Crac cooperativi: Open.Co (ex Cormo) ammessa al concordato. Commissario giudiziale Silvio Facco

25/8/2015 – Accelera la crisi ex-Cormo: con decreto del 21 agosto la sezione fallimentare del Tribunale di Reggio Emilia ha ammesso la cooperativa Open.Co di San Martino in Rio al concordato in bianco (o con riserva), chiesto dall’azienda con ricorso del 22 luglio scorso.  La Open.Co era nata non più tardi di un anno fa dalla fusione  fra Cormo – storica cooperativa di serramenti di San Martino in Rio – con Coop Legno di Castelvetro di Modena. Come è noto, in pochi mesi la crisi ha travolto quanto resta del settore serramentistico Legacoop dell’Emilia: il concordato è solo il primo passo di una ristrutturazione, con riduzioni di personale e di unità produttive che coinvolgerà la stessa Open.Co e la Lavoranti in Legno Ferrara. In tutto oltre 500 dipendenti, di cui la metà nella sede di San Martino.

Il giudice delegato del concordato, Virgilio Notari, ha nominato commissario giudiziale di Open.Co il commercialista Silvio Facco, con studio in via Vallisneri 4 a Reggio Emilia. La cooperativa ha ora sessanta giorni di tempo per presentare il piano industriale, i relativi documenti e la proposta concordataria da sottoporre all’assemblea dei creditori. Nel frattempo, i debiti restano congelati: a pagare il prezzo più alto in questo momento sono i fornitori e gli artigiani che vantano crediti non esigibili, e  a loro volta sono esposti pericolosamente nei confronti degli istituti di credito.

Entro oggi, 25 agosto, la Regione avrebbe dovuto convocare il tavolo di crisi con Legacoop, Open.Co, Lavoranti in legno e sindacati, tavolo aperto a fine luglio e nel quale è stata firmata una prima intesa che impegna le aziende a riaprire tutti i siti produttivi al rientro dalle ferie. Nel frattempo Open.Co ha chiuso lo stabilimento di  Bjelovar in Croazia, licenziando tutti i trenta dipendenti.

Ad oggi comunque non risulta ancora la convocazione del tavolo da parte della Regione: le aziende avrebbero dovuto presentare il piano industriale che, evidentemente, è ancora in alto mare. Sul tappeto resiste un’ipotesi di ulteriore fusione tra Open.Co e Lavoranti in Legno (che è già in concordato) ma a San Martino le resistenze sono notevoli. Il documento firmato il 31 luglio impegna le aziende a non chiudere nessuna delle sedi produttive, ma ciò non esclude tagli anche consistenti.

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Una risposta a 1

  1. vecchio Compagno Rispondi

    28/08/2015 alle 01:29

    Consiglio a tutti la visione di questo breve video: https://www.youtube.com/watch?v=2kgOjn6OHTE

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