Processo Aemilia, il Comune di Reggio chiede la costituzione di parte civile

21/10/2015 –  La Giunta comunale di Reggio Emilia ha deliberato il mandato di costituzione di parte civile del Comune nel processo Aemilia contro la ndrangheta nel Reggiano, processo che si aprira a Bologna la prossima settiman com l’avvio dell’udienza preliminare.
 
“E’ un atto dovuto e necessario – dichiara il sindaco Vecchi – verso una comunità ferita, ma pronta a reagire con tutte le sue migliori forze civili e morali, per combattere ed estirpare ogni forma di insediamento mafioso nei nostri territori”.
 
La costituzione di parte civile, che dovrà essere vagliata dal giudice dell’udienza preliminare (Gup), è proposta “nei confronti – si legge nell’atto – di tutti gli imputati e di tutti i fatti di cui alle imputazioni che appaiano aver arrecato danno all’ente, allo scopo di ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dal Comune”.
Infatti, “il Comune di Reggio Emilia si ritiene persona offesa-danneggiata dalle condotte delittuose poste in essere dagli imputati e, come tale, legittimato alla costituzione di parte civile, rispetto a tutti i capi di imputazione aventi ad oggetto i delitti  scopo della stessa associazione”.
 
Dai reati, che si sono delineati nelle indagini e poi nelle richieste di rinvio a giudizio ed ora pendenti avanti il tribunale di Bologna, il Comune di Reggio Emilia, si precisa ulteriormente nel documento approvato, “è leso immediatamente e direttamente in quanto i reati stessi minacciano la sicurezza e l’integrità dell’ente e dei cittadini che esso rappresenta e tutela”.
Inoltre, lo stesso Comune “subisce un danno patrimoniale in relazione ad interessi quali lo sviluppo del turismo, il sostegno alle iniziative economiche, l’ordinato svolgimento delle attività produttive”. E ancora, “subisce un danno non patrimoniale, consistente nella lesione del buon andamento della pubblica amministrazione e della capacità/possibilità di questa di operare nonché nel turbamento dello stato di pace sociale della collettività”.
 
Per tali motivi, ricorrono “nella fattispecie tutti gli elementi qualificanti, individuati dalla giurisprudenza amministrativa e penale, ai fini della legittimazione a costituirsi parte civile in capo all’ente”.
 
Verrà nominato, quale difensore e procuratore speciale del Comune, l’avvocato Santo Gnoni, dirigente dell’Avvocatura comunale.

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