Usura e evasione fiscale: sequestrati villa e due box a cutrese di Reggio, imputato di associazione mafiosa

28/10/2015 –

I finanzieri del Nucleo PT della Guardia di Finanza di Reggio Emilia hanno posto sotto sequestro beni immobili e disponibilità finanziarie riconducibili a un cutrese residente in provincia di Reggio Emilia, ” dedito abitualmente all’evasione fiscale e all’usura” e, come tale, riconosciuto “socialmente pericoloso”. L’uomo figura tra gli imputati del processo Aemilia contro la ndrangheta reggiana, ed è accusato di associazione di stampo mafioso.

La misura di prevenzione patrimoniale è stata disposta dal Tribunale di Reggio Emilia ai sensi del codice antimafia del 2011,  su proposta del Sostituto Procuratore Giacomo Forte di Giuliano Floro Vito,  43 anni, di Cutro, e del suo nucleo familiare, a conclusione  di indagini svolte dalle Fiamme Gialle reggiane che hanno evidenziato come tale persona viva abitualmente, anche in parte, dei proventi dei suoi traffici illegali.

Già arrestato dai finanzieri reggiani per usura, il processo a carico di Floro Vito  si è concluso nel maggio 2011 con la condanna  a due anni di reclusione e 3.400 euro di multa; è stato denunciato per emissione di fatture false e per evasione fiscale quale titolare di un’azienda operante nel settore dell’edilizia, in quanto aveva omesso di presentare le dichiarazioni annuali relative all’imposte sui redditi e all’IVA. Inoltre, coinvolto nell’operazione AEMILIA, è stato destinatario di un provvedimento restrittivo della libertà personale.

Gli accertamenti patrimoniali, che hanno l’uomo e sua moglie, separata ma convivente, hanno permesso di acquisire elementi comprovanti sia l’ingiustificata sproporzione fra l’incremento patrimoniale ed i redditi dichiarati, sia la sperequazione degli stessi redditi con il tenore di vita tenuto dall’intero nucleo familiare. Infatti, l’entità dei pagamenti delle rate di mutuo ipotecario e dei canoni leasing sostenuti per la locazione finanziaria di autovetture di grossa cilindrata, era di gran lunga superiore ai redditi dichiarati.

Tali evidenze, partecipate al Tribunale per il tramite della Procura della Repubblica reggiana a sostegno della richiesta della misura di prevenzione, hanno consentito il sequestro di una villetta e due garage del valore di circa 360.000 mila euro.

Il presidio della sicurezza economico – finanziaria che la Guardia di Finanza considera obiettivo strategico – rilevano le Fiamme Gialle reggiane – passa anche attraverso le investigazioni patrimoniali che, utilizzando le potenzialità offerte dalla normativa antimafia, mirano all’aggressione sistematica dei patrimoni illecitamente accumulati.

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