Il magico Hotel Posta festeggia i 500 anni
Un libro e un tavola rotonda con Franco Cardini

27/10/2015Quest’anno ricorrono i cinquecento anni di ospitalità alberghiera del Palazzo del Capitano del Popolo , oggi Hotel Posta. Cinque secoli che rappresentano una storia appassionante, intrecciata indissolubilmente con la storia politica, sociale ed economica della città di Reggio Emilia, e siglano l’Hotel Posta come tra i più longevi alberghi in Italia.

 

La facciata dell'Hotel Posta di Reggio Emilia: illuminata la sala del Capitano del Popolo

La facciata dell’Hotel Posta di Reggio Emilia: illuminata la sala del Capitano del Popolo

La storia del Palazzo del Capitano ebbe inizio nel 1280 come sede di funzioni pubbliche, mentre l’attività alberghiera dell’Hotel Posta ebbe inizio nel 1515 e proseguì per  cinque secoli.  Solo nel 1870 il Comune decise  di vendere il palazzo. Eugenio Terrachini lo acquistò nel 1919 ed eseguì con il figlio Paolo una completa ristrutturazione dell’edificio che svelò l’originaria bellezza dell’antico Palazzo del capitano del Popolo, emergenza storico-architettonica di valore imprescindibile per la città.

 Per celebrare l’importante anniversario, la famiglia Sidoli Terrachini ha promosso diverse iniziative, presentate nel corso di una  conferenza stampa: tra queste la pubblicazione del volume a cura di Giulio Bizzarri L’Hotel Posta a Reggio Emilia. Cinque secoli di ospitalità nello storico palazzo del Duecento” (Duck Edizioni). In programma anche  una tavola rotonda, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia in programma  il 3 novembre, nella Sala del Tricolore, con alcuni dei più importanti storici italiani come Franco Cardini, e la presentazione pubblica del libro il 14 novembre nel Salone del Palazzo del Capitano del popolo in collaborazione con la Deputazione di Storia patria di Reggio Emilia.

Umberto Sidoli e Mariacarla Sidoli Terrachini

Umberto Sidoli e Mariacarla Sidoli Terrachini

Il palazzo del Capiano del Popolo, che sorge al centro esatto dell’esagono è un documento storico che racconta la Reggio medievale e la dialettica fra i poteri in una città alla ricerca del proprio ruolo in un mondo soggetto a grandi cambiamenti: di lì a poco, tramontata l’età dei comuni, sarebbero venute le signorie dei Gonzaga, dei Visconti e dei Terzi e i secoli caratterizzati dal ducato estense e la breve parentesi dello Stato pontificio.

Se mio nonno e mio padre non ci fossero stati sarebbe andata persa la memoria di questo edificio del Duecento e un pezzo di storia della città”. Sono le parole di Mariacarla Sidoli Terrachini nel corso della presentazione nel salone del Palazzo del Capitano del popolo, alla quale sono intervenuti anche  il figlio Umberto Sidoli, direttore dell’ Hotel Posta, Giordano Gasparini  dirigente dell’ Area servizi alla persona del Comune di Reggio Emilia, Giulio Bizzarri, curatore del volume,  e gli studiosi che hanno contribuito ai saggi del volume: Carlo Baja Guarienti, Luisa Bosi, Giuseppe Berti, Stefano Maccarini Foscolo, Giuseppe Adriano Rossi.

I Sidoli Terrachini proprietari dal 1919

“É un onore portare avanti una tradizione di ospitalità di famiglia – ha dichiarato il direttore dal 1999 dell’Hotel Posta Umberto Sidoli”. “Io rappresento la quarta generazione di gestione diretta dell’albergo che credo sia uno dei più antichi d’Italia”. Una peculiarità che, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, ha indotto Unioncamere a includere la struttura ricettiva ‘tra le imprese che hanno fatto la storia d’Italia’.

Il Palazzo del Capitano del Popolo, oggi Hotel Posta è uno dei simboli di Reggio Emilia e una tra le più belle architetture del medioevo della città. “Questo palazzo – ha sottolineato Giordano Gasparinitestimonianza dell’architettura civile reggiana dell’età comunale, racchiude secoli di storia dell’ ospitalità e dunque anche della cultura della città. Perché ospitare significa accogliere, essere aperti. La famiglia Sidoli ha espresso un grande senso civico, e non solo imprenditoriale, con il restauro dell’antico Palazzo del Capitano e le attività messe in campo in occasione dell’anniversario che vedono l’adesione del comune di Reggio Emilia per quanto riguarda la tavola rotonda nella Sala del Tricolore, altro luogo simbolico per i reggiani.

Il restauro di questo edificio ha aggiunto Gasparini –  ha anche uno specifico valore in quanto si inseriva in una nuova cultura del restauro architettonico in terra reggiana, sancita  ad esempio a Bologna da Alfonso Rubbiani. Inoltre il volume, per la cura di Bizzarri, per la prima volta consegna un lavoro di ricerca e documentazione molto ampio sulla storia reggiana che prima non esisteva”.

LE CELEBRAZIONI DEI 500 ANNI

Il volume “L’Hotel Posta a Reggio Emilia. Cinque secoli di ospitalità nello storico palazzo del Duecento” è  corredato da un ricco apparato iconografico e da didascalie in inglese.  Oltre alla prefazione di Roberto Gervaso e all’ introduzione del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, presenta i contributi di Carlo BajaGuarienti per la parte storico – politica, di Luisa Bosi per l’attività alberghiera dal 1515 ad oggi, di Giuseppe Berti sull’opera pittorica di Cirillo Manicardi e sul salone del 1300, di Stefano MaccariniFoscolo sui restauri effettuati negli anni ’30. Giuseppe Adriano Rossi invece tratta le relazioni intercorse tra Eugenio Terrachini e la sezione reggiana della Deputazione di Storia Patria per le antiche Provincie Modenesi. La postfazione, a firma di Eugenio Sidoli, è dedicata a Eugenio Terrachini in occasione dei centocinquant’anni dalla nascita.

La copertina del libro sulla storia e il presente dell'Hotel Posta

La copertina del libro sulla storia e il presente dell’Hotel Posta

La tavola rotonda,  promossa in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, èin programma il 3 novembre nella Sala del Tricolore, alle ore 17. L’incontro dal titolo” L’Hotel Posta, la storia di una città.  prevede, dopo il saluto del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, l’intervento di Franco Cardini, uno dei più importanti storici italiani, professore emerito di Storia medievale nell’Istituto Italiano di Scienze Umane, directeur d’Études nell’EHESS di Parigi e fellow della Harvard University, su “Un palazzo cittadino. Dal potere all’ospitalità”. Sono in programma inoltre gli interventi degli storici Francesca Roversi Monaco su “Torri, merli e capitani: medioevo e architetture” e di Carlo Baja Guarienti su “Dall’Osteria del Cappello Rosso all’Hotel Posta. Storie e Vicende di una locanda per viaggiatori(1515-2015). La tavola rotonda è promossa con il patrocinio delle Deputazioni di Storia patria per le antiche Provincie Modenesi – Sezione di Reggio Emilia, da Fai Delegazione di Reggio Emilia, dalla Fondazione Manodori, da Associazione Dimore storiche italiane Sezione Emilia –Romagna e da Italia Nostra. 

LA STORIA DEL PALAZZO DEL CAPITANO DEL POPOLO

La storia del Palazzo del Capitano del Popolo, costruito al crepuscolo del dominio della contessa Matilde di Canossa e all’alba dell’età dei Comuni per diventare la sede del Capitano del Popolo ha inizio nel 1280. Nel corso dei secoli, ma soprattutto nel XVI secolo, il palazzo perse il suo ruolo di sede di funzioni pubbliche per assumere quello di alloggio per viaggiatori.

L’attività alberghiera dell’Hotel Posta, ebbe inizio nel 1515, quando dai rappresentanti del Comune, con il benestare del governo ecclesiastico, il piano terra dell’edificio fu adibito a botteghe e i piani superiori furono affittati ai fratelli Scaruffi (membri  di una famiglia il cui nome originario era Baldicelli) per realizzare “Una bona et capace hosteria per i viandanti” (stipula del contratto nel 1516). Chiamato all’inizio ‘Osteria del cappello, quindi ‘Osteria del cappello rosso’, divenne attorno al 1740 stazione di posta con il nome ‘Locanda della posta del cavalli’, poi ‘Locanda della posta’ e infine ‘Albergo della posta’. Da allora e per cinque secoli, attraverso contratti di affitto e passaggi di proprietà, il palazzo cambiò molte volte la gestione senza però mai cambiare la destinazione alberghiera. Solo nel 1870 il Comune decise di vendere il palazzo ai fratelli Fontana, quindi ai Dallari e ai Marchesi.

Nei secoli il Palazzo subì numerosi rifacimenti tanto che nel 1919 quando Eugenio Terrachini lo acquistò, non esisteva più l’aspetto originario, scomparso con il tamponamento delle bifore e del rosone e con la cancellazione di ogni traccia del passato sotto uno spesso strato di intonaco. Eugenio Terrachini affidò l’incarico all’ing. Guido Tirelli di predisporre un progetto che prevedeva la demolizione dell’esistente e la costruzione di un nuovo edificio, ma la Sovrintendenza per i Beni Architettonici di Bologna, prima di dare l’approvazione, impose l’asportazione dell’intonaco per verificare lo stato di fatto. Vennero così alla luce vestigia importanti dell’antica architettura da indurre la Sovrintendenza ad un recupero totale del l’antico Palazzo medioevale, effettuato grazie alla lungimiranza del proprietario che proprio negli stessi anni era impegnato con il recupero di Palazzo Sacrati. Seguendo le direttive della Soprintendenza dell’arte medioevale e moderna di Bologna, con il figlio Paolo, eseguì una completa ristrutturazione dell’edificio che svelò l’originaria bellezza dell’antico Palazzo del capitano del Popolo, emergenza storico-architettonica di valore imprescindibile per la città.

Dal 1919 la proprietà è rimasta sempre la stessa famiglia Terrachini-Sidoli che ancor oggi porta avanti la tradizione.  Dopo il grande restauro degli anni venti, nel 1986/87 è stato eseguito un altro importante intervento che oltre ad un aggiornamento degli impianti, ha rinnovato tutti gli spazi interni, restaurato l’antico salone delle adunanze e rinfrescato l’esterno dell’edificio.

Il Palazzo: un documento storico della Reggio medievale e una testimonianza dell’architettura civile reggiana

Dopo 500 anni di storia, l’albergo non è più quella di semplice bona et capace hosteria aperta nel Palazzo che era stato costruito nel 1281 per volontà della Società di S. Prospero, delle Arti e del Popolo di Reggio e che era stato abitato nel XV sec. dai duchi d’Este e dai loro ospiti. É un luogo caro alla memoria della città, recuperato e rivitalizzato nel Novecento grazie alla lungimiranza di Eugenio Terrachini e dai suoi eredi. É un albergo-monumento,  testimonianza dell’architettura civile reggiana, oltre che hotel di pregio, dove i sedimenti della storia culturale e civile della città si armonizzano con gli arredi, le dotazioni tecniche e le competenze professionali.

La vicenda del Posta ha un suo posto di rilievo anche nella storia dell’arte e dell’architettura: dal romanico al liberty, con il contributo novecentesco di un grande progettista come Guido Tirelli che firmò diversi interventi architettonici in città, ma dovette rinunciare al suo monumentale e visionario progetto di ristrutturazione dell’edificio, caratterizzato da una torre di ben cinquantacinque metri. Senza contare le decorazioni pittoriche di Cirillo Manicardi e gli arredi lignei del caffè Pasticceria di Romualdo Nazzani, acquisiti e disposti sapientemente ancor oggi nella hall e nel bar dell’Hotel.

 

 

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