Sindacati contro i supermercati aperti a Ferragosto: sciopero tutto il giorno con invito al boicottaggio

7/8/2015 – Supermercati chiusi per Ferragosto: i sindacati del commercio di Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato una sciopero il 15 agosto per l’intero turno di lavoro, e invitano i consumatori a boicottare i centri commerciali che resteranno aperti. “Lo sciopero è proclamato contro le liberalizzazioni estreme delle aperture commerciali derivanti dal Decreto “Salva Italia” del 2012 – annunciano FILCAMS CGIL,  FISASCAT CISL  e UILTUCS UIL – Dopo oltre due anni di liberalizzazioni degli orari e delle aperture domenicali e festive, gli effetti reali e riscontrabili sono completamente negativi”.

 Le liberalizzazioni “non hanno portato aumento dell’occupazione, non hanno portato aumento dei consumi,  hanno peggiorato le condizioni di lavoro, impattando sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori”.

 “In una situazione di profonda crisi del nostro Paese e di altrettanto grave crisi dei consumi, è fuorviante quanto inopportuno porre al centro la scelta di mantenere i negozi aperti nelle festività. Filcams CGIL Fisascat CISL e Uiltucs UIL confermano la necessità di cancellare il Decreto sulle Liberalizzazioni e riscrivere un sistema diverso di regole per il settore.

 Ribadiamo la necessità di affidare la materia delle aperture domenicali e festive e delle aperture commerciali alla competenza delle Regioni e dei Comuni, ricercando una loro equilibrata definizione attraverso il confronto con le parti sociali nel territorio”.

 Si può lavorare “per un commercio che faccia convivere servizi, sviluppo, crescita e corretta concorrenza in una dimensione meno frenetica, più umana, più rispettosa delle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori? Sostenere questo obiettivo significa anche rispettare e valorizzare il significato ed il valore sociale delle festività”.

 Da qui l’invito al boicottaggio di Ferragosto: “Invitiamo tutti i cittadini e i consumatori a scegliere di passare le festività in famiglia, all’aperto, promuovendo la cultura, anziché all’interno di un centro commerciale. Se voi farete questa scelta, restituirete la scelta anche a noi”.

 

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