con pezzi da novanta del mondo economico e sindacale della sinistra: è l’iniziativa organizzata dalla Cgil di Reggio Emilia, che mette i classici “piedi nel piatto” nel crollo delle grandi coop reggiane (ed emiliane) della produzione e lavoro: la crisi di sistema più grave mai affrontata dal mondo Legacoop.

L’iniziativa è in programma il prossimo 20 novembre a partire dalle 15  in Camera del Lavoro a Reggio Emilia: “Il titolo “Dove va la cooperazione?” vuole essere un’occasione per un confronto – scrivono i promotori – sugli sviluppi della crisi della cooperazione che sempre più si sta manifestando in ambito generale, non solo in un dato settore o territorio. Anche se, il nostro territorio si configura come luogo di importanza storica su questi temi lungo tutto il novecento e fino ad oggi”.

Alla tavola rotonda, promossa da Centro studi R60 e  Fondazione Claudio Sabattini, in collaborazione con la rivista Inchiesta, rivista storica dell’area della sinistra Cgil e Fiom. partecipano Lanfranco Turci, già presidente Lega nazionale delle cooperative ed esponente storico dell’area riformista, Giovanni Moro, Sociologo politico e autore del libro “Contro il no profit”, Marco Pedroni  presidente Coop Italia ed ex presidente di coop Nofrdest, Guido Mora Segretario Camera del Lavoro di Reggio, Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom prima di Landini e presidente della fondazione Claudio Sabattini , Simonetta Ponzi della Cgil Emilia Romagna.

“Ognuno di loro, da diversi punti di vista, ha conosciuto il mondo cooperativo e porterà contributi e riflessioni alla discussione. Si tratta di un lungo percorso sul quale durante la Tavola rotonda si ragionerà proprio dando spazio alle esperienze sul campo e agli studi fatti”.

 

 

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2 risposte a Coopsette, tutti in cassa integrazione. Focus sul dramma cooperativo con Turci, Pedroni e Rinaldini alla Cgil

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    11/11/2015 alle 14:32

    non sarebbe potuto essere altrimenti. Han fatto bene pentole e coperchi. Bravi. Sarete opzionati per le nuove avventure della banda bassotti.

  2. Fausto Poli Taneto Rispondi

    11/11/2015 alle 14:38

    Le solite cose. da 40 anni sento sempre che le coop sono l’ossatura dell’italia. Ma quante balle. E fanno le assemblee, bellissime, in Via Roma, 53. Ma alla fine ste coop inculano soldi. Sul caso della coop sette vorrei dire che: i politici, compreso il Sindaco Vecchi, sapevano che la coop Sette era in splendido attivo. Mi spiegate quanto guadagna un’impresa a fare un pezo di alta velocita’ ????
    La Pizzarotti ha sempre il cortile pieno di travette per le ferrovie. E la Landini ? Insomma, non pigliate per il culo il lettore, il cittadino, magari anche lo straniero che legge on line. Qua e’ tutta mess’in scena. I soldi la coop sette li ha gia’ messi altrove investiti non so dove, magari in progetti molto redditizi. E pensare che son sempre soldi dei cittadini. Che vergogna.

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