“I consolidati fiscali fanno pagare anche a noi le pazzie economiche dello sport professionistico”

di Mario Guidetti*

Caro direttore,                                                                                                                          

Sport è “l’insieme delle attività, individuali o collettive, che impegnano e sviluppano determinate capacità psicomotorie, svolte anche a fini ricreativi o salutari”. Scriveva Pierre de Coubertin “L’importante non è vincere ma partecipare. La cosa essenziale non è la vittoria ma la certezza di essersi battuti bene”.

Gli “Amici miei” del tavolo Hemingway del bar Sport di Puianello tali principi li trovano nello sport dilettantistico dove l’atleta non riceve alcuno stipendio per lo svolgimento dello sport, dando come presupposto che stia esercitando la pratica sportiva solo per funzioni ludico/ricreative.

Diverso, e per loro diseducativo ed esacrabile  è assistere a ciò che succede nello sport professionistico (GxBA = giochini per bambini adulti) sostenuto non da mecenati ma da soggetti più o meno danarosi e con più aziende, a volte in cerca di visibilità e consensi personali che hanno anche la possibilità fiscale di presentare “bilanci fiscalmente consolidati”; in pratica le perdite della squadra professionistica, e quasi tutte lo sono, vengono fiscalmente portate in detrazione da un’altra loro società in attivo. In soldoni, ca. il 40% di mancati introiti per il fisco lo paghiamo tutti noi, così come tutti noi paghiamo i costi per il servizio d’ordine, per questo o per quello… E questo avviene anche a Reggio Emilia ma…avremo occasione di riparlarne.

Leggendo le pagine sportive dei quotidiani siamo “inondati” di notizie sul mercato milionario degli atleti, sugli scandalosi ingaggi e…sui debiti delle società sportive.

 Ma tutto questo sembra che a nessuno importi; non allo Stato, non ai “sacrari ufficiali dello sport”, non ai “consumatori di sport”. Business is business, lo spettacolo (?!) deve andare avanti.

Il “furore iconoclasta” dei membri del tavolo Hemingway si assopirebbe qualora il Governo, lo Stato facessero propri, legiferando, alcuni principi semplici, semplici:

1) lo sport professionistico si sostiene con risorse proprie.

2) l’impiantistica sportiva ed il servizio di sicurezza durante manifestazioni sportive professionistiche sono a carico esclusivamente della società che organizza l’evento

3) lo Stato riconosce contributi ed agevolazioni fiscali ai Movimenti sportivi che favoriscono l’avviamento ed il diritto allo “Sport per tutti” rendendo pubblico il proprio bilancio

4) divieto di ogni compensazione fiscale per le “multi-aziende che hanno in pancia” anche società sportive professionistiche.  

Al tavolo Hemingway prevedono che il loro sarà “un parlare al vento” e che, in assenza di panem, si continuerà ad avere circenses.

*portavoce tavolo Hemingway di Puianello

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