La ex-Cormo riaprirà dopo le ferie. Spiraglio in Regione sul crac Open.Co

31/7/2015 – La ex Cormo non chiude i battenti, almeno per ora. E’ questo il risultato provvisorio ottenuto oggi al tavolo di crisi convocato in Regione su richiesta dei sindacati, sul collasso del settore serramentistico cooperativo: Open.Co (cioè ex Cormo con tutto lo stabilimento di San Martino in Rio, e Coop Legno di Castelvetro di Modena) e Lavoranti in Legno di Ferrara.

Di fronte a Andrea Rossi, sottosegretario alla presidenza della Regione, le aziende e Legacoop regionale nella persona del presidente Giovanni Monti hanno firmato un primo accordo che impegna le Open.Co e Lavoranti in Legno a “riaprire gli stabilimenti dopo la pausa estiva“. Inoltre, al primo punto si dichiara che “le imprese cooperative coinvolte – coadiuvate da Legacoop Emilia Romagna – sono impegnate nell’elaborazione di un piano con l’obiettivo prioritario di garantire la continuità degli stabilimenti in essere”.

Mentre era in corso la riunione, nel piazzale di via Aldo Moro davanti all’ingresso della Regione manifestavano le lavoratrici e i lavoratori arrivati in pullman dal reggiano e dal modenese, nel corso di uno sciopero di otto ore che ha coinvolto dipendenti e soci dei tre siti produttivi.

Lavoratrici e lavoratori di Open.Con e Lavoranti in Legno manifestano sotto il palazzo della Giunta regionale dell'Emilia-Romagna

Lavoratrici e lavoratori di Open.Con e Lavoranti in Legno manifestano sotto il palazzo della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna

Questo accordo non è molto, anzi è poco, ma è comunque qualcosa: se non altro non si approfitterà delle ferie estive per buttare a mare stabilimenti, lavoratori e soci. Certamente le preoccupazioni per centinaia di famiglie, concentrate almeno per metà a San Martino in Rio, continuano, perchè a Open.Co incombe il concordato e non si sa ancora con quali tagli.

Il punto dolente è che anche oggi le aziende e Legacoop si sono presentate senza un piano, segno che si brancola nel buio: questo , almeno, è quello che si capisce dalle poche notizie trapelate, in sostanza la pagine scarna dell’accordo fatta circolare dalla Cgil. L’aspetto positivo, oltre all’impegno per la continuità degli stabilimenti di San Martino, Castelvetro e Ferrara,  è l’impegno della Regione “ad accompagnare la crisi delle aziende con gli strumenti dell’accordo regionale per la filiera delle costruzioni firmato il 2 aprile, compreso il piano di politiche attive per il lavoro”. Cosa significa, tradotto dal burocratese? Ci saranno di sicuro licenziamenti (quanti non si sa) e la Regione si impegna a un percorso di ricollocazione e/o formazione per tutti i licenziati. Il pacchetto comprende anche gli ammortizzatori sociali.

Crisi Open.Con: le bandiere della Fillea Cgil sotto la Regione

Crisi Open.Con: le bandiere della Fillea Cgil sotto la Regione

In un comunicato diffuso nel pomeriggio,  la Giunta regionale afferma che “l’impegno è quello di definire un piano operativo capace di sostenere la continuità della produzione, condizione necessaria per garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali”.
E aggiunge: “Nel verbale sottoscritto al termine dell’incontro, da Regione (rappresentata dal Sottosegretario alla Presidenza Andrea Rossi), da Legacoop Emilia-Romagna, dalle Aziende, dalla Fillea Cgil (col segretario regionale Luigi Giove), dalla Filca Cisl, dalle rappresentanze sindacali aziendali e dagli Enti locali, si è concordato di dedicare particolare impegno alla salvaguardia del portafoglio degli ordini delle aziende: su questo, è stato data assicurazione che gli stabilimenti riapriranno dopo la pausa estiva.
Per la definizione del piano volto a garantire la produzione negli stabilimenti, le parti hanno concordato di aprire un confronto.
Dal canto proprio, il Sottosegretario Rossi ha assunto l’impegno, per conto della Regione, di accompagnare la gestione della crisi utilizzando gli strumenti previsti dall’Accordo regionale del 2 aprile scorso che riguarda la filiera delle costruzioni (di cui il settore dei serramenti è parte importante), attraverso il concorso di interventi pubblici e privati per sostenere la rigenerazione urbana e il piano di risparmio energetico.
A ciò si accompagna, sempre da parte della Regione, un Piano di politiche attive del lavoro rivolto alla qualificazione dei lavoratori che operano nel settore”.
“Certo quello di oggi è stato un primo momento importante di confronto – ha commentato il Sottosegretario Rossi – e di condivisione rispetto ad una situazione complessiva difficile, rispetto alla quale la filiera dell’edilizia soffre particolarmente. In questo caso stiamo parlando di 540 posti di lavoro, la cui tutela rappresenta un impegno chiaro. Per quanto ci riguarda anche in considerazione del fatto che come Regione abbiamo fatto del lavoro una priorità assoluta, faremo quanto possibile per affrontare con il massimo impegno anche questa situazione complessa”.

La Regione riconvocherà il tavolo di crisi entro il 25 agosto: per quella data le aziende dovranno presentare un piano industriale. E per i lavoratori e le loro famiglie, sarà un Ferragosto sin troppo caldo, nel segno dell’incertezza.

In serata, Florinda Rinaldini della Cgil ha espresso un giudizio positivo sull’esito dell’incontro, peraltro “lungo e complicato”. “E’ stato stato condiviso un percorso che disegna la possibilità di uscita dalla crisi delle due aziende – ha dichiarato – Il verbale d’intenti prevede il mantenimento dei siti produttivi, la salvaguardia dei livelli occupazionali, la salvaguardia degli ordini e del fatturato e la garanzia della ripresa produttiva al termine delle previste pause estive.

Il piano che sarà predisposto da aziende e Legacoop Emilia romagna sarà oggetto di confronto nel tavolo di crisi istituito dalla regione Emilia Romagna – ha aggiunto – La Fillea Cgil, le Rsu, le lavoratrici ed i lavoratori mantengono lo stato di agitazione e continueranno a lottare perché gli impegni assunti oggi si concretizzino in un piano condiviso. La Fillea, a tutti i livelli, esprime grande apprezzamento per il ruolo oggi svolto da tutte le istituzioni presenti ed in particolar modo dei sindaci dei comuni coinvolti”.

 

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