Parmigiano prodotto-civetta: uno scandalo. “Basta vendite a metà prezzo, rovinano prodotto e produttori”

 

parmigiano-reggiano

23/10/2015 – Perchè vendere sottocosto il Parmigiano Reggiano? L’uso del Re dei formaggi come prodotto-civetta da parte delle grandi catene di distribuzione, che stagionalmente lo propongono a prezzi stracciati per attirare clienti, viene messo sotto accusa da Giuseppe Pagliani, capogruppo azzurro in Provincia e in Comune a Reggio Emilia, che è anche uno dei pochi politici, per formazione e attività professionale, a conoscere a fondo il settore.

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani

Pagliani segnala vendite a metà prezzo, col 47% di sconto: “Non si può andare avanti così”.  Una presa di posizione destinata a fare discutere, perchè pone una questione rilevante dalla parte dei produttori, vittime principali delle le conseguenze negative del sottocosto, per la spinta al ribasso non solo dei prezzi (le latterie continuano ed essere strangolate da chi tira le fila del grande mercato, e di conseguenza dagli istituti di credito) ma anche dell’immagine di quello che, invece, è il prodotto italiano di maggior prestigio al mondo (ed anche il più scandalosamente taroccato).

“E’ incredibile come le grandi catene di distribuzione, coop in primis, nel nostro territorio promuovano vendite a metà prezzo (sconto 47%) del “RE” dei formaggi – dichiara Pagliani – gli acquirenti percepiscono il nostro miglior formaggio nazionale e locale come un prodotto di qualità mediocre”- I prodotti agroalimentari di grande prestigio nazionale e mondiale- aggiunge l’esponente di Forza Italia –  non debbono essere proposti a prezzi ridotti incredibilmente” in primo luogo perchè “nella nostra provincia gli agricoltori, allevatori di bovine da latte versano in una crisi economica e finanziaria senza precedenti”.

E’ questo il rispetto che Coop consumatori ha nei confronti dei produttori reggiani ed emiliani di latte? – domanda Pagliani – Noi siamo dalla parte degli allevatori e chiediamo che le catene cooperative di distribuzione locali la smettano di utilizzare il Parmigiano Reggiano come prodotto “civetta” per varie settimane all’anno. Così si svilisce un prodotto proprio nella sua terra dove chiunque arriva da altre zone deve comprendere che chiunque ha di questa eccellenza agroalimentare italiana la massima valorizzazione”.

A tutto questo si deve aggiungere un interrogativo sicuramente  sgradevole, ma che le catene della GDO dovrebbero valutare con senso di responsabilità: dove vanno a finire le migliaia di forme di parmigiano reggiano rubate ogni anno dai caseifici di Reggio, Modena, Parma, Bologna e Mantova? Non sarà che – per vie strane, alle quali i gestori sono certamente estranei – finiscono porzionate e a prezzo “incredibile” sugli scaffali di qualche supermercato?

 

 

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