Via libera allo sterminio delle nutrie anche dal comune di Reggio

15/9/2015 – Anche il consiglio comunale di Reggio Emilia ha approvato lo sterminio delle nutrie, eufemisticamente definito piano di contenimento. Non potranno essere utilizzati veleni o altri metodi non selettivi, ma chiunque potrà catturare le nutrie con apposite trappole per tutto l’anno.

La delibera è stata approvata con 20 voti favorevoli (Pd e Sel), quattro contrari (Grande Reggio e Movimento 5 Stelle) e sei astenuti (Forza Italia, Lega Nord, Lista civica Magenta e Bertucci del Movimento 5 Stelle). Il piano porta la firma dell’assessore Mirco Tutino, che in sala del Tricolore ha attaccato frontalmente i 5 Stelle e la consigliera Rubertelli, definendo  la loro opposizione come le posizioni di chi “mette il proprio interesse personale davanti a quello dei cittadini”.  

 “La tutela della salute, degli argini e delle nostre produzioni agricole – ha affermato Tutino presentando il provvedimento – sono le ragioni  per le quali abbiamo scelto di riprendere le politiche di contenimento di questo animale infestante. Se ne rendono conto gli agricoltori e tutti i cittadini che vivono in prossimità dei corsi d’acqua. Non ci si può certo fermare di fronte alla posizione di chi antepone le proprie convinzioni personali all’interesse dei cittadini e dell’ecosistema”.

La nutria è un roditore non originario dell’ecosistema italiano, quindi non ha predatori naturali. Scava gallerie che utilizza come sito di riproduzione, generando la progressiva erosione di arginature. Lo studio tecnico, condotto da sei esperti di cinque diverse Università, sul crollo degli argini del Secchia avvenuto a Modena nel gennaio 2014 dimostra come siano state le tane di questi roditori a generare il cedimento degli argini.

Inoltre la Iucn (International Union for Conservation of Nature) ha inserito la nutria tra le 100 specie a maggiore minaccia per la biodiversità a scala globale.

Essendo un roditore essenzialmente erbivoro, la nutria si rende responsabile di elevati danni alle coltivazioni agricole. I danni compiuti da questi animali non vengono risarciti agli agricoltori.

Fino all’agosto del 2014 le Province erano in grado di approvare specifici piani di controllo. Le nutrie, infatti, erano considerate come fauna selvatica al pari degli animali per cui è ammessa la caccia. Il ministero della Salute e la Regione Emilia-Romagna hanno sanato il vuoto normativo creatosi nell’ultimo anno, stabilendo che – esattamente come per i ratti –  la nutria vada considerata come un animale infestante. Con le Linee guida regionali per le nutrie si vieta l’uso di veleni e rodenticidi e ogni altro metodo non selettivo. La cattura delle nutrie potrà esser fatta con gabbie-trappola in tutti i periodi dell’anno e in tutti i territori interessati dalla loro presenza.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.