“Canone Rai nella bolletta elettrica: provvedimento iniquo. Ecco come difendersi”

di Francesco Fantuzzi *

“Serata davvero interessante e partecipata (oltre 35 persone) quella sul canone Rai in bolletta, grazie anche alla presenza dell’Avvocato Sabrina Roccatagliati e alla sua puntuale relazione.
Abbiamo condiviso il presupposto che il canone in bolletta è un provvedimento iniquo, ai limiti della costituzionalità e un grande favore alle multiservizi come Enel e Iren, ma ci siamo occupati essenzialmente degli aspetti tecnico-giuridici della questione.
Il regio decreto del 1938 si riferisce solo al possesso di apparecchi atti a ricevere radioaudizioni, e nel 2012, dopo ben 74 anni, il Ministero dello sviluppo economico ha precisato che si tratta di apparecchiature munite di sintonizzatore, escludendo dunque pc, tablet e cellulari.
Il decreto che sancirà l’addebito in bolletta non modificherà comunque l’impianto normativo e i criteri che definiscono questa imposta patrimoniale e non sul servizio pubblico (peraltro discutibile) fornito dalla Rai.
Grave è l’inversione dell’onere della prova: si presuppone il possesso di un apparecchio radio televisivo per il solo fatto di disporre di un’utenza elettrica.
Inoltre, un gestore non ha facoltà di applicare sanzioni in un ambito che non riguardi l’erogazione di un suo servizio: pertanto, la luce non verrà comunque staccata.
Come può difendersi legalmente chi non ha la tv (e la radio)?
Inviando un’autocertificazione al proprio fornitore elettrico e all’Agenzia delle Entrate e bloccando la domiciliazione bancaria per la bolletta (probabilmente già di gennaio) oggetto dell’addebito, pagando solo la differenza.
Chi fosse interessato al materiale presentato puo’ richiederlo gratuitamente”.

*Reggio Città Aperta

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