Regalasi cittadinanza italiana? L’assessore Foracchia: “Non alimentare nuove forme di razzismo”

di Serena Foracchia

25/10/2015 – “Rispetto a quanto accaduto nei giorni scorsi con l’affissione dei cartelli “Regalasi Cittadinanza Italiana” sui cancelli delle sedi del PD, ed alla conseguente polemica lanciata da Forza Nuova rispetto all’iter parlamentare della nuova proposta per l’introduzione del principio dello Ius Soli Temperato e dello Ius Culturae per l’ottenimento della cittadinanza italiana, credo che Reggio Emilia non possa rimanere indifferente, visto l’importante ruolo avuto non solo nella Campagna L’Italia sono anch’io, ma anche nella promozione del cosiddetto Manifesto delle seconde generazioni.

Il cartello affisso da Forza Nuova sotto la targa della sede Pd del circolo 8 di via Samoggia

Il cartello affisso da Forza Nuova sotto la targa della sede Pd del circolo 8 di via Samoggia

Questi ragazzi nati o cresciuti prevalentemente in Italia parlano perfettamente la lingua, conoscono le tradizioni nelle quali si riconoscono ancor di più che in quelle dei Paesi di provenienza dei genitori. Sono già residenti in Italia da anni ed abituati ad un confronto con ragazzi e famiglie italiane. Riconoscerli come cittadini non significa aumentare le richieste di assistenza sociale o la spesa per servizi: come residenti hanno già diritto ed accedono localmente ai servizi educativi e socio-sanitari.

Non bisogna dare spazio a messaggi volti ad alimentare esclusivamente nuove forme di razzismo, che fomentano l’immagine di una società reggiana che deve essere preservata da presunte invasioni.

Se guardiamo con attenzione alla composizione delle nostre scuole, ma anche alle amicizie dei ragazzi, vediamo con chiarezza che questa separazione non esiste. La società reggiana oggi è interculturale, non composta da giovani di gruppi etnici che vivono separati, ma da ragazzi  impegnati nelle consulte scolastiche e di classe, che si confrontano con i loro docenti, coinvolti in associazioni cittadine ed impegnati sul territorio.

Non alimentiamo quindi divisioni laddove il sentire comune dei ragazzi stessi fatica a leggersi come straniero e dove nel dialogo tra pari i ragazzi stessi non danno valore alla definizione  di “seconde generazioni”. I giovani reggiani hanno diverse origini culturali, ma questo non può essere uno stigma che li limita nel loro agire locale e nazionale. Sono già cittadini attivi che partecipano pienamente alla vita della comunità.

Investendo su di loro come cittadini, l’Italia acquisisce una ricchezza in termini di risorse, puntando su giovani futuri professionisti in grado di parlare più lingue, di relazionarsi con più culture e di essere antenne su mercati globali. Non vedo come mai l’Italia possa considerare un errore o addirittura dannoso per la sua stessa crescita  l’acquisire una identità interculturale e plurale. Molte nazioni europee tra le quali Germania, Inghilterra, Svezia stanno già beneficiando di questo investimento che riconosce come il mondo sia radicalmente cambiato e come questo cambiamento porti in sé nuove possibilità di benessere e non solo spese.

L’amministrazione locale di Reggio Emilia sta lavorando con il mondo economico per riuscire a trarre vantaggio dalle competenze interculturali del territorio. In questo percorso sono alleati preziosi le scuole e l’università, perché possano riconoscere e rafforzare questi talenti.

La proposta parlamentare, ora in discussione al Senato, seppure diversa dall’auspicato esito proposto dalla Campagna L’Italia sono anch’io, segna un passaggio importante per il Paese. Ora dobbiamo essere pronti da un lato a rilanciare il dibattito sulle procedure burocratiche e le complessità legate al soggiorno in Italia, nonché al conseguente difficoltoso iter di cittadinanza. Dall’altro lato mi preme segnalare come il Paese intero abbia comunque bisogno di rinnovare il significato dell’essere cittadini al di là delle origini culturali, della fede religiosa, dell’appartenenza di genere. 

Questo provvedimento ci riconsegna un’attenzione alle nuove generazioni e ci apre la strada verso nuove prospettive di sviluppo: stiamo riconoscendo che la comunità reggiana è cambiata e che i talenti che crescono oggi a Reggio Emilia, provenendo anche da diverse parti del mondo, ne saranno protagonisti.  Non riconoscerli come italiani sarebbe un errore di portata storica”.

*Assessore alla Città internazionale, comune di Reggio Emilia

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *