Interessi 400%: usura in zona ceramiche. Nel giro anche tre carabinieri: avrebbero protetto due cravattari di Sassuolo

2/10/2015 –  Interessi sui prestiti usurai superiori al 400% , che fra l’altro hanno ridotto in miseria un piccolo artigiano di Sassuolo, costringendolo  a emigrare. E’ uno degli episodi che hanno portato all’arresto di due persone, appartenenti ad una famiglia di pregiudicati, con l’accusa di usura, estorsione e corruzione: si tratta di Rocco Ambrisi e Adamo Bonini di Sassuolo per i quali il Gip del Tribunale di Modena Eleonora Di Marco ha disposto gli arresti domiciliari nell’ambito di una vasta indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Modena.  L’operazione, denominata The untouchables (gli intoccabili) ha coinvolto cinque soggetti di Modena, Reggio Emilia e Verona: fra questi tre carabinieri, uno dei quali ora in congedo che  avrebbero fornito protezioni e informazioni ai criminali che agivano a Sassuolo e in tutto il distretto ceramico. Per i militari, accusati di corruzione, abuso d’ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento, è scattato il divieto di dimora e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.  .

L’indagine, condotta dai sostituti Procuratori Marco Niccolini e Claudia Natalini, ha permesso al Commissariato di Sassuolo ed al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Modena di individuare, ricostruire e disarticolare un sodalizio criminale operante nelle provincie di Modena e Reggio Emilia e, in particolare, nel distretto ceramico tra i comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Casalgrande e Castellarano.

Tutto era cominciato nel  2013 a seguito di alcune segnalazioni pervenute da operatori finanziari con cui erano state evidenziate operazioni poco chiare, dietro le quali vi era il sospetto di operazioni di riciclaggio di denaro dalla provenienza illecita.

Sedcondo la Procura l’organizzazione, avvalendosi della forza intimidatrice  di uno dei propri sodali, appartenente ad una famiglia di pregiudicati di Sassuolo, e approfittando della situazione di crisi economica del comprensorio ceramico economica, ha svolto, per anni, attività di usura ed estorsione nei confronti di privati ed imprenditori ai quali le banche avevano negato altro credito e che per questo sono stati costretti a rivolgersi ai cravattari.

L’attività della Polizia di Stato, scaturita da accertamenti finanziari su uomini appartenenti ad un clan operante a livello locale, dopo i primi riscontri investigativi ha trovato numerosi punti di contatto con altre indagini  svolte dalle Fiamme Gialle su una pista investigativa parallela, nata dalle risultanze di alcune precedenti inchieste.

Così si è scoperto un grosso giro di prestiti usurai che arrivavano a tassi anche del 417% su base annua, oltre alle connesse estorsioni perpetrate attraverso condotte intimidatorie.

I profitti del giro sporco  venivano poi reinvestiti in attività commerciali quali bar e pizzerie tra i più noti del comprensorio di Sassuolo, nonché in aziende di carpenteria metallica, edilizia e  meccanica, i cui titolari ufficiali risultavano essere semplici prestanome del gruppo criminale, il quale manteneva però appieno l’assoluto controllo delle predette attività economiche.

Tra gli episodi accertati nel corso delle indagini, spiccano per cinismo e e livello criminale le minacce e le vessazioni nei confronti della compagna di un parente, morto in incidente mortale nel marzo del 2013,  al fine di ottenere l’affidamento della figlia in tenera età  per potere incassare il premio di una polizza sulla vita intestata al congiunto, nonché l’eventuale risarcimento assicurativo connesso al tragico sinistro.

Inoltre

  • il danno arrecato ai gestori di una pizzeria limitrofa a quella di proprietà del sodalizio, obbligati – poiché concorrenti – a chiudere l’esercizio e continuare a pagare comunque l’affitto dell’attività, salvo rilevare un altro locale in altra zona del Comune di Reggio Emilia grazie a mutuo molto oneroso per il quale uno dei soggetti tratti in arresto aveva prestato una garanzia, a fronte della quale aveva poi preteso una somma esorbitante (circa 60.000 euro);
  • in ultimo, l’usura ai danni di un piccolo artigiano di Sassuolo, costretto ad emigrare all’estero poiché ridotto in miseria dagli esosi interessi applicati ad un prestito ricevuto – a causa di alcune difficoltà economiche – da parte di uno dei pregiudicati

I protagonisti del sodalizio sono riusciti negli anni a tessere, tra l’altro, una  rete di collegamenti con i te carabinieri sottoposti a misura cautelare, al fine di ottenere agevolazioni, facilitazioni o anche solo informazioni utili allo svolgimento o alla prosecuzione delle loro attività illegali.

Lo stesso GIP del Tribunale di Modena, oltre alle misure personali, accogliendo le richieste elaborate sulla base delle ricostruzioni patrimoniali, ha anche disposto il sequestro preventivo, per sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio disponibile, di conti correnti e titoli per un valore di quasi 1.700.000 euro, nonché di alcune autovetture di lusso intestate ed in uso agli indagati.

 

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