Aemilia, il comune di Reggio ammesso come parte civile
E agli avvocati fanno togliere anche le scarpe

4/11/2015 – Il Comune di Reggio Emilia è stato ammesso come parte civile al processo Aemilia contro la ndrangheta. Lo ha deciso il Gup Francesca Zavaglia nella terza udienza preliminare di oggi. Il sindaco Luca Vecchi, esprimendo la propria soddisfazione per la decisione del giudioce, ha rivelato che il Comune “sta lavorando di concerto col tribunale” per far svolgere il processo a Reggio.

L’udienza di oggi è stata caratterizzata da nuove proteste degli avvocati per i controlli all’ingresso dell’aula, ricavata in un padiglione di Bolognafiere. Alcuni legali hanno rifiutato di togliersi le scarpe, richiesta fatta loro dalle forze dell’ordine ai metal detector. “I carabinieri ci fanno togliere le scarpe, dobbiamo entrare in mutande? Questa è violenza e aggressione”, ha detto l’avvocato Antonio Piccolo. Anche dopo la prima udienza c’erano state diverse lamentele della Camera penale.

E a proposito dell’ammissione del Comune come parte civile, Luca Vecchi ha dichiarato che tale decisione “dimostra la fondatezza del presupposto col quale l’Amministrazione si è mossa”.

“Ritenevamo e riteniamo – ha spiegato  – che l’invadenza dei clan nel nostro territorio, la loro protervia, il loro agire per inquinare le dinamiche della vita civile rappresentino un vulnus al funzionamento democratico e per questo ci sentiamo parte lesa e come tale agiremo in sede di dibattimento contro chi ha avuto condotte criminali. Pensiamo che il processo debba tenersi in città, e in conseguenza di ciò l’Amministrazione, di concerto col Tribunale reggiano, sta agendo affinché si possa giungere a questo risultato.

La stessa richiesta di risarcimento che come Comune abbiamo presentato è da intendersi come riscatto e come occasione di potenziamento degli strumenti antimafia che l’ente sta mettendo in campo, non da oggi: qualora venisse anch’essa soddisfatta permetterebbe di sviluppare nuove e ulteriori azioni per mettere a sistema l’insieme delle iniziative e dei presidi a favore della cultura della legalità.

Dopo la cittadinanza onoraria che il Consiglio comunale di Reggio Emilia ha assegnato al Prefetto Antonella De Miro, nel prossimo mese di marzo accoglieremo in città il magistrato Nino Di Matteo, per significargli concretamente la vicinanza al lavoro che svolge, in un contesto nel quale è sottoposto a misure strettissime di protezione, causa  gli allarmi circa la sua incolumità attentata dalla criminalità organizzata.

In una fase in cui la cronaca cittadina ci restituisce notizia di minacce ricevute da parte di persone che a Reggio intendono costituirsi a loro volta parte civile nel processo Aemilia, è tanto più importante che l’ente pubblico abbia agito in questa direzione e sarà presente al dibattimento – aggiunge Vecchi –  La mafia ha, nella paura, uno dei suoi strumenti di coercizione innanzi tutto psicologica più potente, e tenta di utilizzarla quanto più spesso può per spaventare i singoli, per isolarli e per indurli a desistere dal far valere i loro diritti. Non ci possono essere esitazioni, su questo fronte. Il Comune di Reggio, partecipando al processo contro la ‘ndrangheta, vuole in tal modo lanciare un messaggio soprattutto a quei cittadini che si sentono soli e intimoriti davanti a condotte criminose: siamo al vostro fianco, non ci lasciamo spaventare”.

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    04/11/2015 alle 21:54

    Ma minus Vecchi, siete proprio Voi politicanti fancazzisti, che gli permettete di fare cio’ che fanno. Do you remember Coffrini Dynasty ?

    Ma che cazzo dichiari ??

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