Allarme Iarc sulle carni lavorate, il consorzio del Parma reagisce: “Prosciutto crudo prodotto naturale, senza additivi nè conservanti”

27/10/2015 – “Quando parliamo di Prosciutto di Parma non parliamo di carne trasformata, né di insaccati, ma di un prodotto a lunga stagionatura. Il Parma non è un prosciutto qualsiasi, ma un prodotto Dop: controllato, genuino e completamente naturale. Nella preparazione è vietato l’utilizzo di qualsiasi conservante e additivo”. Lo ha precisato all’ANSA il consorzio del Prosciutto di Parma, commentando quanto affermato dallo IARC dell’Organizzazione mondiale della Sanità circa la pericolosità delle carni lavorate per la salute, a causa di additivi già da lungo tempo considerati cancerogeni. Va detto che nei salumi prodotti in Italia la quantità ammessa di additivi è comunque inferiore alle soglie definite dall’Oms.
L’allarme lanciato dallo Iarc avre inevitabilmente ripercussioni sul consumo e quindi sull’industria reggiana di trasformazione delle carni. Da qui la precisazione del consorzio del prosciutto crudo di Parma Dop. Le cosce destinate alla stagionatura del prodotto dop provengono in gran parte dagli allevamenti reggiani di suino pesante.

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Una risposta a 1

  1. Cipolla di Tropea Rispondi

    27/10/2015 alle 16:57

    Ieri sera sul canale di SKY TG1 è andato in onda un documentario: Forchette e coltelli.
    Il prof. T.Colin Campbell ( dell’omonimo T. Colin Campbell Center for Nutrition Studies ) ha specificato che le patologie tumorali e cardiovascolari compaiono a causa di una alimentazione che privilegia il consumo di carni rosse, ma ha anche chiarito che non è che se le carni rosse sono di ottima qualità, o non trattate con conservanti e additivi, che il rischio per la salute viene azzerato. E’ stato detto, invece, che la carne rossa acidifica il sangue, e che una dieta ricca di proteine di origine animale favorisce la comparsa di patologie tumorali.
    Verdure e frutta avrebbero invece una funzione opposta, basica, quindi protettiva ed antiossidante per le nostre cellule.
    A sostegno degli studi del prof. Colin Campbell, anche uno dei più imponenti studi epidemiologici mai realizzati, quello effettuato negli anni settanta nella Repubblica Cinese.
    Sono vegetariana da molti anni, ma purtroppo devo ammettere che non credo sia sufficiente abolire la carne rossa per non ammalarsi, perché siamo soggetti comunque a ben altre incoercibili forme di cronico avvelenamento attraverso l’aria che respiriamo.
    Il professor Colin ha dimostrato di aver curato e fatto regredire alcune forme tumorali, e altre patologie cardiovascolari, grazie ad una ferrea dieta vegetariana, ma raccomandando ai suoi pazienti di combattere la sedentarietà e stare all’aria aperta.
    Ma la domanda è: cosa rischiamo di respirare a Reggio Emilia semplicemente camminando all’aria aperta?

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