Crac Open.Co, accuse a Sitta: “Ha lavorato per chiudere S. Martino in Rio”. Pagliani, odg in Provincia

21/7/2015 – L’assordante silenzio che circonda il crac della Open.Co – ex Cormo di San Martino in Rio, con l’ennesimo concordato nel settore produzione e lavoro di Legacoop (e previsioni drammatiche sulla sorte di 540 posti di lavoro tra San Martino, Castelvetro e Ferrara) è stato rotto prima dai sindaci di San Martino in Rio e di Castelvetro, e ora dai consiglieri provinciali Giuseppe Pagliani e Daniele Erbanni  di Terre Reggiane-Forza Italia. I lavoratori sono in agitazione con sedici ore di sciopero, di cui 4 già svolte e le altre programmate per i prossimi giorni.

Linea produttiva dello stabilimento ex Cormo di San Martino in Rio

Linea produttiva dello stabilimento ex Cormo di San Martino in Rio

Il presidente di Open.Co Daniele Sitta ha già annunciato sacrifici occupazionali pesanti, perchè l’azienda – nata appena un anno fa – dalla fusione di Cormo e coop Legno – non  regge più il peso dei debiti e della crisi di mercato. Ma su dimensioni e qualità della ristrutturazione, grava un grosso punto interrogativo: nulla è trapelato dal cda, che pure ha deciso di presentare ricorso al Tribunale fallimentare per il concordato. Questa incertezza autorizza le previsioni più fosche, compresa la chiusura dello storico polo produttivo serramentistico  di San Martino in Rio che si estende su una superficie di 110 mila metri quadrati, a fine 2013 aveva 340 dipendenti e una capacità produttiva di centomila finestre, centomila porte e 13 mila portoncini l’anno.

Nell’ordine del giorno, Pagliani e Erbanni chiedono al presidente della Provincia Manghi di attivarsi con Legacoop e con la Regione “al fine di scongiurare la chiusura e la perdita di numerosi posti di lavoro creando le condizioni affinché l’azienda possa proseguire le sue attività all’interno dell’attuale stabilimento sammartinese”. Chiedono inoltre percorsi formazione per ricollocare i lavoratori che perderanno il posto e l’interessamento dei parlamentari reggiani.

La sede Cormo di S. Martino in Rio

La sede Cormo di S. Martino in Rio

Gli uffici dell’assessorato attivitàproduttive della Giunta regionale sarebbero al lavoro per il tavolo di crisi chiesto dalla Fillea Cgil. Ma sinora nessuna convocazione è arrivata da Bologna. Nel frattempo la tensione trai lavoratori aumenta sempre più, e si moltiplicano le accuse verso la gestione Sitta, che viene accusato di lavorare da un anno per l’eliminazione del polo di San Martino in Rio. Significative le considerazioni inviate a Reggio Report da un ex dipendente:

“Perché, a partire dallo scorso settembre, dalla fusione delle due coop,  (Sitta)  non ha lavorato per concentrare tutta la produzione in un unico polo, mantenendo i posti di lavoro e tagliando cosi drasticamente i costi vivi?

2. perché ha cercato in tutti i modi di eliminare il polo di San Martino in Rio, quando quest’ultimo sarebbe stato l’unico in grado di ospitare tutta la produzione e tutti gli uffici e, al contrario, non ha mai pensato di eliminare il polo di Castelvetro?

Ex cormo: produzione di serramenti

Ex cormo: produzione di serramenti

3. perché ha chiesto al personale sacrifici insostenibili , oltre alla riduzione dello stipendio dei dipendenti di San Martino in Rio, ad esempio l’incremento delle ore di solidarietà, sapendo che un taglio su questa voce di costo avrebbe generato ritardi nella produzione e dei disservizi nei confronti dei clienti?.

Domande che, comunque la si veda, non possono restare senza risposta.

L’ORDINE DEL GIORNO IN PROVINCIA DI PAGLIANI E ERBANNI

“Considerato che:

è appesa a un filo la sorte di 540 posti di lavoro nel settore legno e serramenti di Legacoop, in gran parte concentrati alla ex cooperativa Cormo di San Martino in Rio e alla ex Coop Legno di Castelvetro

Dato che:

la situazione è precipitata con la richiesta di concordato in bianco firmata da Daniele Sitta, ex assessore del Pd modenese recuperato alla presidenza della Open.Co. , società nata nel 2014 dalla fusione tra Cormo e Coop legno. L’azienda e Legacoop regionale hanno annunciato sacrifici pesanti e una nuova operazione di fusione tra la Open.Co al collasso e un’altra malata grave, la Lavoranti in legno di Ferrara anch’essa in concordato.

Visto che:

in questo dramma, è emersa l’incapacità dei dirigenti di indicare in questi  giorni le linee di un piano industriale. Di conseguenza ogni disastro appare possibile e al momento non può essere escluso, compresi licenziamenti massicci e la chiusura della storica ex Cormo (per decenni guidata da Demos Salardi) di S. Martino in Rio. Il tutto nel silenzio tremebondo di Legacoop Reggio, che più passano i giorni più appare francamente incomprensibile: non un comunicato, non una dichiarazione del presidente Volta. L’unica certezza è che Sicrea Group, guidato da vicepresidente di Lega Reggio Luca Bosi, non interverrà nella crisi.

Tenuto conto che:

in questa situazione il clima tra i lavoratori, soci e non soci è esplosivo. Nello sfondo della crisi c’è anche il tema dei prestiti sociali, anch’essi congelati dal concordato. La rabbia é emersa nelle assemblee di giorni scorsi,  in cui la Cgil  è riuscita a tenere la base giurando lotta  dura sino a quando non saranno assicurate garanzie per ogni posto di lavoro.

Luigi Giove, segretario della Fillea Cgil Emilia-Romagna, paventa  una “catastrofe sociale”: é un timore  che serpeggia anche in Regione, tant’è vero che sarà convocato entro pochi giorni il tavolo regionale chiesto dai sindacati all’assessore Palma Costi.

 Considerato che

lo stabilimento sammartinese rappresenta un importante sede produttiva ed occupazionale per la provincia di Reggio Emilia

 Considerato inoltre che:

le difficoltà di coloro che verranno messi in mobilità nel trovare una diversa occupazione ed i disagi che alcuni lavoratori avranno nel ricollocarsi nel medesimo territorio

 Visto inoltre che:

oggi il Vice Presidente Cavazzoni di Open.co, afferma si possa creare una New.co, un nuovo soggetto, oppure una nuova cooperativa di servizi, in cui lavorerebbero addetti con mansioni che ora sono affidate all’esterno

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani

 Si impegna il Presidente della Provincia Manghi:

 

•          A intervenire presso il Gruppo Open. Co., Legacoop Reggio Emilia e presso la regione Emilia Romagna al fine di scongiurare la chiusura e la perdita di numerosi posti di lavoro creando le condizioni affinché l’azienda possa proseguire le sue attività all’interno dell’attuale stabilimento sammartinese

•          A creare un percorso formativo per il personale che perderà il posto di lavoro, in modo tale che vengano create competenze diversificate per riuscire a ricollocare i lavoratori che perdono il lavoro

•          A trasmettere il presente documento a tutti i parlamentari dell’Emilia Romagna in modo tale che vengano a conoscenza della grave situazione occupazionale che si sta creando nel territorio sammartinese”.

 GIUSEPPE PAGLIANI Capogruppo Terre Reggiane, DANIELE ERBANNI

L'ingresso della Cormo di S. Martino in Rio

L’ingresso della Cormo di S. Martino in Rio

 

 

 

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2 risposte a Crac Open.Co, accuse a Sitta: “Ha lavorato per chiudere S. Martino in Rio”. Pagliani, odg in Provincia

  1. Gian Luigi Rispondi

    28/07/2015 alle 22:42

    Gli errori dei gruppi dirigenziali non si recuperano con un colpo di bacchetta magica.
    Le aziende produttrici di serramenti in legno non hanno sfruttato il perido florido per diversificare.
    Nel mondo l’infisso in legno non sfonda, si può pensare solo ad un mercato di nicchia.
    Un consiglio?
    Affidare la direzione generale a persone che conoscono il mercato ed il prodotto serramento.

  2. claudio Rispondi

    02/10/2015 alle 23:18

    lavoro in un’altra coop che è già passata per il concordato ed il percorso è durissimo.
    Il mercato è al lumicino, poca richiesta, dubbi sugli incassi e bassa marginalità.

    Non c’è lo spazio per altri siti produttivi per cui si faranno solo delle chiacchiere e basta !!!

    Sulla pelle dei lavoratori ingenerando false speranze e basta !!!!

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