Business profughi, Cisl attacca la Dimora d’Abramo sui soldi: 33 mila euro al mese solo per “pratiche amministrative”

di Pierluigi Ghiggini

26/8/2015 – Un partito in imbarazzo, che cerca a tentoni una via d’uscita dal pasticcio in cui si è cacciat0. E’ l’immagine offerta oggi pomeriggio dal segretario provinciale del Pd Andrea Costa, che ha convocato una conferenza stampa nella “Piazzetta delle Idee” di FestaReggio per rispondere “alle insinuazione della Lega Nord” sull’affaire dei trenta profughi mandati a lavorare gratis alla festa del Campovolo dalla Dimora d’Abramo, che li gestisce con i soldi pubblici.

L’operazione ha suscitato un putiferio nazionale in cui la Lega Nord  balla da giorni sulla pancia del Pd: putiferio che continua, anche se dopo l’intervento della Prefettura di Reggio Emilia (a quanto pare tenuta all’oscuro di tutto) i “richiedenti asilo” da ieri non lavorano più gratis per il partito. La Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta e, dopo la denunce della Lega Nord, altri esposti sono partiti oggi, firmati dall’on. Maria Edera Spadoni dei 5 Stelle, all’indirizzo dell’Autorità anti corruzione e della Corte dei Conti.

A tutto questo si sono aggiunti oggi il sarcastico invito, rivolto al Pd reggiano dal segretario della Lega Nord Gian Luca Vinci, a presentare doverose scuse quale “gesto di umiltà”,  ma soprattutto una pungente dichiarazione partita dai piani alti della Cisl con domande a dir poco imbarazzanti all’indirizzo della Dimora d’Abramo (cooperativa sociale già guidata da Mimmo Spadoni, uomo del cerchio magico del ministro Delrio). Secondo Cristian Villani, responsabile della Funzione Pubblica Cisl di Reggio Emilia, la Dimora trattiene ben 33 mila euro al mese solo per le “pratiche amministrative” di 200 richiedenti asilo. Il sindacalista chiede, senza troppi giri di parole,  cosa ne fa la cooperativa di tutti quei soldi in considerazione del fatto che “altre cooperative riescono con 28,5 euro (al giorno per persona, ndr.) ad assolvere a tutti gli impegni previsti per queste persone in difficoltà”.

IL PD SI SENTE ACCERCHIATO

Inutile dire che i democrat arzàn, portati per bocca in tutta Italia, si sentono accerchiati e che si chiedano smarriti come mai una buona azione come quella di far lavare i piatti a un po’ di profughi in fuga da guerre e fame (ma saranno proprio tutti senza macchia?)  possa trasformarsi in una gogna politica e mediatica. Ma, come tutti sanno, le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni: del resto glielo hanno ricordato sacerdoti come don Daniele Simonazzi e don Eugenio Morlini votando contro il bilancio della Dimora d’Abramo – e addirittura don Giuseppe Dossetti che, riferisce Prima Pagina Reggio, ha scritto una lettera alla cooperativa chiedendo di revocare l’operazione profughi al fine di scongiurare guai più grossi.

IL MONOLOGO DI COSTA: “NON ABBIAMO COMMESSO ALCUN REATO”

 Torniamo al segretario Andrea Costa: la sua conferenza stampa in realtà  si è risolta in un monologo pochi minuti, e senza la possibilità per i giornalisti di rivolgere domande e ottenere risposte, cosa che ha suscitato notevole disappunto e che comunque denota una elevata concezione di sè da parte di chi ha convocato i media: della serie io sono io, e voi non siete un c…

Di conseguenza la cosiddetta conferenza stampa non meriterebbe una sola riga, se non fosse che Costa si è presentato con sotto braccio  le firme della petizione anti-Salvini, lanciata ieri alla Festa,  per assicurare

a) che al Pd “non può essere ascritto alcun reato”, segno evidente di preoccupazione per l’inchiesta della Procura,

b) che la Festa ha la copertura assicurativa in tutti i suoi spazi,

c) che  Festareggio “aspetta con ansia” il ritorno dei profughi volontari. L’altolà della Prefettura evidentemente non sembra avere un grande significato.

Il segretario ha voluto far sapere che non è un problema di manodopera: “Noi i volontari li abbiamo già”. “Questo progetto era messaggio politico, una possibilità data a questi ragazzi di vivere la comunità – ha detto Costa – e dispiace che per solleticare la pancia degli elettori si sia speculato sulla loro pelle, asfaltandoli”.

“SALVINI VADA A GUADAGNARSI LO STIPENDIO A BRUXELLES”

Immancabile l’affondo contro Matteo Salvini: “Vada piuttosto a guadagnarsi lo stipendio chegli paghiamo profumatamente a Bruxelles, visto che figura tra i parlamentari europei della Lega Nord più assenteisti”. Nulla di più, nemmeno tanto così sugli accordi con la Dimora d’Abramo che, secondo voci insistenti, erano solo verbali. Se così fosse, i guai sarebbero ancora più grossi. viene da chiedersi ora se altri profughi siano al lavoro, gratis, in qualche altra struttura “amica”

UN SOCCORSO TARDIVO

Intanto, arriva da Bologna un soccorso ahimè tardivo al Pd reggiano: la Regione realizzerà in settembre un “protocollo d’intesa” (prima o poi morire di protocollo d’intesa, di eccellenze e naturalmente di condivisioni) per l’impiego trasparente dei richiedenti asilo, che comunque per il loro status non potranno ricevere retribuzione, e potranno essere utilizzati solo in lavori socialmente utili. Il classico caso in cui si chiude la porta della stalla quando i buoi sono già scappati.

“COSA NE FA DI TUTTI QUEI SOLDI LA DIMORA D’ABRAMO?”. DOMANDE CHE SCOTTANO FIRMATE CISL

di Cristian Villani*

Il dibattito apertosi in questi giorni su “La Dimora d’Abramo” ha fatto emergere aspetti che, se fossero confermati, determinerebbero elementi che ben poco hanno a che fare con il normale operato di una cooperativa sociale. Anche la risposta apparsa sui media di oggi da parte del Presidente Codeluppi lascia molte perplessità, in quanto ammette che una parte degli utili (quanto?) è stata ristornata ai soli soci lavoratori anche in presenza di autorevoli voci contrarie a tale operazione. Inoltre afferma che l’utile è risultato da diverse attività, ma non indica quali siano e in che misura concorrano a determinare tale utile.

Chiediamo dunque risposte. Risposte che la Dimora d’Abramo deve non solo e naturalmente ai propri soci in primis, ma anche ai propri lavoratori e, aggiungiamo, a tutta la città di Reggio.

  1. è vero che l’assemblea dei soci ha deciso rispetto l’utile (alquanto elevato) di ristornarne una parte solo ai soci lavoratori escludendo di fatto tutti gli altri lavoratori? Per quali motivi, in quel caso, a tutti gli altri lavoratori non è stata riconosciuta una quota di produttività cosa che la cooperativa avrebbe potuto benissimo fare?

  2. Per quali motivi non si utilizza una parte dell’utile per attività in favore delle persone accolte o per ulteriori assunzioni di educatori che favoriscano una maggiore integrazione delle persone accolte?

Ieri venivano riportati dei dati relativi all’accoglienza in provincia di Reggio di circa 200 profughi di cui il 70% ospitati direttamente dalla Dimora il restante 30% da altre cooperative. Per ognuno dei 200 profughi lo Stato riconosce 34 euro al giorno. Apprendiamo dai media che 5.5 euro sono trattenuti dalla Dimora D’Abramo per espletare delle pratiche burocratiche. Anche quelle di profughi affidati ad altre cooperative (circa 60 profughi pari al 30%). Non pare realistico che tale quota (circa 33 mila euro al mese – risultanti da 5.5 euro moltiplicati per 200 profughi e per 30 giorni -) serva in permanenza per assicurare tutte le pratiche burocratiche a carico della Dimora.

  1. La quota dei 5,5 euro lasciata alla Dimora dalle altre cooperative (sono circa 10.000 euro al mese solo nel 2014) per cosa è stata utilizzata?

  2. Se ci sono cooperative che, forse con difficoltà, riescono con 28,5 euro ad assolvere a tutti gli impegni previsti per queste persone in difficoltà, come impiega la Dimora i circa 23 mila euro mensili (che si vanno ad aggiungere ai 10.000 delle altre cooperative) che si formano con 5,5 euro per i circa 140 rifugiati seguiti dalla Dimora d’Abramo?

  3. Non è possibile lasciare la quota o parte di essa alle cooperative che effettivamente si fanno carico dell’accoglienza per poterla migliorare e per avere magari qualche risorsa in più anche per i propri lavoratori coinvolti nel progetto?

*CISL FP Emilia Centrale Responsabile Terzo Settore Territorio di Reggio Emilia

LA LEGA NORD: IL PD FACCIA UN ATTO DI UMILTA’ E CHIEDA SCUSA

Di Gian Luca Vinci *

Dopo una settimana di richieste di fare chiarezza da parte della Lega Nord, prima al Segretario Provinciale del PD Andrea Costa, poi anche alle Cooperative sociali affidatarie dei “profughi” ed infine al Prefetto di Reggio, sembra si sia arrivati finalmente ad avere certezza almeno su alcuni punti.

La Lega Nord, che a fronte delle proprie richieste si era sentita più volte rispondere dai maggiori esponenti del PD reggiano, ed in particolare dal Segretario PD Andrea Costa e dall’Assessore ai servizi sociali Matteo Sassi, che tutto era in regola, che era una polemica becera e che si trattava di “razzismo”, finalmente ha potuto dimostrare come le proprie accuse fossero fondate.

I 30 “profughi” non lavorano più a FestaReggio, questo non per il potere che la Lega Nord ha sulla Festa Provinciale dell’Unità ma perché da quanto emerso dagli organi di stampa la Prefettura ha dichiarato di essere stata tenuta allo scuro di questo impiego ed essendo la Festa Provinciale del PD una festa privata con scopo di lucro per il finanziamento di partito, questo  impiego non è permesso dalla legge vigente.

A fronte di questo chiaro “errore” dei vertici del PD e quindi dell’inesattezza di quanto dichiarato nei confronti della Lega Nord che ha avuto al contrario pienamente ragione, il PD invece di scusarsi, promuove tra i propri volontari una immediata raccolta firme contro la Lega Nord facendo credere loro che la Lega Nord ha avuto il potere di far sospendere l’utilizzo dei “profughi”

Chiaramente la Lega Nord non ha poteri di governo in questa città e men che meno ha poteri di agire su una festa privata del PD, ma questo è un atteggiamento irrispettoso e degradante anche per i  propri stessi volontari che hanno firmato, letteralmente presi in giro, se il PD vuole raccogliere delle firme per far tornare i “profughi” dica la verità ai propri volontari, gli dica di raccogliere le firme contro il Prefetto di Reggio che ha disposto l’immediata sospensione del servizio perché non permesso dalla legge italiana o direttamente contro il Governo Renzi, siamo sicuri che ne riuscirebbe a raccogliere tante anche alla loro festa.

In tutto questo, il Segretario Provinciale del PD Andrea Costa, è il vero autore di questa Caporetto del PD reggiano, il quale da prima ha concordato con la cooperativa sociale Dimora d’Abramo il “volontariato” di questi 30 “profughi” poi una volta che la Lega Nord ha sollevato il problema dell’inutilizzabilità degli stessi per attività private di partito, ha perseverato nello sbaglio insistendo e contrattaccando che lo Stato ne avrebbe avuto un risparmio in quanto avrebbe risparmiato il “vitto” di quei soggetti per i 24 giorni di FestaReggio, Andrea Costa oggi è il vero sconfitto di questa vicenda.

Dopo 5 giorni di silenzio, in cui lo abbiamo sollecitato e messo alle strette per dare delle risposte sugli accordi con la Prefettura in merito agli importi ed alle modalità di decurtazione del denaro per il “vitto” dei “profughi”, solo ieri sera, quando ormai era pubblica la richiesta della Prefettura di sospendere il servizio, si è fatto vivo ed ha dichiarato con rinata sicurezza: “lo Stato avrebbe risparmiato 6.000 euro”, lasciando intendere che per colpa della Lega Nord non li risparmierà.

La Lega Nord, a questo punto, dopo che tutto è nato proprio da quella dichiarazione di Andrea Costa rilasciata giovedì scorso, circa un risparmio per lo Stato, mai da lui dimostrato e che lo stesso si è fatto nuovamente vivo sulla stampa solo quando ormai sembrava che questo denaro non fosse più dovuto, indicando la quantificazione in circa 6.000 euro, fa presente al Segretario Provinciale del PD che i ragazzi hanno reso servizio a FestaReggio per 4 sere, da giovedì a domenica, e che quindi dai suoi calcoli 1.000 euro andranno comunque decurtati o restituiti allo Stato, la cifra di 6.000 euro, ammesso che Andrea Costa l’abbia ricavata da qualche riferimento documentale, andrebbe quindi comunque decurtata di quell’importo.

La Lega Nord attende quindi di poter verificare l’avvenuta decurtazione o la restituzione di tale cifra che altrimenti rimarrebbe a vantaggio solo della Cooperativa sociale Dimora d’Abramo, nel caso non sia il PD o la Cooperativa a fornircene la prova, saremo noi a richiedere alla Prefettura, anche attraverso una interrogazione parlamentare sul punto, una prova tangibile di questo risparmio.

Se invece il Segretario Provinciale del PD Andrea Costa volesse ammettere il proprio errore nell’utilizzo dei “profughi” alla propria festa di partito e scusarsi per quanto da prima dichiarato circa un risparmio per le casse dello Stato e poi ai propri volontari circa una responsabilità “inesistente” della Lega Nord nella sospensione del servizio, pensiamo che tutta la cittadinanza reggiana, noi compresi, potremmo apprezzare questo gesto di umiltà”.

 *Cons. Com. Reggio Emilia, Segretario Provinciale Lega Nord

CONTROREPLICA PD: IL CINISMO DELLA LEGA NON HA PIU’ LIMITI

di Paolo Beni*

“Il polverone sollevato dalla Lega e dai giornali della destra sulla presenza di trenta profughi africani fra i volontari della festa del Pd a Reggio Emilia è l’ennesima dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, dell’insopportabile cinismo con cui questi signori speculano sulla pelle dei migranti.

Come hanno chiaramente spiegato i responsabili della festa e della cooperativa che li accoglie, il coinvolgimento di quei ragazzi in un’attività sociale partecipata da centinaia di volontari rappresenta una preziosa esperienza di socialità e un’occasione di conoscenza reciproca e costruzione di relazioni positive nella comunità cittadina. Pratiche virtuose che anche altre città in varie zone del paese stanno sperimentando col coinvolgimento dei profughi in attività di volontariato.

Purtroppo ora, per evitare polemiche inutili e controproducenti per lo stesso progetto di accoglienza, i giovani nigeriani smetteranno di prestare servizio alla festa. Polemiche che ovviamente lasceranno il tempo che trovano, perché le accuse palesemente infondate si commentano da sole e le iniziative legali preannunciate dall’on. Fedriga finiranno nel ridicolo. Ma intanto si è ottenuto ciò che si voleva: fare disinformazione, gettare sospetti sul Pd, ostacolare il progetto di accoglienza, fomentare ostilità verso i migranti.

Proprio alla festa di Reggio Emilia nei prossimi giorni discuteremo di accoglienza e integrazione col contributo dei diversi attori sociali e istituzionali che insieme possono concorrere a una buona gestione del fenomeno dell’immigrazione nel nostro paese, ispirata al rispetto dei diritti umani e dei principi della solidarietà e della convivenza. Ma evidentemente la Lega non è molto interessata alle buone soluzioni, preferisce alimentare le tensioni e provare a lucrare qualche voto predicando l’odio sociale e aizzando i peggiori istinti xenofobi”.

*parlamentare Pd, componente della commissione d’inchiesta sul sistema di accoglienza dei migranti

LA REGIONE SI SVEGLIA: LINEE GUIDA PER IL VOLONTARIATO DEI RIFUGIATI

” La Giunta regionale ha definito un protocollo d’intesa sulle attività di volontariato che i richiedenti asilo possono svolgere nelle comunità dell’Emilia-Romagna. Il documento, che verrà sottoscritto e presentato ufficialmente ai primi di settembre, è stato preparato insieme ai Comuni, ai Prefetti e alle forze sociali più rappresentative, sindacati e Terzo settore.

Le linee guida della Regione si basano su alcuni punti molto chiari: primo, l’attività di volontariato è legata a obiettivi di pubblica utilità (pulizia strade e sentieri, cura di parchi e giardini pubblici, etc.) a favore dell’intera comunità dei diversi territori; secondo, non è prevista nessuna forma di lavoro retribuito che non sia legalmente realizzabile in assenza dei permessi di soggiorno; terzo, reciprocità e scambio di esperienze  per promuovere un’integrazione efficace e quanto più possibile priva di tensioni.

“Abbiamo giocato di anticipo e ora i Comuni sono pronti a partire in una logica di reciprocità e di positiva convivenza civile – commenta l’assessore al Welfare e vicepresidente della Regione, Elisabetta Gualmini -. Avevamo ben chiaro che nel periodo in cui i migranti aspettano la conclusione dell’iter di rilascio dei permessi è opportuno e persino consigliabile predisporre iniziative di integrazione sociale e di effettivo inserimento nelle comunità di cittadini emiliano-romagnoli, che si trovano a convivere da un giorno all’altro con le persone che sbarcano sulle nostre coste”. “Abbiamo detto più volte che noi non rinunciamo ad accogliere e che non sbattiamo le porte in faccia a chi rischia di morire nei nostri mari – continua l’assessore Gualmini -. Sia chiaro che la vita umana ha lo stesso valore indipendentemente da dove si nasce. Questo non vuol dire accogliere tutti ma mettere in piedi con senso di responsabilità e spirito pragmatico un sistema di accoglienza serio, quanto più possibile privo di ricadute insostenibili per sindaci e cittadini”.

(comunicato Giunta Regionale Emilia Romagna)

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