In Sinagoga il libro di Nissim su Armin Wegner, un “giusto” per gli armeni e per gli ebrei

17/9/2015  – Nel corso di un incontro nella Sinagoga di Reggio Emilia (via dell’Aquila n. 3) oggi giovedì 17 settembre, alle ore 17.30, presentazione del libro di Gabriele Nissim La Lettera a Hitler. Storia di Armin Wegner, combattente solitario contro i genocidi del Novecento. Introduce lo storico Mirco Carrattieri, già presidente di  Istoreco.

Il libro racconta la storia esemplare di uno dei “giusti” del Novecento.

Johanna, una studentessa universitaria in cerca di un’occupazione a Roma, legge un giorno del 1965 sul Messaggero un’inserzione: “Poeta tedesco cerca segretaria tedesca”.

Poco dopo essere assunta, il sedicente poeta, di nome Armin Wegner, le detta una lunga lettera in difesa degli ebrei che avrebbe scritto e spedito nel 1933 a Hitler, e le chiede di inviarla a centinaia di indirizzi tedeschi fra cui quelli di alcuni giornali. Johanna è convinta di aver di fronte un millantatore, ma dovrà ricredersi quando, tornata in Germania, si mette a indagare sul suo datore di lavoro, ripercorrendo così passo passo la vita coraggiosa di Armin Wegner, scrittore e strenuo difensore dei diritti umani, riconosciuto dagli armeni come “giusto ” per essere stato uno dei primi a denunciare il dramma del loro popolo: il genocidio del 1915-16.

Armin Teophile Wegner

Armin Teophile Wegner

Quello stesso riconoscimento Armin lo aveva ricevuto nel 1967 anche in Israele, con un albero nel giardino dei giusti di Yad Vashem, proprio per la lettera al Furher e la denuncia delle leggi antisemite che gli costarono l’arresto da parte della Gestapo e l’internamento nel lager di Oranienburg.

 In questo coinvolgente racconto biografico, Gabriele Nissim ci restituisce la vicenda umana e politica di un uomo che non ha mai smesso di interrogarsi e interrogare il popolo tedesco sulla Shoah e il senso di colpa collettivo.

 Gabriele Nissim (Milano 1950), saggista, ha fondato nel 1982 «l’ottavo giorno», rivista italiana sul tema del dissenso nei paesi dell’est europeo. Per le reti di Canale 5 e della Svizzera italiana ha realizzato documentari sull’opposizione clandestina ai regimi comunisti, sui problemi del postcomunismo e sulla condizione ebraica nei paesi dell’Est. Ha collaborato con il «Mondo», «Il Giornale» e il «Corriere della Sera». Da Mondadori ha pubblicato Ebrei invisibili (con Gabriele Eschenazi, 1995), L’uomo che fermò Hitler (1998), Il tribunale del bene (2003), Una bambina contro Stalin (2007) e La bontà insensata (2011).

 L’iniziativa è ad ingresso gratuito e senza obbligo di prenotazione.

 

 

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