Le papere sguazzano nel Park Vittoria: sit-in (ironico)
per istituire un’oasi naturalistica

15/9/2015 – Dopo il “lido Vittoria”, ora l’oasi naturalistica. L’arrivo delle papere da palude che da alcuni giorni sguazzano felici nello stagno formato da una risorgiva nel cantiere dei box interrati di piazza della Vittoria, ha dato l’idea al Comitato no park per un’altra iniziativa a sfondo ironico, ma non troppo: la nascita di un’oasi naturalistica nel cuore della città, magari sotto l’egida del Wwf. L’appuntamento è per la mattinata del 3 ottobre.

Le papere che hanno eletto il loro domicilio nello stagno del park Vittoria

Le papere che hanno eletto il loro domicilio nello stagno del park Vittoria

Insomma, anche Reggio Emilia potrebbe avere il suo laghetto come un Central Park in sedicesimo, con in più i reperti romani che certamente a New York non hanno. L’iniziativa ha suscitato non pochi entusiasmi, soprattutto dopo l’outing del sindaco Luca Vecchi, che domenica sera a FestaReggio ha dichiarato che un buco nel cuore della città non lo farebbe più. Il movimento no park ha trovato nuovi stimoli nella sua azione contro il contestatissimo cantiere varato dalla giunta Delrio (quando Vecchi era capogruppo Pd)

“In meno di 24 ore – comunica Francesco Fantuzzi – oltre cento persone hanno dato la disponibilità a  partecipare all’iniziativa del 3 ottobre, alle  ore 11 organizzata da Reggio città aperta assieme al Comitato no park e per la quale abbiamo richiesto il patrocinio del WWF.
Iniziativa ironica, ma non troppo: la natura cerca  di riprendere il sopravvento su una bruttura progettata dall’uomo, e allora non dovremmo che assecondarla.
Vogliamo sollevare la cortina sull’imbarazzato e imbarazzante silenzio che neanche il flash mob del 20 giugno ha potuto interrompere.
Il Sindaco Vecchi, che ha avallato come capogruppo del partito di maggioranza la decisione di realizzare la sciagiurata opera, ora non può chiamarsi fuori come ha tentato di fare proprio stamattina: abbia invece il coraggio di rivelare le reali ragioni dello stop al cantiere e i costi diretti e indiretti che ricadranno presto sulla nostra comunità.
Altrimenti trasformi il lago paludoso – conclude Fantuzzi – metafora dell’involuzione di questa città, in un’oasi naturalistica e lo sosterremo convintamente”.

https://www.facebook.com/events/619695461506786/

Francesco Fantuzzi

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