Ndrangheta, via al processo Aemilia. Prima udienza nell’aula bunker di Bolognafiere. Senza vergogna: il sindaco Coffrini parte civile

28/10/2015 – Ha preso il via questa mattina nell’aula bunker con seicento posti, appositamente allestita (con spese a carico della Regione Emilia-Romagna) nel padiglione 19 della Fiera di Bologna, l’udienza preliminare del processo Aemilia: il primo in grande stile contro la ‘ndrangheta in Emilia e in particolare nel “cratere”  reggiano, uno dei più imponenti processi di mafia tenuti al Nord. A distanza di 9 mesi dall’imponente operazione dei Carabinieri che arrestarono 117 persone nella notte del 28 gennaio, la Dda di Bologna chiama alla sbarra 219 imputati, 54 dei quali accusati di associazione di stampo mafioso in quanto ritenuti aderenti alla cosca Grande Aracri di Cutro, la cui potente filiale reggiana ha l’epicentro tra Brescello, Gualtieri e la val d’Enza. Individuate un centinaio di persone offese. Non pochi arrestati, tuttavia, sono tornati in libertà a seguito di sentenze del Tribunale del Riesame: clamoroso il caso di Giuseppe Pagliani per il quale il Riesame ha stabilità l’ingiusta detenzione, dichiarando l’inesistenza dei gravi indizi di colpevolezza, e affermando che la sua opposizione politica in Provincia è stata esercitata con piena legittimità. La Dda ha rinunciato al ricorso contro tale sentenza, con un indiretto riconoscimento dell’errore giudiziario.

Per contro, restano misteriosamente fuori dall’orizzonte di Aemilia le vicende del sacco edilizio avvenuto nel reggiano   e di anni di rapporti tra gli imprenditori in odore di mafie, beneficiari di molte concessioni edilizie,  con le amministrazioni locali. E’ diffusa l’opinione che questo cono d’ombra costituisca il punto più debole dell’inchiesta Aemilia.

Il Gup Francesca Zavaglia, ha fissato un calendario con 29 giorni di udienza sino a dicembre. L’obiettivo è la conclusione dell’udienza preliminare prima dello scadere dei termini di carcerazione preventiva. L’accusa è sostenuta dai pm Marco Mescolini e Enrico Cieri.

L'aula speciale del processo Aemilia, ricavata nel padiglione 19 di Bolognafiere

L’aula speciale del processo Aemilia, ricavata nel padiglione 19 di Bolognafiere

L’AULA BUNKER

L’ingresso nell’aula bunker avviene a partire dalle 8,30 da via della Costituzione. L’aula ha una superficie di 3 mila 200 metri quadrati e può contenere sino a 600 posti a sedere, inoltre è dotata di impianti speciali, come la video-conferenza.

Dopo le proteste del presidente dell’Ordine dei Giornalisti all’interno della Fiera di Bologna è stato individuato uno spazio che servirà da “sala stampa”:  i giornalisti possono accreditarsi sul posto. L’udienza si terrà comunque in camera di consiglio e dunque alla presenza delle sole parti, a porte chiuse a stampa e pubblico.

IN AULA ANCHE IL GOVERNATORE BONACCINI

 Anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini nell’aula speciale della fiera di Bologna dove ha preso il via l’udienza preliminare del processo di ‘Ndrangheta ‘Aemilia’, con 219 imputati. La Regione chiederà di costituirsi parte civile.     Le procedure di identificazione per l’ingresso nell’aula allestita al padiglione 19 sono cominciate alle 8.30, come previsto. La Procura di Bologna è rappresentata oggi anche dal procuratore reggente Massimiliano Serpi.    “La lotta alle mafie e per la legalità è un pilastro delle politiche del nostro governo: non ci dovrebbe nemmeno essere una maglietta politica di appartenenza su questo, dovrebbe riguardare tutti coloro che hanno a cuore le istituzioni”,ha detto a margine dell’udienza.

    TRENTA RICHIESTE DI PARTE CIVILE

Sono una trentina le richieste di costituzione di parte civile avanzate nell’udienza preliminare di ‘Aemilia’. In maggioranza sono enti o associazioni, mentre solo quattro per ora sono i privati cittadini che hanno chiesto di costituirsi in riferimento a capi di imputazione che li vedono come danneggiati. La richiesta di rinvio a giudizio dei Pm della Dda ne individuava, invece, quasi novanta.

COMUNI, PROVINCIA, CGIL E UIL PARTI CIVILI. VERGINITA’ RIFATTE: C’E’ ANCHE IL SINDACO MARCELLO COFFRINI

Il Gup dovrà decidere se ammettere decine di richieste di costituzione di parte civile: fra le altre,  quelle di Cgil e Uil regionali di Reggio e Emilia e di Modena e di diversi Comuni.

Oltre al comune di Reggio Emilia, si costituiscono parte civile la Provincia e i comuni di Bibbiano, Brescello, Gualtieri, Montecchio e Reggiolo. Ieri mattina il  presidente Giammaria Manghi e i sindaci hanno firmato a Palazzo Allende la procura all’avvocato Salvatore Tesoriero del Foro di Bologna, che affiancherà il legale della Provincia Alessandro Merlo. La Provincia di Reggio Emilia e i cinque Comuni si ritengono infatti “persona offesa e danneggiata, e come tale legittimata a costituirsi parte civile, rispetto a tutti i capi di imputazione che hanno ad oggetto i delitti commessi nel territorio dell’ente o la cui manifestazione abbia comunque arrecato un danno all’ente stesso”.

L’iniziativa dà seguito all’ordine del giorno approvato all’unanimità dall’Assemblea dei sindaci il 31 gennaio scorso. Lunedì il presidente della Provincia di Reggio Emilia ha quindi firmato il decreto di nomina dei due legali, tra cui l’avvocato Salvatore Tesoriero – legale che esercita presso  lo Studio Gamberini di Bologna, incaricato a sua volta di curare la costituzione a parte civile della Regione Emilia-Romagna – circostanza questa “che consentirà un migliore coordinamento delle iniziative processuali con le altre parti civili e un inquadramento delle problematiche antimafia di livello ultraprovinciale”, ha spiegato ieri  il presidente Giammaria Manghi.

“Al di là del puntare a ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dai rispettivi enti, la nostra iniziativa, che si affianca a quella  di Comune di Reggio Emilia e Regione Emilia-Romagna, intende ribadire l’impegno delle istituzioni nel rifiutare e contrastare qualsivoglia forma di prevaricazione e di infiltrazione da parte della criminalità organizzata – aggiungono il presidente della Provincia e i cinque sindaci – Siamo fermamente convinti che l’identità delle nostre comunità si fondi su legalità e civile convivenza e insieme a forze dell’ordine, magistratura e società civile intendiamo continuare con sempre maggiore impegno e tenacia a combattere ed estirpare ogni forma di insediamento mafioso nei nostri territori”.

Da notare che a costituirsi parte civile è anche il sindaco di Brescello Marcello Coffrini, avvocato ed esponente della dinastia politica dei Coffrini (suo padre Ermes è stato sindaco del paese per lunghissimo tempo) diventato famoso per aver dichiarato in un’intervista a corto circuito che Grande Aracri “è una persona educata e gentile”. Coffrini ha resistito alle pressanti richieste di dimissioni, e intanto il comune di Peppone e Don Camillo – infestato dalla ndrangheta – ha subito un’ispezione finalizzata ad accertare il livello di infiltrazione mafiosa. Con quale coraggio Coffrini si presenterà come parte civile, è tutto da spiegare. Ed è tutto da spiegare come i suoi colleghi possano accettare politicamente una situazione simile. Proprio ieri, mentre Coffrini firmava la delega all’avvocato, la Dda di Bologna chiudeva le indagini a carico di 5 calabresi perle intimidazione subite dall’esponente della Lega Nord Catia Silva, candidata sindaca alle ultime elezioni, minacciata pubblicamente e per anni vittima di un vergognoso isolamento politico da parte del Ds-Pd e dell’amministrazione brescellese.

Al processo processo di questa mattina la Provincia sarà presente, oltre che con gli avvocati Tesoriero e Merlo, anche con il consigliere delegato a Lavoro e legalità, Enrico Bini.

PRESIDIO di CGIL E LIBERA

Intanto La Camera del Lavoro di Reggio Emilia e diverse associazioni, tra cui Libera, hanno deciso di istituire un presidio all’esterno dell’aula bunker: “per sostenere anche attraverso la presenza fisica – scrive in una nota la Cgil – il significato di questo processo”. Cgil eLibera  hanno deciso “di accompagnare le varie sedute dibattimentali, che in questa fase non prevedono la presenza di pubblico, con un presidio esterno all’aula”.

I PRESUNTI AFFILIATI ALL’ASSOCIAZIONE MAFIOSA

Ecco le persone chiamate a rispondere del reato più grave, il concorso in associazione a delinquere di stampo mafioso: secondo  Dda di Bologna sarebbero aderenti alla cosca Grande Aracri di Cutro  e di Reggio Emilia.

I “CAPI ZONA” – Nicolino Sarcone, Michele Bolognino, Alfonso Diletto, Francesco Lamanna,  Antonio Gualtieri, Romolo Villirillo

GLI ALTRI –  Giuseppe Giglio, Salvatore Cappa, Antonio Silipo, Gaetano Blasco, Antonio Valerio, Agostino Donato Clausi, Karima Baachaoui, Moncef Baachaoui,  Eugenio Sergio,  Carmine Belfiore, Gianni Floro Vito, Sergio Bolognino, Vincenzo Mancuso, Salvatore Gerace,  Luigi Serio, Francesco Lomonaco, Giulio Giglio, Giuseppe Pallone, Roberto Turrà,  Gianluigi Sarcone, Palmo Vertinelli, Giuseppe Vertinelli, Mario Vulcano, Pasquale Rillo, Francesco Gullà,  Salvatore  Lerose, Francesco Frontera, Antonio Muto cl. 1971, Graziano Schirone, Selvino Floro Vito, Giuseppe Richichi, Pasquale Battaglia, Pasquale Brescia,  Maurizio Cavedo, Michele Colacino, Antonio Crivaro, Antonio Floro Vito,  Giuseppe Iaquinta, Francesco Lepera, Alfonso Martino, Domenico Mesiano, Antonio Muto cl. 1955, Salvatore Muto, Alfonso  Paolini, Pierino Vetere, Rosario Vetere, Francesco Amato, Alfredo Amato, Gabriele Valerioti, Antonio Muto cl. 1978.

TRENTA RICHIESTE DI PARTE CIVILE

Sono una trentina le richieste di costituzione di parte civile. L’elenco provvisorio comprende Regione Emilia-Romagna, Comune di Finale Emilia, Provincia e Comune di Reggio Emilia, Comuni reggiani di Bibbiano, Brescello (sotto ispezione sino all’11 dicembre per verificare il grado di penetrazione della ndrangheta)  Gualtieri, Montecchio, Reggiolo e Sala Baganza, Cgil dell’Emilia-romagna edi alcune province, Cisl e Uil Emilia-Romagna, Fita-Cna, Arci Emilia-Romagna, Libera, Avviso Pubblico, Associazione antimafia Paolo Borsellino, Aser e Ordine de giornalisti dell’Emilia-Romagna, Legambiente, Sos Impresa, Confindustria sportello antiracket, Associazione nazionale Caponnetto, Provincia di Modena, lo Stato coi ministeri dell’Interno e dell’Ambiente, l’Agenzia delle _Entrate e quattro privati su una novantina di persone offese indicate dalla Dda.

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