Addio Agazzani, non doveva finire così. Ondata di commozione per la morte del critico d’arte

di Pierluigi Ghiggini
16/11/2015 – No, non doveva finire così. Eppure è questa la dura realtà alla quale non possiamo più mettere rimedio. Il critico d’arte Alberto Agazzani si è tolto la vita domenica pomeriggio nella sua abitazione di via Farini a Reggio Emilia. Aveva 48 anni.

Alberto Agazzani

Alberto Agazzani

Il corpo  stato trovato da due amiche, Terry e Sandra che – preoccupate perchè da sabato non avevano più notizie di lui, neppure su whatsapp – questa mattina sono entrate in casa sua e hanno fatto la terribile scoperta. La notizia si è sparsa in un baleno in città, lasciando sconvolte e incredule tante persone che lo stimavano e gli erano state vicine. Si contano a migliaia i messaggi e i ricordi commossi lanciati sui social network: fran i tanti messaggi, quello del sindaco Luca Vecchi, della fondazione de I Teatri, di Giuseppe Pagliani di Forza Italia.

Agazzani era un personaggio molto conosciuto,  certamente uno dei migliori critici italiani della nuova generazione, scopritore di talenti assurti a fama nazionale quali il compianto Angelo Davoli e Agostino Arrivabene, curatore di grandi mostre, implacabile critico musicale in un mondo in cui,come scrisse Giorgio Bocca, non si parla male neppure di una sfilata di moda. Era un intellettuale indipendente, un polemista  senza peli sulla
lingua: memorabile un suo scontro televisivo Vittorio Sgarbi. Proprio per questo insieme a tantissimi amici ed estimatori si era fatto anche nemici e detrattori.

Alberto Agazzani

Alberto Agazzani

Nondimeno a Reggio era molto amato, al di là di ogni apparenza, e  lo hanno dimostrato  le file interminabili di amici che andarono a trovarlo prima al Maggiore di Parma (lasciando stupefatti i medici per tanta dimostrazine d’affetto) e poi a Correggio nei ricoveri seguiti al gravissimo incidente occorsogli la sera del 22 luglio, cadendo in Vespa alla rotonda di via Settembrini.
Sembrava dovesse restare offeso in modo irrimodiabile,  invece la sua ripresa ha avuto del miracoloso: il recupero non era ancora completo, continuava ad avere vuoti di memoria, tuttavia era tornato a una vita normale. Era tornato il dandy inossidabile di prima,  e progettava di sposarsi col fidanzato Andrea.
Quando un certo giorno è tornato su Facebook, è esplosa la

festa. Ma la speranza si è dissolta troppo resto, in un pezzo di corda legato al collo in una maledetta domenica pomeriggio.
Non avevamo capito che la depressione e la disperazione lavoravano dentro di lui, al punto da fargli dire addio a una vita che doveva sembrargli ormai un peso insopportabile.
Ci resteranno i suoi scritti innumerevoli, le sue catilinarie, lo spirito dell’intellettuale raffinato e sempre in mezzo ai guai, prodigo di consigli e pronto ad aiutare gli amici e i talenti senza nulla chiedere, un guerriero dell’arte capace di rischiare per le proprie convinzioni e anche – ed è una dote rara – di riconoscere i propri errori.

Addio Alberto, ci mancherai. Come potremo mai dimenticarti?

Alberto Agazzani alla vernice di una mostra da lui curata

Alberto Agazzani alla vernice di una mostra da lui curata

IL CORDOGLIO DEL SINDACO LUCA VECCHI
La morte di Alberto Agazzani addolora e colpisce la comunità reggiana. Alberto era persona sensibile e colta, un vulcano di idee e il gusto – coltivato in via Farini, dove risiedeva negli ultimi anni – per la discussione: era attento a ogni cosa accadeva in città, gli piaceva confrontarsi sull’attività teatrale e sulle mostre in corso a Reggio, sul balletto e la musica.
Lo si incontrava in centro storico mentre dialogava coi tanti che avevano condiviso con lui una prima al Valli, la vernice di un’esposizione; dava il suo contributo di proposte sia che si trattasse di gallerie d’arte, sia che si ragionasse sul cartellone di iniziative estive.
La sua attività, sviluppata anche lontano dalla nostra città, lo aveva portato dopo il terribile terremoto in Emilia-Romagna a indire, in uno spazio espositivo non lontano dal Comune, l’asta di dipinti a scopo benefico “ARTquake”, per aiutare le persone colpite dal sisma.
Era fra noi sabato sera, quando a Palazzo Gerra assieme al Grade, all’Arcispedale Santa Maria Nuova, a un nutrito gruppo di artisti, al Lions Club si inaugurava un evento multidisciplinare che riunisce opere pittoriche, sculture, fotografie, video, musiche e performance attoriali nel segno del viaggio.
Esprimo a nome dell’Amministrazione comunale il sentimento di cordoglio e di partecipazione al lutto ai familiari, agli amici tutti.
Ciao Alberto, che la terra ti sia lieve.
(Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia)

I TEATRI DI REGGIO

Con una nota insolitamente telegrafica La Fondazione de I Teatri di Reggio Emilia ricorda Alberto Agazzani “ spirito critico e pungolo a fare sempre meglio, ma grande amante del Teatro. Ci mancherà, come possono mancare tutte le persone intelligenti che sanno anche dire “no”. 

Agazzani non aveva lesinato le proprie critiche alla gestione dei Teatri e in qualche caso aveva protestato sonoramente in sala in occasione di spettacoli e concerti.

PAGLIANI: REGGIO PERDE UN UOMO DI GRANDISSIMA CULTURA

“Mi ha incredibilmente rattristato la notizia della scomparsa di Alberto Agazzani, critico d’arte severo e raffinato intellettuale, di lui leggevo con piacere enorme gli interventi di critica sul Distretto, gradivo le sue recensioni critiche relative ad artisti geniali ed in gran parte sconosciuti al grande pubblico.

Rimane il gelo nel cuore quando un personaggio ecclettico ed artistico lascia la vita terrena, Reggio perde un esperto conoscitore d’arte ed un uomo di grandissima cultura”. Così Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia in Comune a Reggio e in Provincia.

Agazzani 13

 

 

 

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8 risposte a Addio Agazzani, non doveva finire così. Ondata di commozione per la morte del critico d’arte

  1. Alessandro Rispondi

    16/11/2015 alle 15:38

    Complimenti Pier, sempre la penna più bella e libera di questa città di irriconoscenti contadini!

    • Pierluigi Rispondi

      16/11/2015 alle 15:44

      Grazie, ma quanto sa di sale…

  2. Riascolterò Ricorderò... Rispondi

    16/11/2015 alle 15:49

    Riascolterò oggi e nei giorni a venire, per il tuo lungo viaggio karmiko, il Requiem di Mozart diretto da Christopher Hogwood.
    Quello che innumerevoli volte abbiamo ascoltato insieme in passato,immersi in tante altre meraviglie..non solo musicali.
    Grazie di esserci stato Albi, e di aver condiviso con me tanta bellezza..

    Rucola Leonora Carrington
    (uno dei tanti soprannomi che mi hai affibbiato.. l’ultimo con il quale mi hai chiamata in una email di aprile scorso).
    😉

  3. Mario Guidetti Rispondi

    16/11/2015 alle 20:58

    Nella profonda tristezza ma nel rispetto della volontà di Alberto, mi/ci è/sia di conforto il pensarlo ora nel cielo di Giove, là dove Dante colloca i Giusti

    • Stars Rispondi

      17/11/2015 alle 17:55

      Non scherziamo.
      Alberto aveva Giove natale quadrato alla Luna e a Nettuno.
      In più Sole opposto a Saturno e quadrato al Mediocielo.
      Per non dire di Marte quadrato a Plutone.

      saluti

  4. il mente Rispondi

    17/11/2015 alle 08:33

    beh… io dante lo metterei tra i leccaculo celestiali… una sorte di bordello in rima dove poeti santi navigatori allo scquillare di un campanello scodinzolano come zoccole scarse di marchette guardando il padrone che non c’e’……mentre alberto merita cio’ che ha seminato… nelle prossime vite

    • Bea Rispondi

      17/11/2015 alle 16:02

      sgrammatica-mente
      ce l’avesse lei la sintassi di Dante
      (e anche quella di Alberto!)
      Rip

  5. Mario Guidetti Rispondi

    17/11/2015 alle 16:21

    per “il mente”:
    le tue sono parole che sarebbero piaciute ad Alberto e che tanto, tanto avrei voluto fosse stato lui a dirmele – comune è il sentimento sincero e stima per Alberto

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