Aperture domenicali, attacco della Cisl: “I negozi al dettaglio falliscono, e l’occupazione non aumenta”

5/9/2015 – Aperture domenicali e festive eguale chiusura del commercio al dettaglio a Reggio e a Modena. Lo afferma Enrico Gobbi, segretario del sindacato del commercio Fisascat Cisl Emilia Centrale, che sferra un attacco ai supermercato che hanno deciso di tenere aperto per tutta la giornata di domenica.

“ C’è una teoria che sostiene che l’apertura domenicale sia giusta perché si offra un miglior servizio: è una visione miope. Con riferimento alle aperture domenicali estese a tutto il giorno il ‘Conad Le Querce’, ‘Le Vele’ di Reggio Emilia, ma anche di Esselunga e il Lidl a Modena, rilevo come il sistema generale della deregolamentazione degli orari di apertura dei negozi sia figlio di una stortura. Quasi potremmo definirla ‘una mistica adorazione del mercato’, cioè il lavoro non viene più concepito come mezzo per migliorare la qualità della vita delle persone, anzi la qualità della vita dei lavoratori viene sacrificata per aumentare i profitti di poche catene. ”. comunque si estende il numero di esercizi che aprono ai festivi, almeno per alcune ore: il Vivo  di via Roma a Reggio  (ex Billa) ha decisop di tenere aperto dalle 9 alle 13.

“Le difficoltà che oggi dobbiamo sostenere – prosegue Gobbi – partono dalla crisi economica che ha accentuato la chiusura dei negozi, come nel centro storico, con un calo degli affitti e, alla lunga, anche meno soldi per lo Stato e, più in là, meno risorse per il welfare. Negli ultimi anni, quando i negozi erano chiusi alla domenica, non si stava peggio anzi, erano attivi esercizi storici che ora non esistono più o che hanno abbandonato il territorio reggiano e modenese. A Reggio penso alla Sarcia, Predieri Metalli, ATU, Brico Center,… a Modena al Disney store, Winner a Carpi, ma prima ancora a quanto avvenuto nell’Area Nord e la lista sarebbe molto lunga. Non affermiamo che esista una relazione diretta, ma osserviamo che queste aziende (con i loro dipendenti) non hanno tratto alcun beneficio da queste pseudo-liberalizzazioni, anzi. Liberalizzare troppo ha portato a un impoverimento generale. Alla lunga i negozi dei centri storici rischiano di tornare sfitti: rileviamo sempre più casi di ritardi o mancati pagamenti di affitti e stipendi”.

“Le aperture domenicali – rimarca il sindacalista – non hanno portato aumento di occupazione, con le chiusure dei dettaglianti calano i dipendenti dei piccoli esercizi – che per altro tradizionalmente non sono il grosso dei nostri iscritti ma rappresentano il 75% dei dipendenti del settore”.

“Ovviamente non siamo contro la Grande distribuzione organizzata, ma a favore di una sana bdiversità nell’offerta dei consumi, dove coesistano l’ingrosso e il dettaglio ma soprattutto dove le regole o, come in questo caso, l’assenza di regole non avvantaggi qualcuno a discapito di altri”.

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