Unieco, buco di 87 milioni e patrimonio a fondo. Casoli medita il ritiro, sul piano industriale decidono le banche

23/7/2015 – Unieco ha chiuso il 2014 col peggior bilancio della sua storia: la perdita è di 87 milioni di euro, contro il risultato negativo di 58 milioni del 2013 (che pure era stato l’anno del concordato). Il patrimonio della cooperativa è crollato a 56 milioni di euro rispetto ai 144 del 2013: si è quasi avverata la fosca profezia degli ispettori di Legacoop, che avevano previsto un azzeramento del patrimonio accumulato da generazioni di cooperatori.

E’ l’effetto della robusta ripulitura del bilancio operata – con un mese di ritardo sulle scadenze canoniche –  dopo il fallimento dell’integrazione-fusione con Coopsette, operazione bocciata dalla maggioranza dei soci, e che ha portato il presidente storico Mauro Casoli a un passo dalle dimissioni. E quasi certamente Casoli mollerà la presa a settembre, dopo 38 anni di carriera in Unieco, con la presentazione del piano industriale. Ieri, all’incontro con i media sui conti 2014, ha confermato di essere pronto al fatidico passo indietro per il bene della cooperativa: “Come ho già detto, io sono a disposizione sia come presidente, sia come semplice dipendente. Decideranno i soci”.

Il passivo di 87 milioni si spiega essenzialmente con la svalutazione di assett e partecipazion1, oltre che con una bonifica in profondità del patrimonio. Meglio tacere, a questo punto, sullo stato dei conti dei bilanci precedenti.

Anche se i risultati del 2014 sono da panico, e si prepara un taglio ulteriore alla forza lavoro (i dipendenti totali sono passati da 489 a 431, e resta in bilico ben 130 lavoratori “in esubero”)  Casoli vede ancora il bicchiere mezzo pieno: “Abbiamo mantenuto tutti gli impegni del piano di ristrutturazione del debito – Abbiamo sempre pagato i fornitori e le commesse sono ripartite. I nostri cantieri sono tutti operativi”. Insomma, Unieco si bacia i gomiti per essere ancora in vita, a differenza di Coopsette che senza la mega fusione ha dovuto gettare la spugna e chiedere un secondo concordato.

I vertici dio Unieco scommettono sul ritorno al pareggio nel 2016, alla luce sia dei tagli dei costi e del personale, sia della ripresa degli ordini: il portafoglio acquisito in questo scorcio di 2015 è di 136 milioni di euro, e Casoli prevede di arrivare a 300 milioni a fine anno. Condizione essenziale del resto per convincere le banche a dare ancora fiducia al gruppo cooperativo, e permettergli di dar corso al nuovo piano industriale. Un incontro con un pool di 13 istituti di credito è avvenuto nei giorni scorsi.

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