Fatture false e usura, interessi al 900%

20/10/2015 – All’alba di oggi il personale della Squadra Mobile, nell’ambito dell’indagine ‘House of cards’ coordinata dalla Procura della Repubblica, ha dato esecuzione a sei misure cautelari (tre arresti, due obblighi di firma e la sesta in via d’esecuzione) emesse dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Emilia su richiesta della Procura reggiana a carico di altrettanti soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata all’emissione per operazioni inesistenti, fatturazioni false, estorsione ed usura. Tra questi Salvatore Cappa, 47 anni, già agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta Aemilia sulla ‘ndrangheta in provincia di Reggio. La sesta persona, ricercata, sarebbe un altro indagato dell’operazione Aemilia.

I destinatari delle misure cautelari sono:

  1. Marco CARRETTI, 32 anni, residente in provincia di Reggio Emilia, agli arresti domiciliari;

  2. Salvatore CAPPA, 47 anni,  residente in provincia di Verona, attualmente detenuto per altra causa, agli arresti domiciliari;

  3. Giovanni MACARIO, 29 anni,  residente in provincia di Reggio Emilia, destinatario della misura dell’obbligo di firma;

  4. Giuseppe NARDO, 51 anni residente in provincia di Reggio Emilia,, destinatario della misura dell’obbligo di firma;

  5. Eugenio SERGIO, 48 anni, residente in provincia di Reggio Emilia, agli arresti domiciliari.

Come già accennato, è ricercata una sesta persona, originaria di Cutro come Salvatore Cappa.

In particolare le indagini hanno preso avvio da una denuncia per estorsione ed usura commessa in danno di un giovane da parte di Eugenio SERGIO; questi “con modi violenti e minacciosi”(emblematica la frase “…se non mi porti i soldi, ti sparo in bocca…”), a fronte di un prestito iniziale di 7.000 euro si sarebbe fatto rimborsare dopo quattro giorni la somma di 7.700 euro con un tasso di 912% e, successivamente, a fronte di altro prestito di 7.000 euro richiedeva la restituzione, dopo 6 mesi di 16.000 euro con un tasso usurario pari al 298%.

Le indagini, particolarmente complesse e sviluppate su più fronti, hanno consentito di individuare una società “cartiera”, la “Full Trade”, utilizzata al solo scopo di emettere, in via continuata e sistematica, fatture relative ad operazioni inesistenti. In tal modo gli indagati ottenevano una duplice utilità: consentire, da un lato, ad imprese compiacenti di abbassare il proprio imponibile fiscale – in modo da favorirne l’evasione fiscale –  ed assicurarsi, dall’altro, di incassare i rimborsi IVA derivanti dalle operazioni inesistenti. Per dare un’idea del giro di affari illeciti si pensi che, in un anno gli indagati emettevano operazioni inesistenti per 1.883.777,33 euro, di cui 1.508.759,74 quale imponibile  e 331.994.56 euro di IVA.

La società cartiera era formalmente intestata ad uno dei destinatari della misura, Marco  CARRETTI  che si occupava anche di prelevare da vari sportelli bancomatgli importi i bonifici pervenuti dalle società compiacenti .

La società cartiera era diretta, invece, da Giovanni MACARIO, da Salvatore CAPPA e da un terzo ancora ricercato: questi si occupavano, anche, di procacciare le società interessate all’emissione di fatture false.

Coinvolto nel giro di fatture, sempre secondo la Procura, sarebbe  implicato anche un commercialista, Giuseppe NARDO Giuseppe, che avrebbe oferto  la propria competenza professionale per garantire un’apparenza di legalità alla società cartiera che, infatti, aveva formalmente la sede legale in un immobile di proprietà della famiglia del professionista.

 

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Una risposta a 1

  1. mario Rispondi

    21/10/2015 alle 10:32

    Eugenio Sergio è del ceppo dell’ex direttore dell’ufficio urbanistica del Comune di Re ed ora a Modena ?
    Se sì, non era il Prefetto antimafia che diceva che le famiglie calabresi sono molto legate e la mafia inquina tutta la parentela?

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