Col gas staccato e un debito non suo da pagare. La storia-vergogna di una signora stritolata tra Iren ed Eni

10/10/2015 – Quella che segue è l’ennesima testimonianza di disservizi e disagi subiti da una signora residente nella zona di Rivalta che, a causa delle storture del mercato dell’energia e di una serie di disservizi tecnici, si trova ora, da quasi due settimane, senza gas. Il caso viene denunciato da Federconsumatori di Reggio Emilia che, con sconforto, parla di un “sistema che non tutela più nessuno”. Ancora più grave il fatto che nessuno paga mai per errori che possono provocare danni materiali e psicologici enormi verso persone indifese e che non dispongono delle risorse  per contrastare l’arroganza, le illegalità  e il menefreghismo delle megastrutture, che fanno le regole e poi sono le prime a violarle.

Dunque, questa signora – spiega Federconsumatori Reggiop .  è sempre stata cliente IREN sia per la luce che per il gas, fin quando, a fine settembre 2015, il servizio gas cucina e riscaldamento viene sospeso. “A seguito di un lungo indagare si scopre che già dal 2013 la sua utenza gas non era più servita da IREN, ma da ENI. La Signora non ha mai firmato un contratto con ENI, non ha mai parlato con loro tecnici o con call center e dal 2013 ad oggi non ha mai ricevuto una sola comunicazione o fattura da parte di questa nuova compagnia”.

“La vicenda si complica ulteriormente se consideriamo che la Signora,  essendo cliente in IREN anche per la luce, continua a ricevere le fatture dalla “vecchia” compagnia e, senza preoccuparsi, le paga convinta di saldare sia per la luce che il gas. Dopo ben 2 anni, a seguito di questo distacco, la signora indaga e scopre che il suo codice PDR è ora assegnato ad una terza persona, in un altro comune della provincia”.

Questa donna si ritrova quindi senza gas cucina e senza riscaldamento, con un contratto codificato come proprio ma intestato ad un terzo soggetto, con due anni di arretrato di gas, per un contratto mai firmato, accettato o richiesto”.

“Come è stato possibile? – domanda l’associazione – Un errore di trascrizione? Un “furto” di codici da una fattura e una modifica contrattuale illegittima? Queste, che possono apparire come assurde coincidenze o casualità, sono in realtà una costante per un’associazione come la nostra che ogni giorno assiste persone annichilite da un sistema che non tutela più nessuno.

Ora, all’interno di un percorso “protetto” dai tecnici dell’associazione si sta cercando di risolvere questo problema che tra un servizio assente, un contratto truffa e un probabile debito pendente, ha numerose sfaccettature”.

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