Svegliati Aemilia! Manifestazione antimafia a Reggio (ma politicamente marchiata, e con la nemica giurata di Bini in prima fila)

22/9/2015 – “Svegliati Aemilia!” è lo slogan di una manifestazione organizzata da alcune associazioni di sinistra nell’imminenza dell’udienza preliminare dell’inchiesta Aemilia della Dda di Bologna che ha disarticolato la cosca Grande Aracri nel reggiano: la più grande indagine contro la ndrangheta che ha fatto scoprire a molti – soprattutto ai tantissimi che avevano fatto finta di non vedere – il radicamento della ndrangheta nella società e nell’economia dell’Emilia rossa.

La manifestazione è convocata per sabato 26 settembre  con concentramento in piazza Gioberti alle 9,15 con partenza del corteo alle 9,30 lungo Corso Garibaldi e via Panciroli,sino al Parco Cervi, dove avrà luogo il sit in con gli interventi di “persone rappresentative di mondi che da tempo si battono per legalità, diritti e giustizia”:  Caterina Lusuardi, Colore – cittadini contro le mafie, che animerà la mattinata;  Giovanni Tizian, giornalista de “L’Espresso”;  Gaetano Alessi, co-autore del Dossier “Le mafie in Emilia Romagna”;  Gaetano Saffioti, imprenditore e testimone di giustizia;  Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente; Fiorella Ferrarini, vicepresidente Anpi Reggio Emilia;  Marco Imperato, magistrato; Elia Minari e Francesca Montanari, associazione Cortocircuito;  Nadia Monti, referente regionale “Avviso Pubblico” Emilia-Romagna; Cinzia Franchini, imprenditrice e presidentessa nazionale CNA-Fita; Federico Lacche, Libera Radio.

La manifestazione è organizzata dal movimento Agende Rosse, associazione Cortocircuito, Colore – cittadini contro le mafie e Libera – associazioni nomi e numeri contro le mafie: “Le forze dell’ordine stanno facendo la loro parte, ma per dare un segnale forte è necessaria la mobilitazione di tutta la società civile – affermano –  Per gridare il nostro rifiuto unanime contro la corruzione e la criminalità organizzata”.

Gli organizzatori spiegano che questa “vuole essere solo la “sveglia”, la prima di tante iniziative che ci auguriamo possano diffondersi nella nostra regione, perché solo attraverso un’assunzione diretta di responsabilità da parte di tutti, nessuno escluso, potremo cambiare le cose”. Inoltre ricordano “che la manifestazione è stata concepita apartitica, pertanto chiediamo a tutti di non portare bandiere o qualsivoglia simbolo di partito”.  

Nondimeno, al di là delle dichiarazioni, la manifestazione è chiaramente caratterizzata: parlano da sole determinate presenze ben marcate politicamente, da Marco Imperato a Nadia Monti, dal presidente nazionale di Legambiente (perchè non altre sigle ambientaliste, magari meno legate al milieu politico?) e la presidente della Fita Cinzia  Franchini che si è sempre distinta per una battaglia sistematica contro Enrico Bini, il quale infatti non figura tra gli oratori  (in compenso a novembre sarà a Milano per ricevere la menzione speciale della giuria del premio Ambrosoli).

Bisogna constatare che anche questa volta vengono escluse persone e ambienti che combattono contro la corruzione e le mafie da molto tempo, subendo anche intimidazioni di vario genere, sia dai delinquenti sia dall’establishment, ma che hanno la particolarità di non sfoggiare il marchio doc della sinistra. Eclatante il caso di Catia Silvia, la prima a denunciare la lordura mafiosa di Brescello, che ha subito minacce, piccoli attentati e soprattutto un vergognoso isolamento politico da parte della sinistra: esclusa da ogni manifestazione, evidentemente perchè militaqnte da sempre della Lega Nord e capolista del centro-destra a Brescello. I signori di Libera e di Agende Rosse non hanno niente da dire? L’antimafia non può essere a senso unico, dove gli amici degli amici continuano a cantarla e suonarla tra di loro escludendo gli altri, e non può essere nemmeno il megafono acritico delle Procure. Forse siamo noi a sbagliare, ma una seria inchiesta sulla corruzione politica e amministrativa, primo passo della penetrazione mafiosa, si deve ancora vedere.

 

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Una risposta a 1

  1. il fotografo Rispondi

    22/09/2015 alle 20:11

    Con le ultime tre righe dell’articolo andrebbe riscritto l’inno nazionale, poi lo farei cantare a Bocelli, ma non al campo Volo, direttamente dentro la sede del Pd.

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