Calendario 2016: da Balla a Magritte a Modigliani
i Carabinieri “sposano” la grande arte moderna

12/11/2015 – Il Calendario Storico dei Carabinieri 2016 “gioca”  con la grande arte moderna: da Boldini a Magritte, da Monet a Salvador Dalì, sino a Giacomo Balla, Carrà, Rousseau e De Chirico,  l’Arma si racconta prendendo in prestito opere e stili dei grandi pittori dell’Ottocento e Novecento europeo.

Un calendario veramente particolare e piacevole, al tempo stesso omaggio alla grande arte e sottolineatura dell’impegno dei Carabinieri sul fronte dei beni culturali: lo ha presentato il comandante provinciale di Reggio Emilia Antonino Buda, nella centrale di corso Cairoli, insieme all’Agenda storica edizione 2016 dedicata alla Prima guerra mondiale e alla Guerra di Liberazione.

Il comandante provinciale dei Carabinieri Antonino Buda presenta il calendario 2016: la copertina è ispirata al futurismo di Balla

Il comandante provinciale dei Carabinieri Antonino Buda presenta il calendario 2016: la copertina è ispirata al futurismo di Balla

“Nell’anno in cui la nostra Bandiera è stata decorata della medaglia d’oro ai Benemeriti della cultura e dell’arte, in cui nuove iniziative proiettano sempre più questa nicchia d’eccellenza a difesa della civiltà italiana in un contesto internazionale, le tavole del calendario 2016  rendono omaggio all’Arma rivisitando alcuni capolavori di sommi rappresentanti della pittura italiana ed europea che hanno preceduto, accompagnato e immediatamente seguito il periodo delle immani tragedie delle due guerre mondiali, in un percorso immaginario lungo gli oltre duecento anni di storia dell’Arma.

L’edizione del 2016 è assai particolare: ha deciso di dialogare con il mondo dell’arte. D’altronde non si tratta d’un esperimento fuori norma – sottolineano i Carabinieri –  in quanto sin dal 1969 esiste il Comando Tutela Patrimonio Culturale che ha svolto attività imprescindibile nella difesa del nostro vastissimo patrimonio artistico, recuperando opere trafugate, fermando il commercio illegale delle antichità, ritrovando le refurtive di dipinti e di mobili, di gioielli e di oggetti preziosi, di documenti e di libri rari. La pittura e l’Arma dialogano da lungo tempo. Così è nata l’idea d’inventare un percorso attraverso e nell’arte moderna inserendo in alcuni dipinti classici e noti ai più una serie di piccole e parziali trasformazioni surreali: i Carabinieri entrano nel dipinto. Ne è sorta narrazione, ironica e bonaria appunto, che vede le uniformi note a tutti gli italiani passeggiare fra i capolavori dell’immaginario, anzi nei capolavori”.

In copertina, l’emblematico segno distintivo dei Carabinieri – la fiamma – si staglia tra le volute geometriche e nitide d’ispirazione futurista, segno della solidità istituzionale nel tempo, riprese da un’opera di Giacomo Balla, nei colori che contraddistinguono la Bandiera italiana – il verde, il bianco e il rosso – l’Arma dei Carabinieri – il blu e ancora il rosso – l’azzurro del vessillo europeo e il celeste dell’ONU.

 Il mese di Gennaio parte da Giovanni Boldini, con una composizione intima, evocativa di un momento storico ottocentesco, nella quale, alla giovane donna e al figlio dipinti dall’artista, si affianca la figura caratteristica di un Carabiniere, marito e padre, espressione di eleganza e di composta proprietà formale. Nel mese di Febbraio con Amedeo Modigliani, l’operazione assume dimensioni quotidiane: le sue figure esili e allungate, che esaltano tutti i valori umani, ci riconducono alla bellezza e alla semplicità delle forme tipiche dell’arte rinascimentale.

 Nelle tinte forti di Henri de Toulouse-Lautrec nel mese di Marzo è stato incastonato l’elemento della divisa  più caratterizzante del Carabiniere, il mantello foderato di rosso, coincidente con una lettura fatta già negli anni ‘20 del secolo scorso dalla rivista “L’Arma Fedele”: nella cornice di una riunione mondana il Carabiniere assiste impassibile alla coinvolgente festosità.

Nelle tavole del mese di Aprile la figura del Maresciallo caratterizza invece i personaggi e le atmosfere di Vincent Van Gogh. Nel mese di maggio il musicante visto col candore arcaico di Henri Rousseau mentre nel mese di Giugno la pattuglia che vigila sul tranquillo pomeriggio festivo della gente, come concepito da Georges Seurat.

 Nella doppia pagina centrale l’opera “I papaveri” di Monet, uno dei massimi rappresentanti dell’Impressionismo, viene rivisitata, con la semplice aggiunta di una pattuglia di Carabinieri, la cui presenza appare protettiva e rasserenante. In Luglio la rivisitazione di Giorgio De Chirico: nelle vesti di un Generale dei Carabinieri dell’800 è lo stesso pittore in sella ad uno dei suoi celebri cavalli, un autoritratto virtuale che va ad aggiungersi ai tanti da lui dipinti nel corso degli anni, in costume da torero o da gentiluomo del settecento. Nel mese di Agosto l’eroismo dei Carabinieri diventa protagonista col surrealismo di  Salvador Dalì. In settembre, ottobre e novembre sono protagonisti la Scapigliatura e il Futurismo con Umberto Boccioni (Carabinieri di pattugliain auto e moto), Giacomo Balla e Mario Guido Dal Monte. Conclude l’anno Carlo Carrà, il più ermetico, ma anche il più discretamente simbolista della pittura italiana: al suo stile per il mese di Dicembre è affidata l’evocazione di un’Arma che, dotata dei mezzi della modernità, opera nel presente e guarda al domani con il saldo spirito di sempre.

 Infine, il sereno surrealismo di René Magritte (ma sempre nel segno dell’attesa e del mistero) onora, con l’immagine più alta, l’Arma e i suoi Decorati: attraverso una porta sospesa nello spazio, una pattuglia di Carabinieri procede serena verso il futuro nell’adempimento del proprio dovere.

 

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