Matteo Renzi a sorpresa alla festa di Villalunga
“Arrivo anche a Reggio”. Ma sul Pd incombe la scissione

14/8/2015 – Accoglienza trionfale per Matteo Renzi ieri sera a Casalgrande: il premier e segretario del Pd ha compiuto una visita a sorpresa alla  Festa regionale del Partito democratico a Villalunga di Casalgrande.  Renzi era accompagnato dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dal segretario regionale Pd, Paolo Calvano.

Matteo Renzi alla festa di Villalunga

Matteo Renzi alla festa di Villalunga

“Volevo venire a ringraziare i volontari di questa festa regionale dell’Emilia-Romagna, straordinaria perchè il numero dei volontari é superiore a quello degli iscritti al Pd, ed e’ una dimostrazione di una festa di popolo – ha detto Renzi, girando fra stand e cucine, dove ha fatto mille selfie con i volontari – Abbiamo  colto l’occasione per dire grazie dal profondo del cuore a chi dedica del tempo ad una idea, con passione tenacia e orgoglio che poi è quello di questa terra, che sta facendo risultati straordinari dal punto di vista economico ma anche civile”. Renzi ha annunciato che sarà anche alle feste di Reggio Emilia,  Modena e Bologna.
Il premier a Villalunga non si è sottratto a domande e commenti più propriamente politici. E ha gelato le attese di Berlusconi affermando che le riforme si faranno “con o senza Forza Italia”.

Il riferimento in particolare è alla riforma del Senato (il nido principale è l’elezione diretta o semidiretta).  “La riforma naturalmente andrà avanti, vediamo se riusciamo a coinvolgere più partiti possibile. Forza Italia ‎- ricorda – ha votato questa riforma in prima lettura al Senato con Romani, poi è  arrivato Brunetta e ha cambiato idea. Se ci staranno bene, se non ci staranno faremo senza di loro”.

Matteo Renzi e il governatore Stefano Bonaccini

Matteo Renzi e il governatore Stefano Bonaccini

IL PD VERSO LA SCISSIONE
Ma il cammino del disegno di legge che rivoluziona il sistema parlamentare italiano resta accidentato. Nel Pd la tensione
tra maggioranza renziana e minoranza di sinistra resta alta. E, anche se il clima di Villalunga è decisamente quello del volemose bene e dei sorrisi a mille denti,  lo spettro di una scissione nel Pd continua a tenere banco nel dibattito per la riforma del Senato. Nel frattempo un nuovo tassello si potrebbe dover incastrare nel puzzle della ricerca dei voti per far passare il ddl a Palazzo Madama: si chiama riforma della Giustizia e si declina con la riforma del processo penale che riparte a settembre. Indiscrezioni rilanciate dal Corriere della Sera parlano di un Cavaliere intenzionato a mettere sul tavolo di un accordo con il Pd per la riforma del Senato una revisione delle questioni che più stanno a cuore agli azzurri, a partire dalle intercettazioni. Sono indiscrezioni, ma che la tentazione sia aperta lo conferma una dichiarazione del senatore azzurro Lucio Malan che precisa: “Niente scambi ma buone riforme: sulla giustizia e sul Senato”.

“Serve un sistema che funzioni, che non penalizzi gli innocenti e che non consenta che le intercettazioni vadano a finire sui giornali”, spiega. Ma che la partita possa essere riaperta e che addirittura possa essere merce di scambio per far passare la riforma del Senato è un’opportunità decisamente smentita dal responsabile giustizia del Pd, Davide Ermini.
“Per il ruolo che ho – chiarisce – posso assicurare che non ci sono sentori di trattative sulla giustizia di nessun genere”, neppure in prospettiva: “Non c’è materia per alcuna trattativa e tanto meno di una trattativa che sia legata alle riforme” ribadisce. Se mai dovesse aprirsi questa strada, non cambia il piano A degli azzurri: il pressing per ottenere una revisione della legge elettorale con l’obiettivo di introdurre il premio alla coalizione. E ovviamente, il Senato elettivo.

“La maggioranza non può ignorare che su questo punto ci sono notevoli convergenze. La pausa ferragostana sia occasione di riflessione” esorta Maurizio Gasparri che avverte: “Il Senato, o va abolito del tutto, o, se deve rimane

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