Altro caso di omonimia nell’inchiesta Aemilia: indagato per mesi, ma non c’entrava niente

30/10/2015 – Nuovo, grave caso di omonimia nell’inchiesta Aemilia cono la ndrangheta e la cosca grande Aracri di Cutro-Reggio Emilia.  Per uno scambio con una persona con stesso nome e cognome, ma di età e luogo di nascita diversi, è stato coinvolto per mesi nell’inchiesta di ‘Ndrangheta ‘Aemilia’. Senza che la cosa emergesse, neppure quando giudici hanno vagliato la sua posizione: evidentemente nessuno aveva controllato come si deve i dati anagrafici.
Giuseppe Ruggiero, 47 anni, era indagato per una presunta partecipazione ad una Srl. Quando il difensore, avv. Roberto Filocamo, ha presentato una visura dimostrando che non era lui la persona legata alla Srl, i Pm hanno chiesto l’archiviazione.
Nella retara di fine gennaio, fu prelevato e portato in carcere un artigiano edile di Bibbiano omonimo di uno degli imputati, Gaetano Oppido (cutrese di Reggio Emilia) ma che con l’inchiesta Aemilia non c’entrava proprio niente. Dopo quattro-cinque giorni di carcere in isolamento a Prato, un avvocato è riuscito a dimostrare il clamoroso errore, e il malcapitato  è stato messo fuori dal carcere senza un cent in tasca neanche per chiamare un tassì, e senza che qualcuno abbia chiesto acusa. 

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