Confcoop difende la Dimora d’Abramo e attacca la Cisl: “Speculazione mediatica”. Risposta: “Chiediamo chiarezza”

27/8/2015 – Confcooperative Reggio Emilia torna a difendere a spada tratta la cooperativa sociale Dimora d’Abramo . La centrale guidata da Giuseppe Alai parla di una forma di “accanimento inspiegabile” di fronte alla presa di posizione della Cisl, che chiede lumi sui dati di bilancio della Dimora d’Abramo. In serata ha replicato la Cisl: “Nessuna speculazione, vogliamo solo chiarezza”. La risposta ad Alai non èsolo della Funzione Pubblica, ma arriva dai vertici conferderali reggiani, a conferma che la presa di posizione è condivisa da tutto il sindacato.

“Come la cooperativa ha già spiegato – sostiene Confcooperative –  l’utile deriva dalle diverse attività della Dimora d’Abramo e non è da ascrivere esclusivamente al servizio ai profughi, e in ogni caso non ci troviamo di fronte ad un’impresa che riceve contributi pubblici a fondo perduto (e sono migliaia quelle che ne beneficiano senza che la Cisl si chieda come li usano), ma a procedure trasparenti di affidamento di un servizio rispetto al quale esiste un corrispettivo che non è neppure oggetto di negoziazione tra le parti”.

“Quanto al corrispettivo che resta alla Dimora d’Abramo per i servizi resi in via diretta ai profughi – prosegue Confcooperative – i titolati ad entrare opportunamente nel merito sono i soci della cooperativa e i partner che, insieme, gestiscono l’accoglienza e l’assistenza ai profughi, così come alle autorità di vigilanza spetta verificare se le procedure di affidamento sono regolari, cosa sulla quale non abbiamo dubbi”.

“Che c’entra, in tutto questo, la Cisl”, si chiede Confcooperative, “se non per una speculazione mediatica?”

“Rammarica il fatto – conclude Confcooperative – che una vicenda così delicata, e per lo più politica, si sia trasformata in un processo ad una cooperativa, con valutazioni che partono da parametri che nulla hanno in comune e con opinioni e richieste in libertà assolutamente irrispettose  del suo ruolo”.

CISL REPLICA A CONFCOOP: “VOGLIAMO SOLO CHIAREZZA”

 “Speculazione mediatica? Accanimento inspiegabile? Vogliamo solo chiarezza, esercitando la nostra funzione di rappresentanza di soci-lavoratori e lavoratori.

La Funzione Pubblica della Cisl, per voce del responsabile della cooperazione sociale all’interno della categoria, è intervenuta su temi di natura totalmente sindacale: la distribuzione della ricchezza che viene prodotta dal lavoro delle persone, sia che esse siano soci o dipendenti, e, perché no, a coloro che sono oggetto del core business dell’attività (i profughi), attraverso i servizi che vengono loro offerti.

Non c’è alcun bisogno che spieghino al sindacato le regole della cooperazione: distribuzione degli utili ai soci, reinvestimento degli stessi, ecc,.. Se lo si vuole davvero, si trova il modo di ridistribuire la ricchezza secondo quei principi di solidarietà e mutualità fondanti la cooperazione: ridistribuzione degli utili ai soci, premi di produttività  ai lavoratori che non sono soci, migliori servizi agli stranieri. Oppure, perché no, migliorando le condizioni di lavoro anche attraverso l’assunzione di altro personale.

Il Sindacato, la Cisl, in tutto questo c’entra eccome: le domande poste sono, in questo senso, piuttosto chiare, e non hanno niente a che vedere con la partecipazione dei profughi alla festa del Pd.

Nessun processo. Solo voglia di chiarezza. Si stanno ancora aspettando le risposte. E a quanto pare non sono domande che ha posto solo il sindacato”.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.