Le Unioni hanno fallito, necessario un Comune unico per la zona ceramiche

DI GIUSEPPE PAGLIANI

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani


29/10/2015 – Per primi abbiamo proposto la fusione dei comuni del comprensorio delle ceramiche reggiano. Era l’anno 2009 quando io e l’ Onorevole Emerenzio Barbieri del Pdl lanciammo l’idea di fondere i comuni del comprensorio ceramiche. 
Con grande forza poi nel giugno del 2010 abbiamo rilanciato la soluzione amministrativa che mirava a completare il percorso avviato dalla regione Emilia Romagna di creare le Unioni dei comuni, concetti che hanno caratterizzato il nostro programma elettorale in occasione delle elezioni di maggio 2014. 
A fronte del momento di forte austerità nazionale ed internazionale e con l’obiettivo dichiarato di voler diminuire la spesa pubblica, ribadiamo oggi  con forza la proposta che lanciammo sei anni fa, riguardo all’esigenza di  razionalizzare e ottimizzare le risorse investite per le amministrazioni locali: uniamo i comuni del comprensorio ceramiche reggiano in un unico ente comunale. 
La nostra è una proposta ripresentata a fronte dell’avverarsi delle condizioni economiche e sociali che già si intravedevano nel 2009, e che mira a creare nuove grandi opportunità per il nostro territorio. 
Dopo oltre sei anni dalla nascita, il bilancio che possiamo trarre dall’Unione dei comuni Tresinaro – Secchia è senza dubbio negativo. Avevamo votato positivamente  sulla nascita dell’Unione dei comuni, per giungere dopo alcuni anni alla fusione dei comuni stessi. Questa Unione doveva rappresentare una opportunità creata a costi ridotti per migliorare sensibilmente i servizi, cosa non avvenuta se non per la nuova centrale unica della Polizia Municipale e per la digitalizzazione informatica dei dati amministrativi dei Municipi: troppo poco per le premesse e lo sforzo intrapreso nell’organizzazione di un ente ulteriore con relativi dirigenti, consiglio e funzioni specifiche.
L’impasse si risolve solo avviando ora il percorso amministrativo di fusione dei comuni del comprensorio delle ceramiche, è questo l’obiettivo che noi ci siamo dati oltre sei anni fa: a  nostro avviso tutto ciò che è stato non avrà senso se non si avvierà in tempi relativamente veloci l’iter burocratico per unire i comuni, riducendo sensibilmente tutti i costi burocratici ed amministrativi di governo del nostro territorio.
Il distretto dei comuni del comprensorio ceramiche reggiano è socio-economicamente omogeneo, ma governato in modo inadeguato dalle attuali amministrazioni di centrosinistra. Non vi è in questo ambito territoriale una città delle dimensioni e del prestigio di Sassuolo, conosciuta in tutto il mondo per la produzione ceramica.
Un’unica amministrazione comunale frutto della fusione dei quattro municipi avrebbe un territorio omogeneo ed una popolazione globale di circa 75.000 abitanti.
Permetterebbe di realizzare economie di scala e risparmi che con quattro entità amministrative diverse non sono assolutamente possibili.
Si deve superare una volta per tutte la logica provinciale del campanile da difendere, propria ormai di una sinistra che ci ha fatto perdere troppe occasioni in questi anni, c’è in gioco la possibilità di aggregare gli investimenti, di cogliere le opportunità, vedi ad esempio la creazione, nella Rocca dei Boiardo, di un salone permanente del gusto e della promozione dei prodotti agroalimentari delle nostre terre. 
Si possono sviluppare e rilanciare di concerto le iniziative presenti oggi nei singoli comuni e nei monumenti presenti sul territorio, La Corte Ospitale, La Rocchetta, il Castello di Casalgrande, il Castello di Arceto, Villa Spalletti ecc.
L’esperienza delle Unioni dei comuni è senza dubbio fallimentare, per questo è indispensabile andare oltre con coraggio per avviare il percorso di fusione dei 4 comuni del comprensorio ceramiche: non facciamoci intimidire dal conservatorismo retrogrado di amministratori locali che pensano più al loro piccolo feudo di quanto non sappiano e riescano a rilanciare un territorio che ha bisogno di una unica figura governativa di grande spessore culturale ed amministrativo per un nuovo futuro. 
Dai risparmi ottenuti dalla riduzione dei costi si potranno garantire più risorse ai servizi alla persona,  posti fortemente a rischio dalla crisi economica che imperversa anche nei nostri che invece solo pochi anni fa erano pieni di opportunità e di lavoro.
 * Capogruppo Terre Reggiane – Forza Italia in Provincia
 

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