“Chiudete il buco, tutti al Park Vittoria”

3/10/2015 – C’è grande attesa per il sit-in davanti al cantiere del Park Vittoria nel centro di Reggio Emilia, ribattezzato per l’occasione “stagno Magnani” per protestare ancora una volta contro l’opera, bloccata ormai da mesi, e sulla quale ora anche l’amministrazione comunale nutre non pochi dubbi. In ogni caso ha chiesto alla concessionaria (la Reggio Emilia Parcheggi controllata dalla Final spa di Filippo Lodetti Alliata) di dare tempi certi per i lavori, impegnandosi a rispettarli.
L’appuntamento è questa mattina sabato, alle ore 11, dal lato dell’isolato San Rocco. papere
  La manifestazione, come già il sit-in estivo in costume da bagno – è a sfondo ironico: la trasformazione del Park Vittoria in un’oasi naturalistica protetta, vista la piccola colonia di papere selvatiche che ha preso possesso del laghetto provocato dalla risalita dell’acqua da una falda sotterranea a sette metri di profondità, di cui evidentemente non si era tenuto conto nei lavori. Non a caso sarà presente anche il responsabile provinciale del Wwf, che appoggia l’iniziativa. Reggio Cittàaperta e ilcomitato NoPark hanno diffuso anche le immagini di alcune specie di anatre, ribattezzate significativamente  “anas Magnani”, “anas Vecchii”, “anas Spadoni” e nientepopodimeno “anas Delrii”: il factotum dell’urbanistica in Comune, il sindaco pro tempore, il ministro che da sindaco volle il Park Vittoria e il suo braccio destro, l’ex assessore Mimmo Spadoni
 Una goliardata? Solo in apparenza. In realtà la questione ha preso una piena molto seria, soprattutto dopo l’allarme lanciato dall’architetto Maria Cristina Costa per i possibili danni agli edifici circostanti, in particolare al teatro Valli, che ha le fondazioni in mattoni. La lente d’acqua sotterranea, infatti, funziona come un cuscino che stabilizza il terreno, di conseguenza procedere allo svuotamento del cantiere significherebbe far risalire altra acqua e quindi intaccare pericolosamente l’equilibrio idrogeologico dell’intera zona : per questo l’architetto Costa (che conosce bene la zona, per aver redatto il piano particolareggiato del centro storico del 1999) chiede di reinterrare l’area e mandare in soffitta il Park Vittoria una volta per tutte.
Ma anche altre le voci si sono levate per chiudere una volta per tutte una partita nata male e continuata peggio: prima fra tutte quella del premio Nobel Dario Fo, che nei giorni scorsi è intervenuto pubblicamente chiedendo al Comune di interrompere ogni rapporto con la concessionaria, seguendo l’esempio dell’amministrazione di Catania.anatramagnanii
Dario Fo ha promesso che farà il possibile per essere questa mattina a Reggio, ma la sua partecipazione è ancora in forse perchè, come ha spiegato Francesco Fantuzzi di Reggio città aperta, promotore del sit-in, il Nobel ha concluso la sua tournèe solo mercoledì, ed è alle prese con un grosso abbassamento di voce.
” Si tratta comunque di un momento importante – spiega Fantuzzi –  in cui la comunità locale tornerà  protagonista e si riapproprierà, non solo simbolicamente, di uno spazio  che le appartiene. Anche la natura sta cercando di riprendere il sopravvento su una bruttura progettata dall’uomo: non dovremmo che assecondarla e lasciarla lavorare. Reggio città aperta e il Comitato No Park vogliono sollevare la cortina sull’imbarazzato e imbarazzante silenzio che neanche il flash mob del  20 giugno ha potuto interrompere. Il Sindaco Vecchi e diversi membri del suo partito, che hanno avallato a suo tempo la decisione di  realizzare la sciagiurata opera, ora tentano di chiamarsi fuori: abbiano invece il coraggio di rivelare le reali ragioni dello stop al cantiere e i costi diretti e indiretti che ricadranno presto sulla nostra  comunità. Altrimenti trasformino il lago paludoso, metafora  dell’involuzione di questa città, in un’oasi naturalistica e li  sosterremo convintamente”.
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L’APPELLO DEL PREMIO NOBEL DARIO FO: “IL COMUNE BLOCCHI L’IMPRESA. TRASFORMIAMO LA PALUDE IN UNA PISCINA MAGICA”
Ippocrate, medico e geografo greco, avvertiva dell’attenzione che bisogna tenere nel servirsi delle falde acquifere e del loro transito ai vari livelli del terreno. Se si agisce senza conoscenza del problema, si rischiano come minimo inondazioni e disastri, nei quali tutta una città può trovarsi invasa dalle acque.
E’ quello che è successo a Reggio Emilia, dove il Comune a maggio 2011 aveva deciso di affidare ad un grande imprenditore, un principe siciliano dal nome altisonante – Filippo Lodetti Alliata – specializzato in costruzione di garage sotterranei, il compito di iniziare a scavare in un grande slargo del centro urbano (Piazza Vittoria) per realizzare il posteggio in questione.

Il premio Nobel Dario Fo

Il premio Nobel Dario Fo

Il comune non si è informato con sufficiente attenzione sull’imprenditore ingaggiato. Francesco Fantuzzi, uno dei promotori del movimento contestatario, ha infatti scoperto che Reggio parcheggi Spa è un’impresa singolare: al momento della stipula non aveva sede a Reggio ma in provincia, a Bibbiano. Per di più, al numero civico 2 di via Vittorio Veneto, dove si sarebbe dovuta trovare, non c’erano indicazioni. “L’abbiamo cercato per giorni” – assicura Fantuzzi. Stiamo rivivendo il clima di un capitolo de “Le anime morte” di Gogol, dove i protagonisti della storia sono inesistenti. Quindi il Comune di Reggio ha trattato con il nulla, sia dal punto di vista giuridico che da quello imprenditoriale… che strano Comune! E soltanto dopo la denuncia di Fantuzzi (maggio 2014) l’impresa ha spostato la sede legale nel Comune che l’ha incaricata. Perchè? 

I lavori sono cominciati nella seconda metà del 2014. Il primo risultato della trivellazione per raggiungere il sottosuolo è stata la scoperta di reperti antichi riguardanti i mosaici di una domus romana. Ma l’impresa non si è assolutamente soffermata nemmeno per un attimo a meditare sul prosieguo o meno dei lavori, ha tranquillamente continuato a scendere negli scavi a livelli sottostanti fino a intaccare una falda fondamentale che, invece d’essere rispettata e messa in condizione di fluire normalmente, la si è sfondata. Le acque sono uscite abbondantemente e hanno invaso lo slargo, creando un vero e proprio piano acquifero per l’intera piazza.

La "piscina" del park Vittoria

La “piscina” del park Vittoria

A questo proposito ecco la recente testimonianza del gruppo contestatore. Il 7 agosto i tecnici dell’AUSL di Reggio Emilia si sono recati al cantiere di Park Vittoria per effettuare i test antizanzare nella palude dello scavo. Ebbene, a conferma di quanto già detto nei giorni scorsi, al cantiere i responsabili AUSL non hanno trovato nessuno, solo le zanzare.

Perché i tecnici del comune e il signor “tutto ok” Filippo Lodetti non erano presenti all’appuntamento in cantiere a collaborare con la AUSL di Reggio Emilia su una questione tanto delicata?

Qual è l’interesse pubblico? La salute di tutte e tutti o un inutile e dannoso parcheggio per il profitto di pochi?

Ma andiamo indietro di qualche giorno. Il 4 agosto secondo i programmi del Comune, la piazza doveva essere finita e coperta, invece c’erano 20 cm di acqua di falda in tutto lo scavo e, attenzione, che incidono anche sulla stabilità degli edifici circostanti.

In questi ultimi giorni d’estate è accaduto qualcosa di straordinario ed incredibilmente poetico. Svolazzanti sopra lo slargo d’acqua sono apparse delle anatre selvatiche che, dolcemente, si sono posate sull’acqua della piscina, starnazzando festose per quella scoperta per loro miracolosa. Peccato che tutta l’area sia stata bloccata da una recinzione in legno che impedisce l’accesso alla zona centrale. Certamente oltre le anatre ci sarebbero stati benissimo i bambini rimasti in città, che avrebbero sguazzato festosi insieme alle anatre.

Questo pensiero ha prodotto l’idea che ha letteralmente esaltata l’intera città: il trasformare quella ferma palude in una piscina magica. Il giorno appresso ebbe inizio una strana festa dal titolo “Per quest’anno puoi cambiare, in piscina devi andare”. Era presente un folto gruppo di giovani, maschi e femmine, che inscenavano uno spettacolo davvero originale. Non potevano mancare il lettino da spiaggia, la sdraio, un colorato ombrellone e qualche gonfiabile.

Ogni partecipante indossava costumi da bagno e calzava sandali. Ancora più strano è stato vedere le signore passarsi e spalmarsi la crema abbronzante. Occhiali da sole in quantità, leggeri palloni lanciati dai ragazzini e radioline che diffondevano canzoni da spiaggia.

Fra di loro c’erano anche due vu cumprà, naturalmente finti. Questa manifestazione ha avuto un grande successo: la gente si fermava incuriosita e chiedeva la ragione di quello strano spettacolo. Così ognuno veniva a sapere della sconsiderata decisione del Comune di sfondare il piano della piazza per questioni esclusivamente di profitto, senza curarsi dei danni creati ai cittadini, a partire dai gestori dei negozi che si affacciano sullo slargo, che ormai da mesi e mesi stanno perdendo tutti i propri clienti. E i cittadini spettatori hanno presunto soprattutto che l’impresa alla quale il Comune aveva commissionato i lavori fosse in gravi difficoltà finanziarie, tali da pregiudicare il prosieguo dei lavori. Era chiaro che appresso chi avrebbe dovuto rimborsare i denari di quel disastro sarebbero stati sempre i cittadini stessi.

Ora quegli stessi cittadini ritorneranno in piazza sabato 3 ottobre, alla ricerca delle anatre.

L’unica speranza è che si ripeta quella decisione di Catania, dove il comune ha bloccato all’istante i contatti con l’impresa che si stava comportando allo stesso modo dei furbastri di Reggio Emilia, per irregolarità amministrative, impedendo loro la messa in atto del progetto”.  DARIO FO, premio Nobel per la letteratura

 

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2 risposte a “Chiudete il buco, tutti al Park Vittoria”

  1. a morte (metaforica) del rio Rispondi

    03/10/2015 alle 10:52

    Wiva Stalin che i preti e pretini alla magnani del rio spadoni li seppelleva al park!!! O in siberya!!!

  2. distrutte decine di attivita' Rispondi

    03/10/2015 alle 12:54

    del rio ha distrutto decine di attività’ nella zona bar ristoranti edicole librerie in nome di un progetto demente e irrealizzabile. Il park della vittoria e’ la NS Napoli Reggio Calabria il NS ponte sullo stretto, un nevereding story urbanistico assolutamente inutile. Bisognerebbe a questo… di canali fargli pagare tutto a lui a suo cigino magnani nonché’ al compagno di merende Mimmo spadoni. Vergogna!!! Reggio Emilia non e’ Reggio Calabria, qui la gente ragiona non ubbidisce al vescovo o al burocrate di partito. Reggio medaglia d’oro della resistenza quando i preti andavano a braccetto con Hitler e Mussolini…..basta!!! Ricopriamo piazza della vittoria non prima di averci buttato dentro tutti quelli della ex margherita

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