Anche i dossettiani piangono. Dopo lo schiaffo di Galantino ai politici, il ministro Delrio attacca il qualunquismo ecclesiastico

di Pierluigi Ghiggini

20/8/2015 – In una intervista a Repubblica, il ministro alle Infrastrutture del governo Renzi, l’ex sindaco di Reggio Gtaziano Delrio, non si è trattenuto e ha attaccato frontalmente monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei,  che ha stracciato i politici italiani definendoli sprezzantemente un “harem di cooptati e di furbi”. Delrio ha rispolverato la categoria prodiana dei “cattolici adulti” per difendere , pur con grande cautela, la laicità dello Stato e per ammonire il prelato a non alimentare il qualunquismo. E si è comunque  schierato con il cardinal Bagnasco, che ha preso le distanze dalla affermazioni di Galantino su immigrazione e politici, il quale definito Salvini e C. (ma senza citarli) piazzisti da quattro soldi. Nel frangente Galantino si è guardato bene dal chiedere scusa, facendo finta di non accorgersi di aver insultato una buona parte degli italiani, certamente la maggioranza, che piazzisti non sono e non hanno
neppure un harem, e tuttavia si interrogano legittimamente sulla gestione di un’emergenza umanitaria (lasciata quasi interamente sulle spalle di Italia, Grecia e Ungheria) che ha assunto dimensioni epocali e incontrollate. Galantino dovrebbe porsi il problema reale che ogni migrante portato a terra nel
canale di Sicilia è certamente una vita salvata (e questo prevale su tutto) ma sempre al prezzo di alcune migliaia di euro a testa pagati alle mafie che organizzano e gestiscono il traffico di esseri umani nel Mediterraneo, e pure con una crudeltà e un cinismo degni dell’Isis. Possibile che il buon senso sia così rarefatto in certi ambienti ecclesiastici? 
Certamente la Chiesa italiana si trova in una delicata posizione di conflitto d’interessi, considerato che l’accoglienza dei migranti è affidata in  gran parte a organizzazioni cattoliche.  Quindi po’ di rispetto per lo Stato che mette i soldi, sottraendoli giocoforza ai bisognosi italiani (nella logica umanitaria dell’aggiungi un posto a tavola) sarebbe il minimo da chiedere al clero italiano, porporato e no. 

Ma torniamo al ministro Delrio, di cui sono note la visione globalista e la devozione a Dossetti. “Non posso apprezzare un giudizio generalizzato, che non sa distinguere. Io sono un
cattolico adulto, ma il rischio è che così si ingeneri nei cittadini un senso di sfiducia o un senso di rimpianto per il passato. Alimentare la nostalgia non fa bene, diventa uno stile qualunquista”: queste le parole consegnate a Repubblica. Un abisso rispetto al Delrio sindaco del “tutte balle” e dell’accoglienza generalizzata, costi quel che costi, che ha assecondato e anzi sospinto la trasformazione fulminea di Reggio Emilia in una città interetnica, i  cui il 20% dei residenti regolari arriva da Paesi extracomunitari (più la
Romania). 

Da un lato Delrio conferma di apprezzare la radicalità della Chiesa sull’immigrazione, dall’alto – toccato nel vivo – respinge con fermezza la definizione della politica come “harem di cooptati e di furbi”.
“Attenti alle analisi sulla politica animate dalla nostalgia dei tempi andati. La politica è fatta di ricambi. E questo è stato il tempo del ricambio e del cambiamento – ammonisce il ministro reggiano –  Tanto per restare a De Gasperi (Monsignor
Galantino ha rinunciato alla sua lectio in programma al convegno di Trento, ndr.) era uno statista ma nella Dc fu messo presto in minoranza. Fanfani era diverso, ma non fu meno utile all’Italia. Un collaboratore di Fanfani che è venuto a trovarmi in questi giorni, mi raccontava delle tante lotte, anche alla corruzione. C’è una tendenza a rimpiangere quello che c’era in termini di solidità, qualità. Gli ex Pci hanno rimpianto Enrico Berlinguer, gli ex Dc Alcide De Gasperi. Però la politica richiede l’intelligenza del tempo presente “.

E’ vero che in poltica tutto ” viene ridotto a pettegolezzo, trama di potere. Però è un giudizio ingeneroso – aggiunge Delrio – che diventa un atteggiamento a volte qualunquista, un valutazione approssimativa”.
E conclude: “Se da un lato c’è la Chiesa del parlar chiaro e diretto che, ripeto, apprezzo molto; dall’altro non mi aspetto un giudizio generalizzato che non sa distinguere, alimenta le nostalgie, ingenera qualunquismo”.

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3 risposte a Anche i dossettiani piangono. Dopo lo schiaffo di Galantino ai politici, il ministro Delrio attacca il qualunquismo ecclesiastico

  1. Qualunquismo di delirio Rispondi

    20/08/2015 alle 11:15

    Effettivamente ci sono qualunquismi e qualunquismi.
    :::

  2. del rio cazzo vuoi....... Rispondi

    20/08/2015 alle 11:19

    tu che non sei niente non hai fatto niente sei solo chiacchiere e distintivo tu che se non leccavi castagnone eri ancora li’ a guardare i vetrini al policlinico di modena e a stressare tua moglie con la filiazione cattolica del cavolo……taci che e’ meglio

  3. mario Rispondi

    20/08/2015 alle 12:56

    A parte le polemiche , gli attuali ministri sono o no stati cooptati ? Lo stesso Del Rio a quale cerchia appartiene ? Uomini di Chiesa servono solo quando appoggiano la classe politica o si adeguano alle stessa per ottenere benefici?

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