Coopsette, non ci resta che lottare: i soci “invadono” Legacoop e la Regione. E Forza Italia torna alla carica: “Vecchi devi parlare”

LEGGI ANCHE: CRAC COOPSETTE, IL PD TORNA AGLI ANNI ’70: COOPERATIVE IN CRISI PERCHE’ TROPPO AUTONOME DAL PARTITO

 

28/10/2015 – Se c’è una novità nel disastro di Coopsette, è che i lavoratori soci non staranno fermi. Hanno deciso di recuperare, sia pure tardi, troppo tardi, quel protagonismo venuto meno in tanti anni di  gestione autoreferenziale da parte del management. Prima di loro lo hanno fatto i soci di Unieco, appena in tempo, e hanno mandato a casa un intero gruppo dirigente. E per paradosso, proprio la rivolta di Unieco, che in giugno ha bloccato la fusione con
Castelnovo sotto, ha decretato la condanna di Coopsette. Che comunque col suo carico di debiti e di pendenze sarebbe finita a fondo lo stesso.

Oggi dunque tre pullman di lavoratori Coopsette, organizzati dai sindacati, saranno alle 14 sotto la Regione a Bologna per chiedere di partecipare all’incontro programmato dall ‘assessore Palma Costi con il presidente dedl gruppo cooperativo, Fabrizio Davoli, e con i vertici di Legacoop per affrontare il nodo degli ammortizzatori sociali: sono centinaia i lavoratori che andranno in cassa integrazione o in solidarietà “pesante” e almeno 250 sono già in esubero.
Far sentire la propria voce in Regione è una delle prime decisioni assunte a tambur battente dopo la drammatica assemblea al circolo Kaleidos di ieri mattina, a Poviglio, gremito da oltre 500 persone: l’ultima assemblea, è stato detto con il groppo in gola, prima della liquidazione, se non addirittura il fallimento.

Il presidente Fabrizio Davoli ha affrontato faccia a faccia la rabbia dei suoi dipendenti (che in quanto soci sarebbero piuttosto i suoi padroni) che perdono il lavoro e i soldi, circa 2 milioni di euro, messi nel prestito sociale con una fiducia incrollabile delle sorti luminose e progressive del socialismo targato Coopsette. Le accuse al management ai suoi errori sono fioccate implacabili, e Davoli ne è uscito
metaforicamente con le ossa rotte. Ma lo sfogo collettivo non è riuscito  a mitigare l’angoscia per un quadro  tragico, in cui la prospettiva per molti è perdere tutto, il lavoro e i risparmi di una vita.

“Da oggi siamo senza lavoro, abbiamo il cuore in gola – hanno
detto due dipendenti socie, in azienda da 30 anni – Non abbiamo parole, e neppure più lacrime. Sapevamo che la cooperativa non viaggiava in buone acque, ma nessuno credeva a un epilogo del genere”. E Miriam, tra le lacrime: “Ho lavorato una vita qui, questo è un dramma per i lavoratori, per chi ha prestato i soldi, per il territorio. Coopsette ha rappresentato un’idea, una speranza per tre generazioni, e ora siamo arrivati all’ultima assemblea: è proprio una brutta fine. Coopsette non c’è più”.

C’è chi ha detto “abbiamo sbagliato tutti”, ma prevale ancora
il senso di incredulità e la sensazione di essere stati traditi. “Spero di rivedere almeno una parte dei soldi che ho prestato – ha detto Mario – ma qui non è stato detto niente in proposito, quindi non sono ottimista. Ma questa fine è stata inaspettata, penso che ci siano stati errori imprenditoriali, e penso che vi abbiano contribuito influenze esterne di tipo politico e anche mafioso”.

E per dare subito un segnale, nel pomeriggio di ieri, decine, forse centinaia di soci Coopsette sono venuti in macchina a Reggio e hanno  “invaso” la sede di Legacoop in via Ruini.

Hanno chiesto e ottenuto di incontrare il presidente di Legacoop Emilia Ovest, Andrea Volta. E’ stata un’assemblea lunga e difficile – dicono a Legacoop – ma senza i momenti drammatici che ci si poteva aspettare. È stata espressa grsnde preoccupazione “ma in maniera civile e senza tensioni nei confronti di Legacoop”. È stato il primo di quella che sarà probabilmente una lunga serie di incontri.

Si muovono anche i soci sovventori. Giovanni Trisolini, presidente di Federconsumatori Reggio emilia, conferma che un gruppo si è rivolto all’associazione di via Bismantova per costituire il Comitato dei prestatori: la prima  riunione potrebbe svolgersi a metà novembre.

Intanto continua la corsa contro il tempo per ottenere dal Ministero dello Sviluppo Economico il decreto di liquidazione coatta amministrativa, che da un lato bloccherebbe le aggressioni dei creditori a quanto resta del patrimonio, e dall’altra avrebbe l’effetto di scongiurare  il fallimento secondo la procedura ordinaria, lasciando aperta nel contempo la possibilità di ripartire con un nuovo piano industriale. Oggi tra i tecnici e i commercialisti si respira un certo ottimismo: la firma del decreto potrebbe essere questione di ore. Certo che il tempo stringe: scaduti lunedì i termini del concordato (con la rinuncia anche formale alla procedura), Coopsette dovrà affrontare martedì 3 novembre un’udienza davanti al giudice di Reggio Emilia per l’istanza di fallimento presentata da un creditore. La “coatta” dovrà arrivare prima, altrimenti sarà il baratro.

“SINDACO VECCHI, VIENI A RISPONDERE”. NUOVA INTERPELLANZA IN SALA TRICOLORE DI GIUSEPPE PAGLIANI

Intanto il capogruppo di Forza Italia in comune a Reggio Emilia, Giuseppe Pagliani, ha depositato una nuova interpellanza al sindaco sulle conseguenze del crac Coopsette, dopo che un mese fa Luca Vecchi aveva risposto, a un’iniziativa analoga, con una raffica di “non so”. L’obiettivo è costringere l’amministrazione reggiana a pronunciarsi e a fare qualcosa  in una situazione che provocherà una gran quantita di drammi non solo per i lavoratori, ma per centinaia di fornitori, artigiani, subappaltatori che non hanno ammortizzatori sociali e ai quali in genere non pensa nessuno. Pagliani parla di “superficialità senza precedenti del sindaco”, a maggior ragione dopo l’esito surreale del dibattito di lunedì in consiglio comunale sulla mozione Vinci, finito con la mancanza del numero legale e soprattutto disertato dal sindaco e da tutta la giunta: nel banco del governo cittadino non c’era nessuno.

Ecco il testo dell’interrogazione di Pagliani. Ci si augura che per la discussione in Sala Tricolore, non passino tre mesi come per la precedente

Al Sig. Sindaco

 Alla Presidente del consiglio comunale di Reggio Emilia

 INTERPELLANZA A RISPOSTA ORALE

Premesso che:

come noi avevamo con preoccupazione rilevato nell’interpellanza presentata il 03 giugno 2015 la situazione del colosso cooperativo reggiano delle costruzioni COOPSETTE riversa in una condizione fallimentare, e solo nei prossimi giorni si procederà con la liquidazione coatta amministrativa, e per voce dello stesso presidente della cooperativa Fabrizio Davoli non vi è più nulla da fare

 Dato che:

è convocato per il giorno 03 novembre un consiglio di amministrazione della cooperativa aderente a Lega coop nel quale all’ordine del giorno c’è il fallimento della società che riversa in uno stato di insolvenza manifesta da anni

 

Visto che:

le prime vittime di questo disastro finanziario ed economico sono i lavoratori e gli artigiani che a centinaia perderanno in tutto od in parte il credito che vantano nei confronti della cooperativa

 

Considerato che:

già dal comunicato stampa diffuso dalla stessa cooperativa nei primi giorni di giugno 2015 risultava che il Consiglio di Amministrazione di Coopsette aveva deliberato di procedere alla presentazione, presso il Tribunale di Reggio Emilia, di un ricorso ai sensi dell’articolo 161, sesto comma, della Legge Fallimentare”, cioè  alla domanda per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo. Ed ancora, si è appreso che l’iniziativa assunta da Coopsette aveva lo scopo di evitare – almeno temporaneamente – che la stessa potesse essere destinataria di azioni esecutive o cautelari sul suo patrimonio e quindi – in un’ottica conservativa – mirando a proteggere e segregare quest’ultimo affinché, in questo delicato momento di tensione finanziaria della società, potesse, fra le altre cose, anche essere preservata la par condicio”. Infine, sempre a detta dei vertici della Cooperativa il deposito del ricorso predetto si era reso necessario in considerazione delle sopraggiunte difficoltà sul piano finanziario in cui è di recente incorsa la Cooperativa, anche a causa dell’intervenuto mancato conseguimento – specie in termini di incassi – di alcuni obiettivi del piano di ristrutturazione dei debiti”;

 

Registrato che:

una totale insoddisfazione ed una superficialità che non ha precedenti nella risposta ricevuta dal Sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi relativamente all’interpellanza sui lavoratori Coopsette dei quali tanti residenti a Reggio Emilia.

E’ gravissimo il fatto che dopo mesi dalla presentazione della nostra interpellanza il Sindaco non si sia minimamente informato sulle grave conseguenze occupazionali derivanti dalla crisi del colosso Cooperativo di Lega Coop. Non è questa l’attenzione che deve porre un’amministrazione comunale riguardo al crollo del sistema cooperativo di costruzione della nostra provincia e sulle conseguenze che questa crisi ha sulle imprese artigiane locali e sull’occupazione.

 

Dato che:

occorre ricordare che il 6 giugno 2013 Coopsette aveva presentato ricorso al Tribunale di Reggio Emilia per l’omologazione degli accordi conclusi con i propri creditori. Detto ricorso risulta omologato dal predetto Tribunale con decreto del 19 luglio 2013. Significativo è quanto si legge nel comunicato stampa allora diffuso dalla cooperativa: “Gli accordi conclusi da Coopsette con i propri creditori sono circa 1.300 e riguardano crediti di natura finanziaria (verso banche ed altri finanziatori), verso fornitori (prestatori di beni e servizi), nonché verso soci e lavoratori. Nell’ambito degli stessi accordi – ed in particolare in quelli conclusi con il ceto bancario – è prevista la concessione di nuova finanza ed il mantenimento delle linee di credito in essere in favore della società”;

 

Visto che:

la pesantissima situazione debitoria che investe Coopsette (si parla di circa 700 milioni) si riflette pesantemente ed inevitabilmente sui suoi 580 dipendenti, fino ad oggi rimasti tali in ragione del ricorso ai contratti di solidarietà. A ciò si aggiunga che l’attività di “Coopsette” è oggetto d’interesse della Magistratura (Tav di Firenze, villaggio di Campione del Garda, grattacielo di Torino);

 Si interpella il Sindaco Vecchi e la Giunta al fine di sapere:

 1)    se la situazione su esposta è a conoscenza del Sindaco e della Giunta

2)    quale sarà la sorte dei tanti artigiani creditori della cooperativa

3)    quale sarà la sorte dei tanti lavoratori di COOPSETTE che in questa difficile situazione economica si troveranno senza lavoro e quali iniziative si intendono assumere per favorire il reinserimento dei lavoratori nel circuito produttivo

 Giuseppe Pagliani Capogruppo Forza Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Be Sociable, Share!

Una risposta a 1

  1. mario Rispondi

    28/10/2015 alle 18:48

    Non sono questi dirigenti figli della “cinghia di trasmissione” del partito di vecchia memoria ?

Rispondi a mario Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *