De Lucia fa venire i mal di pancia al Pd. L’odg di solidarietà al vescovo passa con le astensioni

 27/10/2015 – Il Pd, per l’ennesima volta, è stato preso da violenti dolori di pancia in consiglio comunale a Reggio Emilia. Ieri sera a causa del voto sull’odg  di Claudio Bassi, consigliere di Forza Italia, in solidarietà col vescovo di Reggio Massimo Camisasca a seguito della nota sparata del consigliere Pd Dario De Lucia  contro il prelato, inviso ai laicisti in quanto teologo di Comunione Liberazione e su posizioni moderatamente tradizionaliste: certamente non un dossettiano di quelli che dominano da sempre la scena del mondo ecclesiale e catto-politico reggiano. Su Facebook, in uno scambio di post iniziato in tono scherzoso ma che all’improvviso ha preso una piega truce, De Lucia aveva definito a freddo Camisasca “propagatore di odio” a proposito di gender, unioni omosessuali etc, accomunandolo in questo giudizio alle Sentinelle in Piedi e al Forum delle famiglie.

Il caso è scoppiato a seguito degli articoli di Reggio Report, e il Pd aveva subito preso le distanze dal consigliere. Ieri sera l’ordine del giorno urgente di Bassi è stato approvato con  soli nove voti favorevoli, ma con ben 14 astensioni tutte del Pd, che in questo modo è riuscito a salvare, per dirla alla Don Camillo,  la capra del partito e i cavoli del vescovo.

Il gruppo tuttavia si è diviso, al termine di un dibattito colorato da una gran quantità di posizioni diverse.

Il documento è passato con le astensioni solo perchè Bassi ha accettato di cancellare “l’apprezzamento a mons. Camisasca per il ministero episcopale che sta svolgendo”, perchè ovviamente l’ala laica, agnostica e atea del Pd non l’avrebbe votato (e del resto non si vede a che titolo il consiglio comunale, consesso laico, debba esprimere un giudizio sull’attività pastorale del vescovo) e ha ribadito l’assicurazione che l’odg pur “stigmatizzando le affermazioni offensive da parte di un consigliere comunale” non vuole esprimere alcun giudizio “etico” su De Lucia, che infatti non viene citato neppure di striscio, in ossequio il principio che si dice il peccato ma non il peccatore.Vivaddio, nel testo è sopravvissuta la dichiarazione che “chiunque ricopre un ruolo istituzionale deve attenersi ad atteggiamenti decorosi e rispettosi del ruolo medesimo”.

Il responsabile del pasticcio, cioè Dario De Lucia, è uscito dall’aula all’inizio della discussione.

Hanno votato sì in nove: Claudio Bassi e Nicolas Caccavo di Forza Italia, Cinzia Rubertelli (Grande Reggio-Progetto Reggio), Cesare Bellentani (lista Magenta), Gianluca Vinci della Lega Nord e Caselli, Cigarini, Morelli, Pierluigi Saccardi del Pd.  Si sono astenuti in 14, del Pd e del Movimento 5 Stelle:  Cantamessi, Guatteri  e Vaccari dei 5 Stelle, Aguzzoli, Campioli, Cantergiani, il capogruppo Capelli,Lanfranco De Franco, Federica Franceschini, Maura Manghi, Montanari Pavarini, Rivetti, Scarpino e Vergalli. Ha votato contro Lucia Lusenti di Sel. Avrebbe voluto votare contro anche Salvatore Scarpino, e lo ha detto con veemenza nel dibattito, ma alla fine è rientrato nei ranghi dell’astensione.

Ieri sera, a commento del dibattito, il gruppo M5S ha scritto: “Il  PD ancora una volta dimostra la sua fragilità  addirittura spaccandosi su un ordine del giorno presentato da parte di Forza Italia  a proposito delle esternazioni di De Lucia sul Vescovo Camisasca. Anche in questo caso i consiglieri PD non riescono a trovare l’unità e quindi il Consiglio perde più  di un ora a cercare di ricomporre le varie ali del Partito che ormai perde i pezzi su questioni di “vitale” importanza per la  città. L’impasse si risolve togliendo dall’ordine del giorno la parte nella quale si esprimeva apprezzamento per il ministero episcopale.  Evidentemente il PD sui dettagli è  molto preciso. Ci augureremmo che lo fosse anche sulle questioni fondamentali per la città: acqua pubblica, STU Reggiane, Park Vittoria e via dicendo”.
DI SEGUITO ILTESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO IN SOLDIARIETA’ COL VESCOVO CAMISASCA

ORDINE DEL GIORNO EX ART.20

 Il Consiglio comunale di Reggio Emilia

 considerato

 che nei giorni scorsi il Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla Mons. Massimo Camisasca è stato attaccato duramente a mezzo facebook da un Consigliere Comunale

 Atteso

 che l’attribuzione al Vescovo Massimo Camisasca della qualifica di “propagatore d’odio” emerge del tutto gratuita, ingiustificata e priva di un pur minimo fondamento;

 Posto

 che Mons. Camisasca sta svolgendo il suo ministero Episcopale con grande rispetto e dialogo con tutte le altre Chiese e Religioni presenti sul territorio della Diocesi;

 Rilevato

 che il Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla sostiene la Caritas Reggiana con i suoi ambulatori gratuiti, la mensa che fornisce centinaia di pasti, l’aiuto ai bisognosi nella ricerca di lavoro e casa, la fornitura e la cura di posti letto per l’inverno;

 Ritenuto

 che il dialogo sia interistituzionale che interreligioso debba essere sostenuto da toni e affermazioni basate sul rispetto della persona e del ruolo, pur nella diversità delle reciproche posizioni.

 Tanto esposto

 Il Consiglio Comunale di Reggio Emilia stigmatizza le dichiarazioni offensive pronunciate da un Consigliere Comunale nei confronti del Vescovo di Reggio Emilia – Guastalla, esprime a Mons. Camisasca solidarietà e sottolinea che chiunque ricopre un ruolo istituzionale deve attenersi ad atteggiamenti decorosi e rispettosi del ruolo medesimo.

 Avv. Claudio Bassi, Consigliere Comunale

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Una risposta a 1

  1. Gianluca Nicolini Rispondi

    27/10/2015 alle 21:29

    …mi congratulo con il consigliere avvocato Claudio Bassi.

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