Nuove limitazioni al traffico, aria di rivolta. Fuori gioco anche i diesel euro 3, insorge Confartigianato

18/9/2015 – Altre grane per la Giunta Vecchi. La Confartigianato insorge contro il nuovo giro di vite sulle limitazioni al traffico previste dal comune di Reggio Emilia: “Un danno all’economia: molti artigiani saranno costretti a rifiutare lavori in centro. Chiediamo all’amministrazione comunale di assumere un atteggiamento critico sul piano della Regione”.

Siamo nell’imminenza dell’entrata in vigore dell’ennesimo provvedimento regionale di limitazione del traffico, il cosiddetto Piano Regionale Integrato per la qualità dell’Aria,  Pair, che, da ottobre, introdurrà, aggravandole ancora, limitazioni alla circolazione. Questa volta i veicoli che passeranno sotto la tagliola di chi non potrà circolare dal lunedì al venerdì, saranno ben oltre i 10mila. Il Comune di Reggio Emilia si appresta ad applicare con piena condivisione questo provvedimenti. Noi riteniamo invece che, di fronte a misure che non mostrano di produrre benefici durevoli e verificabili ma che penalizzano le fasce più deboli di cittadini ed imprese, il Comune di Reggio Emilia potrebbe esprimere parere difforme da quello della Regione”. Così Lapam Confartigianato della Zona di Reggio Emilia interviene sulle nuove limitazioni, nettamente più alte rispetto al recente passato: “In questa ormai decennale vicenda delle limitazioni del traffico, quest’anno aggravata fino ai diesel euro 3, con rinvio per un anno solo per quelle ‘commerciali leggeri’, osserviamo che molto artigianato di servizio agli immobili usa i mezzi solo come piattaforme operative, ovvero per aver sempre a portata di mano attrezzi e materiali. Ne deriva come autoveicoli, che magari percorrono solo pochi km al giorno, dopo 10 anni non siano affatto al punto di dover essere sostituiti. Da qui la necessità per gli artigiani di rifiutare lavori nelle zone soggette a limitazione, con danno per loro oltre che per i proprietari di immobili”.

Lapam Zona di Reggio Emilia prosegue: “Come è facilmente verificabile, inoltre, le continue misure anti traffico svalutano da anni il valore di mercato degli immobili compresi nella zone penalizzate. Ancora: in città esistono molte ditte, anche commerciali che gestiscono prodotti ingombranti e pesanti, che, pur potendo procurarsi i permessi, per evitarsi trafile burocratiche e per non rischiare discussioni e sanzioni, non fanno consegne nelle zone soggette a limitazione. Anche qui con danno sia per loro che per i clienti”.

Per concludere Lapam Confartigianato della Zona di Reggio Emilia fa una proposta al Comune: “Ci sono comuni capoluogo in regione, come Ravenna, che stanno mostrando un atteggiamento di criticità e fermezza rispetto a questo pacchetto di provvedimenti che si tramutano in problemi per cittadini ed imprese, in particolare appunto a danno delle fasce più deboli della popolazione, quelle che non possono permettersi di cambiare spesso l’auto o il furgone. Sarebbe auspicabile che qualcosa di simile accadesse anche dalle nostre parti”.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *