La tragedia di Carletto: autopsia di tre ore al S. Maria Nuova. Trovate nei tessuti lacerazioni provocate dal brillantante

Il piccolo Carlo Russo

Il piccolo Carlo Russo

31/8/2015 – E’ durata tre ore l’autopsia al Santa Maria Nuova sulla salma di Carlo Russo, il bimbo di due anni di Reggio Emilia morto due giorni dopo essere stato ricoverato in ospedale per aver  ingerito del liquido brillantante per lavastoviglie nel bar dei genitori a San Martino in Rio.
Sarebbero state trovate sui tessuti tracce compatibili, secondo indiscrezioni non confermate ufficialmente, con l’ingestione del brillantante. L’esame è stato eseguito dal medico legale Samuele Manzoni. La Procura, che ha ordinato l’esame autoptico,  ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo.
“Al momento non è stato possibile identificare le cause dell’arresto cardiocircolatorio del bambino”, ha detto l’avvocato Alessandro Carrara, legale della famiglia del piccolo Carlo Russo. In sostanza secondo il legale non ci sarebbe certezza che le lacerazioni riscontrate siano state la causa del decesso e occorrerà fare ancora degli approfondimenti. “La preoccupazione principale dei genitori in questo momento è di dare sepoltura al loro figlio”, ha aggiunto l’avvocato.

Il Procura indaga anche su due fatti inquietanti avvenuti prima del tragico incidente, e denunciati dai genitori del piccolo Carlo: un presunto tentativo di rapimento, avvenuto nel pomeriggio del 29 luglio a Reggio, e una lettera anonima ricevuta pochi giorni dopo dalla famiglia con un articolo di giornale sulla strage di Erba.

Carletto Russo con il papà

Carletto Russo con il papà

 

 

 

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