Carni rosse, allarme per la psicosi: il consiglio comunale approva la mozione Pagliani in difesa delle produzioni reggiane

19/11/2015 – Ogni giorno arrivano notizie di imprese in difficoltà per il crollo delle vendite di carni rosse, dopo l’allarme lanciato dell’Oms. Il problema è particolarmente sentito a Reggio, che è una delle capitali internazionali delle produzioni suine.
Assume perciò una particolare rilevanza la mozione presentata da Forza Italia e approvata nell’ultima seduta dal consiglio comunale di Reggio Emilia a sostegno delle produzioni di salumi Dop e della suinicoltura. 
Il documento rileva come i dati Oms  sul potenziale cancerogeno delle carni rossi si riferiscano a Paesi che hanno un consumo superiore del 60% di quello medio italiano, che in Italia le carni “sono sane e prive di ormoni” e che gli animali nel nostro Paese vengono ialimentati con prodotti “tracciabili e certificate”.

La mozione così  impegna il consiglio comunale “tutelare in ogni sede, rimarcandone la genuinità e la salubrità, la carne e i salumi reggiani, scongiurando un’ assurda ed ingiustificata psicosi collettiva,  pericoloso presagio a un crollo dei consumi capace di mettere a repentaglio la sopravvivenza di centinaia di aziende e allevatori locali”. 
Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia e presentatore del documento, ha espresso la propria soddisfazione per il voto favorevole: 
“Ringrazio l’Assessore Natalia Maramotti che nel suo intervento in aula  ha condiviso il nostro documento per i dati che ha rilevato e per l’importanza riconosciuta del settore agroalimentare nel territorio reggiano”. “Non bisogna trascurare nulla per difendere un comparto che occupa decine di migliaia di persone nel nostro territorio e che è a livelli di eccellenza indiscutibili anche sul fronte della salubrità dei prodotti: un settore che può offrire sbocchi importanti anche a tanti giovani oggi senza occupazione – ha aggiunto Pagliani – Da parte nostra continueremo a mantenere la massima attenzione sul problema: sì all’educazione alimentare, no alla psicosi”.
 
LA MOZIONE SULLE CARNI APPROVATA DAL CONSIGLIO COMUNALE DI REGGIO EMILIA

Premesso che:

da sempre le carni made in Italy sono sane, perché magre, non trattate con ormoni ed ottenute anche nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione DOC che assicurano il benessere e la qualità dell’alimentazione degli animali così come affermato da Coldiretti nei giorni scorsi.

Dato che:

come sottolineato dal rapporto Oms, che punta il dito sull’eccessivo consumo di carni rosse considerate potenzialmente cancerogene, è stato eseguito su scala globale su abitudini alimentari molto diverse come quelle statunitensi, popolazione che consuma il 60% di carne in più degli italiani.

Il consumo di carne pro capita annuo in Italia  è nettamente inferiore anche di paesi quali Australia , Germania e  Francia.

 

Considerato che 

 

nel rapporto OMS non  si tiene conto che gli animali allevati in Italia sono alimentati con alimenti tracciabili e certificati,  occorre infatti sottolineare che i cibi sotto accusa sono alimenti come hot dog, bacon ed affumicati che non fanno parte della tradizione alimentare e produttiva  italiana e reggiana in particolare.

E’ inoltre opportuno considerare che dal punto di vista qualitativo la carne italiana è  meno grassa e la trasformazione in salumi , attività d’eccellenza della nostra provincia , avviene solo con il sale senza l’uso dell’affumicatura messa sotto accusa dall’Oms e molto di frequente anche senza l’utilizzo di conservanti.

 

Tenuto conto che:

da sempre Reggio Emilia e la sua provincia sono sede di numerosi allevamenti bovini e suini e che nel comune di Reggio Emilia ha sede una delle più importanti strutture di macellazione della Regione Emilia Romagna (Unipeg); 

Si Impegna il consiglio comunale di Reggio Emilia a:

tutelare in ogni sede, rimarcandone la genuinità e la salubrità  della carne e dei salumi reggiani, scongiurando un’ assurda ed ingiustificata psicosi collettiva,  pericoloso presagio ad un crollo dei consumi capace di mettere a repentaglio la sopravvivenza di centinaia di aziende e allevatori locali con gravi ripercussioni su un comparto produttivo che impiega  migliaia di posti di lavoro.

(Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia) 

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