L’invasione degli ungulati: mangiarli non basta. Pagliani chiede alla Provincia di svegliarsi

cinghiali

2/9/2015 – L’invasione degli ungulati ha raggiunto davvero livelli di guardia. Per decenni si è gridato al lupo (ma il lupo non c’entra niente o quasi, per il momento) e ora siamo al dunque: la proliferazione di cinghiali e caprioli – che si riproducono a ritmi prodigiosi e non hanno antagonisti biologici – è tale da mettere in discussione la sopravvivenza stessa di aziende agricole e allevamenti nell’appennino, mentre si moltiplicano gli incidenti provocati dagli animali lungo le strade di montagna. Secondo il comandante della Forestale Luigi Fedele, intervenuto a una conferenza a Carpineti,  l’unica strada è trasformare il flagello in opportunità servendo cinghiale e selvatici nei ristoranti e, anzi, inventando una nuova linea enogastronomica con l’aiuto di grandi chef dell’Alma di Colorno. cinghiale_141009104436

L’idea è buona? “Certamente, ma non basta- afferma Giuseppe Pagliani, capogruppo in Provincia di Terre reggiane-Forza Italia – Bisogna prendere atto di una situazione incontenibile per i danni all’agricoltura e per l’incolumità stessa delle persone,  situazione che i provvedimenti regionali e dello stesso piano faunistico provinciale non sono riusciti a modificare in questi anni. Servono provvedimenti urgenti e incisivi, e certo non aiuta lo stato di incertezza in cui versano le Province”.

Pagliani ha così presentato un’interrogazione al presidente della Provincia chiedendo “se e quali iniziative intenda assumere per raggiungere l’obiettivo di una riduzione duratura degli ungulati e, conseguentemente, dei danni da essi provocati” anche in accordo “con i responsabili degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), delle Aree protette, delle Aziende faunistico venatorie e delle associazioni agricole attive sui territori interessati dalla  rilevante presenza di ungulati”.

 L’INTERPELLANZA DI PAGLIANI AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

Premesso che:

la Regione Emilia-Romagna, per ridurre i danni causati dalla fauna selvatica, ha approvato – nel 2013 – l’aggiornamento della Carta delle vocazioni faunistiche per gli ungulati, in attuazione del protocollo d’intesa siglato con l’Ispra per contenere la presenza di cervi, caprioli, cinghiali, laddove fossero in sovrannumero e arrecassero danni alle colture agricole, oltre che rappresentare un pericolo costante per la circolazione stradale;

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani

 

 Dato che:

il protocollo prevedeva, tra l’altro, l’eradicazione del capriolo in pianura e nelle zone non vocate attraverso nuove modalità di prelievo che travalicavano i vincoli di classe e di sesso. In collina e montagna era, invece, consentito il superamento delle percentuali consuete di prelievo, in presenza di accertate necessità di raggiungimento delle densità obiettivo. Per quanto riguardava il cinghiale non veniva fissato un obiettivo di densità, ma si assumeva come riferimento la soglia fisiologica di danni che la specie provocava e si rapportava a questo valore il prelievo nelle singole unità di gestione;

 Visto che:

nonostante quanto previsto dal detto protocollo e la redazione da parte della Provincia del piano faunistico-venatorio, in molte aree del territorio provinciale, la presenza di un numero del tutto sproporzionato di ungulati continua ad arrecare danni ingenti alle colture agricole e ad essere causa di numerosi incidenti stradali ;

 Considerato inoltre che:

mentre i provvedimenti governativi sul ridimensionamento delle Province hanno prodotto un’evidente incertezza istituzionale che coinvolge le competenze in materia faunistico-venatoria, sono sempre più numerosi i proprietari, coltivatori e affittuari che chiedono un intervento mirato per l’eliminazione degli ungulati in sovrannumero e  delle  loro nidiate. Ciò per evitare nuovi danni alle coltivazioni e danni indiretti alle cose, oltre a preoccuparsi di tutelare l’incolumità  delle persone, tenuto anche conto del fatto che gli indennizzi previsti risultano del tutto insufficienti;

 Considerato inoltre che:

la situazione sopra rappresentata non e’ più tollerabile; considerati anche i rischi di attraversamento delle strade su gran parte del territorio montano e collinare dove già si sono verificati numerosi sinistri da impatto con gli animali

 Si interpella il Presidente della Provincia di Reggio Emilia Manghi al fine di sapere:

 se e quali iniziative – anche in accordo con i responsabili degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), delle Aree protette, delle Aziende faunistico venatorie e delle associazioni agricole attive sui territori interessati dalla  rilevante presenza di ungulati – intenda assumere per raggiungere l’obiettivo di una riduzione duratura degli ungulati e, conseguentemente, dei danni da essi provocati.  Giuseppe Pagliani capogruppo Terre Reggiane – Forza Italia”

 

 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *