Ma chi se ne frega di Coopsette… Sindaco e Giunta disertano il dibattito, e alla fine manca il numero legale

di Pierluigi Ghiggini

27/10/2015 – Ma chi se ne frega di Coopsette, verrebbe da dire, di fronte a quanto accaduto ieri sera, all’ora di cena, sull’ordine del giorno presentato da Vinci (Lega Nord) in consiglio comunale, a proposito del disastro economico e sociale in cui è precipitato il colosso cooperativo di Castelnovo Sotto. A qualcuno urlava lo stomaco e il fuggi fuggi serale ha mandato in discarica il documento, nel menefreghismo dell’amministrazione comunale che ha disertato la discussione: nè il sindaco nè l’ultimo degli assessori erano presenti, men che meno il vicesinda delegato alle politiche sociali Atteo Sassi. Un banco del governo cittadino desolatamente vuoto, a conferma che la giunta Vecchi – legata mani e piedi al mondo della cooperazione – soffre di lancinanti mal di pancia quando si deve parlare di crisi coop. Va detto tuttavia che sindaco e amministrazione si sono guardati bene dal presenziare anche al dibattito sul documento di solidarietà al vescovo Camisasca, apostrofato come
“propagatore di odio” dal consigliere Pd De Lucia.

Il documento sulla crisi Coopsette è decaduto al momento del voto, perchè è mancato il numero legale. Quando si è capito che il Pd avrebbe votato contro, lo stesso Vinci – presentatore dell’Odg – e i Cinquestelle sono usciti dall’aula, in aula sono rimasti una quindicina di votanti. Alla presidente Emanuela Caselli non è rimasto che dichiarare sciolta la seduta.

“Il PD era contrario al contenuto dell’odg, ha dichiarato che il Comune si sta già interessando per quanto di sua competenza e che  quindi non c’è bisogno di ulteriori fondi, dato che il compito è dello Stato – ha commentato Vinci – La Lega Nord aveva chiesto più fondi e modalità diverse di accesso . Non ho quindi partecipato al voto, neanche il M5S ed è saltata la seduta: se ne parlerà più avanti”.

E dire che la questione era cominciata sotto buoni auspici, con l’ammissione all’unanimità del documento urgente di Vinci, decisa con voto a inizio seduta. Documento tuttavia spinoso per la maggioranza perchè si chiudeva con l’impegno “del sindaco e della Giunta a verificare la presenza di situazione particolarmente in crisi, collegate al lavoro, e a individuare modalità per destinare fondi per il Sociale a queste particolari situazioni… anche individuando modalità di accesso ai fondi per il sociale che favoriscano i
residenti da più tempo nel nostro Comune”.
Passaggio quest’ultimo teso a favorire i reggiani doc rispetto agli immigrati, e che il Pd non avrebbe votato. da tempo la Lega Nord chiede di rivedere  le modalità di accesso a providenze e assistenza sociale, ritenendo che non da oggi vengano favorite platealmente le famiglie dei cittadini arrivati da lontano.
Ma si sapeva in partenza che il Pd non avrebbe potuto accogliere un’impostazione del genere, e infatti Pierluigi Saccardi lo ha detto a chiare lettere: “Spiegatemi che differenza c’è fra un reggiano e un  immigrato, che magari lavorano fianco a fianco”. I lconsigliere Cantamessi, dei
Cinquestelle, ha invece stigmatizzato l’assenza plateale del sindaco e degli assessori.
Il Pd alla fine ha ottenuto l’obiettivo di dissolvere il documento  nella mancanza del numero legale, e uscendo dall’aula, paradossalmente, Lega e Cinquestelle hanno tolto d’impaccio la maggioranza. In compenso- promette Vinci – “se ne discuterà più avanti”. Su Coopsette, inoltre, l’amministrazione  è stata chiamata a pronunciarsi per la terza volta da una nuova interrogazione di Pagliani, capogruppo di forza Italia.

BERTANI:”IL PD VICINO AI LAVORATORI COOPSETTE”

Il Partito Democratico di Reggio Emilia prende atto delle parole del Presidente di CoopSette Fabrizio Davoli, che ha annunciato che la crisi aziendale verrà risolta in forma liquidatoria, per assenza di altre soluzioni.

In queste ore di inquietudine per le sorti dell’azienda, esprimiamo la massima vicinanza ai lavoratori, ai soci prestatori e alle loro famiglie. Non possiamo dimenticare che su CoopSette un intero territorio ha risposto i propri progetti di vita, i propri risparmi e le proprie aspettative. Chiediamo alla dirigenza aziendale in questa fase la massima responsabilità e sensibilità rispetto alle preoccupazioni della comunità: occorre tutelare quanto più possibile i lavoratori e i soci prestatori, in quanto soggetti più deboli, dalle conseguenze negative della procedura di liquidazione.

Sosteniamo con forza l’azione delle forze sindacali e ribadiamo il nostro impegno tramite Regione, Provincia e i Sindaci dei territori coinvolti nel presidio della crisi e per offrire tutti gli strumenti in nostro potere per ammortizzarne gli effetti sulla comunità. Per quanto ci sarà possibile, non faremo mancare la nostra parte a tutela delle famiglie, dei lavoratori e dei risparmiatori”. Giacomo Bertani, responsabile Economia e Lavoro PD Reggio Emilia

 

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