Gli allevamenti rischiano il tracollo, ma chi se ne preoccupa? Odg Pagliani in Provincia

24/8/2015 – Italia e Francia sono colpite duramente dalla crisi della zootecnia, al punto che il tema sarà al centro di un Consiglio straordinario europeo convocato per il 7 settembre. Reggio Emilia, con la sua produzione di bovini e soprattutto di suini per la filiera del prosciutto di Parma, è tra i punti critici di uno tsunami che mette in discussione la stessa sopravvivenza di numerosi allevamenti: le quotazioni alla stalla dei bovini da carne continuano a diminuire, con perdite di centinaia di euro a capo, a causa di una massa di importazioni incontrollate e della minor competitività dell’industria zootecnica nazionale. A ciò gli allevatori aggiungono il prevedibile impatto sulla produzione suina delle nuove Linee guida del Mipaaf sulle emissioni in atmosfera provocate dalle attività agricole e zootecniche.

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani

Il tema non sembra interessare solo chi è coinvolto direttamentre, tanto meno i governi locali e il sistema delle Camere di commercio: eppure è a rischio una parte cospicua dell’economia emiliana. Da qui la richiesta di Giuseppe Pagliani, capogruppo di Terre Reggiane in Provincia, di un intervento di palazzo Allende nei confronti del governo centrale. Pagliani ha presentato un ordine del giorno perchè  il consiglio provinciale discuta della nuova emergenza per presentarsi compatto su un tema – rimarca il consigliere – “che riguarda tutti e ha bisogno dell’intervento di tutti, al di là dei ruoli di maggioranza e opposizione”.

Fra gli interventi indicati la sburocratizzazione delle procedure per abbassare i costi, la razionalizzazione e la fusione degli allevamenti, il finanziamento del Piano nazionale di settore, sostegni all’export e alle campagne di promozione dei consumi. Vedremo se la Provincia serve ancora a qualcosa.

L’ORDINE DEL GIORNO DI GIUSEPPE PAGLIANI

Alla cortese att.ne del Presidente della Provincia

Premesso che:

la crisi profonda che colpisce la zootecnia, in particolare in Italia e in Francia, sarà esaminata a Bruxelles il prossimo 07 settembre in occasione del Consiglio straordinario appositamente convocato;

oltremodo grave appare la crisi che in Italia colpisce la zootecnia da carne, in particolare bovini e suini. Secondo le ultime rilevazioni dell’osservatorio Ismea sui prezzi delle materie prime alimentari, le quotazioni alla stalla dei bovini da carne continuano a diminuire. Per ogni capo venduto, infatti, gli allevatori rischiano di perdere da 20 a 30 centesimi al chilogrammo, il che – per un vitellone di 700 chilogrammi – significa una perdita di almeno duecento euro;

il colpo di grazia agli allevamenti zootecnici, in particolare a quelli suinicoli (che in Emilia Romagna sono crollati da 1.830 a 1.442 unità nel giro di otto anni), può essere dato dalle “Linee guida per la riduzione delle emissioni in atmosfera provenienti dalle attività agricole e zootecniche”, recentemente definite dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali;

risulta per contro necessaria l’adozione di urgenti misure, quali: la razionalizzazione del sistema di allevamenti e degli impianti di macellazione, l’attuazione e il finanziamento dei Piani nazionali di settore, l’abbassamento dei costi aziendali attraverso la sburocratizzazione delle procedure e degli obblighi amministrativi, l’aggregazione della produzione,  l’individuazione di maggiori sostegni all’export e la promozione di specifiche campagne di promozione dei consumi;

se l’adozione di dette misure rientra prevalentemente nel campo d’azione delle autorità di governo centrale, anche a livello regionale sono possibili alcuni interventi utili per dare respiro al settore. E’ il caso dell’iniziativa prospettata dagli allevatori di Mantova che hanno presentato un progetto in relazione al quale, grazie alla selezione genetica, sarà possibile utilizzare seme sessuato sulle manze, sui capi migliori e sulle vacche da latte a fine carriera per ottenere un vitello da carne che avrà un valore superiore rispetto al vitello maschio non incrociato per la produzione di carne e potrà essere valorizzato nel corso della filiera. In tal modo si potranno ridurre le importazioni di vitelli dall’estero, garantendo una filiera tutta Made in Italy;

SI IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA ED IL CONSIGLIO:

a volere richiedere ai rappresentanti sia del governo nazionale sia di quello regionale, di volere assumere ogni utile iniziativa volta a contrastare la crisi della zootecnia che, anche nella nostra provincia ed in Emilia-Romagna, sta mettendo in ginocchio i nostri allevatori. GIUSEPPE PAGLIANI Capogruppo Terre Reggiane – Forza Italia

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