S. Anna, il Pd vota no al punto nascite in montagna: “In fondo 40 km in auto non sono tanti”

29/9/2015 – Il Pd di Reggio Emilia ha votato contro il mantenimento del punto nascite all’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti, bocciando una mozione presentata da Forza Italia (Pagliani, Bassi, Caccavo). Il voto, piuttosto sorprendente, viste la mobilitazione delle popolazione della montagna, dei sindacati e delle associazioni imprenditoriali, in particolare le cooperative (era stato il direttore di Confcoop Reggio, Teneggi, a denunciare pubblicamente il piano di smantellamento di Neonatologia) è arrivato ieri pomeriggio a conclusione della seduta settimanale di Sala del Tricolore. Eppure un’apertura era arrivata dal governo, in risposta a un’interrogazione parlamentare, per una giusta flessibilità nell’applicazione della norma del 2010 che fissa il tetto minimo di 500 parti per poter mantenere un punto nascite.

Un voto, quello di ieri,  che il capogruppo di Forza Italia Giuseppe Pagliani non esita a definire “incredibile” e “una “vergogna”: “Il Pd, fatte salve due astensioni, a estremizzato la situazione, sdraiandosi sul limite dei 500 parti all’anno, che condanna i punti nascite di Castelnovo Monti, Borgotaro e Pavullo: un duro colpo alle speranze di sviluppo della montagna perchè è chiaro che con la prospettiva di andare a far nascere i bambini a 60 o 70 chilometri da casa, le giovani coppie saranno scoraggiate dal trasferirsi in montagna e, anzi, saranno spinte a trasferirsi altrove”.

A favore della mozione hanno votato tutte le opposizioni compatte, con l’astensione delle consigliere Pd Aguzzoli e Rivetti. Tutto il resto del gruppo democrat ha votato contro, con la conseguenza della bocciatura della mozione. Il documento impegnava il consiglio comunale e la Giunta a “esprimere la propria contrarietà all’eventuale chiusura del Punto Nascita del Repartodi stetricia e Ginecologia dell’Ospedale Sant’Anna di castelnovo nè Monti; condividendo e sostenendole le iniziative intraprese dall’Unione Montana del Comuni appennino reggiano, dalle associazioni e Comitati che sono portavoce della preocupazione dei cittadini” e sostenendo tali posizioni nelle sedi istituzionalmente competenti.

Invece non è andata come era legittimo prevedere, neppure con un documento di compromesso: per il Pd reggiano, il punto nascite di Castelnovo Monti  non merita un voto favorevole.

“E’ incredibile l’ostinazione del Pd in consiglio comunale a Reggio Emilia nel volere bocciare, ancora prima del pronunciamento dell’assessore regionale alla sanità Venturi, l’ipotesi, da noi sostenuta, di mantenere aperto il punto nascite dell’ospedale S.Anna”, afferma Pagliani. Ma “la nostra battaglia va avanti ed in tutte le sedi, Comune di Reggio e Provincia, io non mollo – ha aggiunto il capogruppo azzurro – Questa è una battaglia di socialità fondamentale per la vita del nostro Appennino. La congestione dell’ospedale Santa Maria Nuova a nostro avviso presenta pericoli ben più gravi del rischio, inesistente, di non avere le professionalità qualificate nella neonatologia-ostetricia dell’ospedale montano: il reparto di ostestricia del S. Anna ha ottimi professionisti, inoltre si possono inoltre coinvolgere a rotazione professionisti che provengono da Reggio e dal resto della provincia o dalle provincie limitrofe”.

Severo anche il commento di Gianluca Vinci , consigliere Lega Nord: “Abbiamo sentito delle cose assurde dal Pd: la prima è che fare in macchina 40 chilometri da Castelnovo a Reggio “non è poi così tanto”, trascvurando il fatto che dal crinale le partorienti dovranno fare . La seconda che nei punti nascita sotto i 500 parti l’anno ci sono problemi statistici di mortalità più alta. Ma cosa vogliono dire? Che a Castelnuovo c’è una mortalità più alta? Se si guardano i dati però le cose nella nostra provincia sono ben diverse”. Se la gente sentisse cosa arriva a dire la maggioranza qui dentro – conclude Vinci – probabilmente si sveglierebbe”.

Non bisogna essere dei maghi per prevedere ripercussioni di questo voto all’interno del Pd provinciale.

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7 risposte a S. Anna, il Pd vota no al punto nascite in montagna: “In fondo 40 km in auto non sono tanti”

  1. predieri marco Rispondi

    29/09/2015 alle 19:31

    Ai cari deputati del pd di Reggio e provincia non vi venga in mente di venire in montagna ne a sciare ne in estate per il fresco perché noi montanari ce la leghiamo al dito siete solo dei ladri vergognosi per non dire altro. così uno di ligonchio per far partorire la propria moglie va a 80/90 chilometri di distanza con le strade che abbiamo poi se mai pure in inverno siete e sarete sempre ladri e persone che pensano solo esclusivamente ai propri interessi vergogna. E ora mi fermo sennò vado in galera……..

  2. umberto gianferrari Rispondi

    29/09/2015 alle 19:43

    Naaaaaaa……E adesso chi lo va a dire, a certe cicogne e a certi struzzi del PD ?……

  3. Claudio Barbolini Rispondi

    29/09/2015 alle 22:45

    Condivido quanto detto negli altri post- Qualsiasi commento mi porterebbe ad essere scurrile e magari una denuncia- Una sola cosa dico agli assessori:Conoscete il termine della parola Vergogna??Si o no vergognatevi, e poi vorrei conoscere il parere delle vostre gentili consorti. Chissa!!
    IO sto con il S.Anna di Castelnuovo

  4. Enrico bini Rispondi

    29/09/2015 alle 23:47

    Giuseppe Pagliani, sei un politico nel vero senso della parola. Io ti faccio una proposta per quanto riguarda il consiglio provinciale, facciamo un documento unico maggioranza e opposizione sulla stessa lunghezza d’onda di quello che è’ successo in Unione Montana e in consiglio regionale .e l’unico modo per aiutare il punto nascita di Castelnovo è più in generale tutto l’ospedale . E soprattutto stanare chi gioca in modo scorretto.
    Enrico Bini .

    • Giuseppe Pagliani Rispondi

      30/09/2015 alle 15:19

      Caro Enrico,
      sono e rimango a completa disposizione per redigere insieme un documento che serva per salvaguardare il punto nascite dell’ospedale S.Anna del comune del quale Tu sei sindaco, Castelnovo né Monti. Ti ricordo che c’è già un ordine del giorno da me presentato il 09 settembre che dovremo discutere nelle prossime settimane in Provincia.

      Giuseppe Pagliani

  5. achillios Rispondi

    30/09/2015 alle 15:51

    Il primo bambino che nascerà morto perché la partoriente non è stata soccorsa per tempo, ricadrà sulla coscienza di chi per il Pd ha costruito muri, invece che ponti.
    Riprendo le parole espresse recentemente dal pontefice: ” costruire ponti invece che muri”, perché mi pare chiaro che invece che costruire una società a misura di donna e bambini il PD punti piuttosto ad escludere e penalizzare proprio le donne e bambini.
    A meno che non abbia una visione differente delle donne e dei bambini della montagna, della serie che tanto possono anche permettersi di rischiare e soffrire di più, di un qualsiasi altro cittadino della nostra provincia.
    Siamo dinnanzi alla tipica viltà dei politici del Pd, che come al solito preferiscono ubbidire ai dictat del partito, piuttosto che ubbidire alle ragioni del cuore. Ma d’altro canto abbiamo a che fare con burattini, senz’arte ne’ parte, quindi perché mai votarli ancora? La prossima volta che sento ancora proclamare da qualcuno del Pd che sono il partito della solidarietà, della condivisione, della gente e per la gente… spero che gli arrivi in testa una pioggia di letame.
    Partorire non è mai stato uno scherzo, basta molto poco perché tutto vada per traverso e figuriamoci poi se questo avviene mentre le strade franano per le piogge torrenziali, o se un metro di neve e ghiaccio rendono il tragitto impossibile.

  6. Carlo boni Rispondi

    01/10/2015 alle 13:44

    Sarebbe molto meglio dire la verità
    Chiudiamo perché è imperativo risparmiare
    Ed è molto più facile cominciare dalle aree più deboli
    Dove il consenso elettorale e meno importante
    Vorrei sapere se negli ultimi 30 anni gli incidenti in sala parto sono stati significativamente maggiori al s Anna piuttosto che negli altri punti nascita della provincia
    E da almeno 30 anni infatti che c. Monti e sotto i 500 parti l’anno
    Il vice sindaco di re dice di parlare di rischio clinico e che non c’è un reparto di terapia intensiva neonatale a c. Monti, non c’è neanche a montecchio scandiano e Guastalla.
    La AUSlL re. Ha investito però sul trasporto neonatale assistito(250000 euro l’anno sennò ricordo male) , i rianimatori sono sempre presenti al s.anna, la collaborazione con l’ASMN di Re e finalmente una fattiva realtà e proprio ora dopo anni passati nel l’indifferenza che generava davvero gravi rischi si decide di chiudere?
    Trovo che si faccia della disinformazione un’arma per far passare come ragionevole una decisione del tutto sbagliata

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