Crac Open.Co, a fine mese tavolo di crisi in Regione. La Cgil torna alla carica contro Legacoop: “Dica cosa intende fare”

23/7/2015 – L’atteso tavolo di crisi per Open.Co e Lavoranti in Legno sarà aperto la prossimasettimana:la Regione ha convocato le parti per venerdì 31 luglio. Lo ha reso noto il segretario regionale della Fillea Cgil Luigi Giove: il sindacalista richiama ancora una volta Legacoop alle proprie responsabilità, e conferma che il sindacato non accetterà mai la chiusura di “qualche stabilimento”.

La crisi del settore serramentistico Legacoop travolge, come è noto, la Open.Con nata appena un anno fa dalla fusione tra cooperativa Cormo di San Martino in Rio e Coop Legno di Castelvetro: si tratta di 410 lavoratori in tutto, in maggioranza soci e dipendenti ex Cormo. Open.Co ha deciso di chiedere il concoredato in bianco, col blocco dewi pagamenti e il congelamento dei debiti bancari. A ciò si aggiunge la crisi della Lavoranti in Legno, altri 104 lavoratori, cooperativa ferrarese già in concordato.

Non si sa nulla del piano industriale, salvo un’ipotesi di ulteriore fusione tra Open.Co e Lavoranti. Legacoop continua a tacere anche di fronte all’ipotesi, ventilata da più parti di chiusura o drastico ridimensionamento dello stabilimento stabilimento di San Martino in Rio, che ha una capacità teorica di produzione di centomila portee centomila finestre l’anno. Dopo la presa di posizione dei sindaci di San Martino e di Castelvetro, e di Forza Italia che ha presentato un documento in provincia, torna alla carica la Cgil chiedendo perentoriamente a Legacoop di battere un colpo.

Dichiara Luigi Giove: “Le gravissime crisi aziendali Open.Co e Lavoranti in Legno  sono ad una fase estremamente complessa e necessitano di decisioni urgenti. Non è più tempo di tatticismi o di rinvii. La Lega delle Cooperative deve a questo punto dire con chiarezza e urgenza se il progetto di aggregazione delle cooperative della serramentistica è vero o rimane solo sulla carta, un’idea che viene riproposta da mesi senza che nessuno veda nulla di concreto”.

“La cooperazione ci presenti il progetto industriale, apra seriamente la discussione – afferma il sindacalista – ma sia chiaro che la Fillea Cgil non potrà in alcun modo condividere l’idea di chiudere definitivamente qualche stabilimento, salvando solo temporaneamente alcune decine di posti di lavoro, perché questo rappresenterebbe un disastro per centinaia di lavoratori. La situazione di incertezza sta già producendo l’effetto di amplificare le difficoltà mettendo in discussione il fatturato ancora esistente nelle due cooperative. La Lega delle Cooperative si assuma fino in fondo le sue responsabilità, sapendo che la crisi delle cooperative serramentiste in Emilia Romagna mette in discussione il lavoro di centinaia di addetti”.

Giove ringrazia i sindaci per l’interessamento, rinvia  al mittente quello di Forza Italia “e delle forze che dei lavoratori non si sono mai interessate”. Non è un buon modo per creare il fronte più ampio di solidarietà con i lavoratori che perdono il posto: un tempo i sindacalisti ragionavano diversamente.

Continua Giove: “A tutti i soggetti che ritengono di dover intervenire a supporto della vertenza chiediamo di sostenere la necessità di garantire continuità occupazionale e di reddito a tutti i lavoratori della Open.Co e della Lavoranti in Legno. Serve chiarezza degli obiettivi in questa fase, altrimenti si rischia di fare solo speculazione: non ce la si può cavare dichiarando la volontà di salvare più posti di lavoro possibili o di approntare corsi di formazione per la ricollocazione di lavoratori già battezzati in esubero. Così siam buoni tutti! I lavoratori sapranno giudicare sui fatti e non sulle parole”.

“L’incontro già convocato dalla Regione Emilia Romagna per il giorno 31 luglio sarà sicuramente un appuntamento importante, ma il tempo scorre inesorabilmente ed è nelle mani del movimento cooperativo dell’Emilia Romagna fare una mossa in tempi stretti.

La Fillea Cgil le sue proposte le ha già fatte, sono praticabili e di buon senso: creazione di una newco, conferimento (affitto o cessione) di tutti i rami aziendali Open.co e Lavoranti in Legno, trasferimento di tutti i lavoratori che non rinuncino volontariamente allo stesso, attivazione di un processo di riorganizzazione aziendale della durata di 24 mesi con utilizzo degli ammortizzatori sociali esistenti con contestuale avvio di una riduzione (su base volontaria) della base occupazionale, verifica delle compatibilità tra piano industriale e costi industriali compreso il costo del lavoro.

Se c’è la volontà di affrontare il problema gli strumenti e le proposte, come si vede, ci sono. Serve appunto la volontà…. e un po’ di senso di responsabilità. Responsabilità del movimento cooperativo verso la propria base sociale e verso quelle comunità locali che sono stati il terreno nel quale la cooperazione ha potuto crescere e prosperare. Verso quelle lavoratrici e quei lavoratori infine, soci e non, che in questi anni hanno fatto consapevolmente sacrifici enormi pur di salvare le proprie aziende.

Noi aspettiamo delle risposte in tempi rapidissimi – conclude Giove –  Le lavoratrici e i lavoratori sanno benissimo dove sono le responsabilità di questa situazione gravissima e ne chiederanno conto. La Cgil insieme a loro non resterà a guardare”.

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2 risposte a Crac Open.Co, a fine mese tavolo di crisi in Regione. La Cgil torna alla carica contro Legacoop: “Dica cosa intende fare”

  1. Riccardo Bonilauri Rispondi

    24/07/2015 alle 12:07

    l’importante è che oltre a salvaguardare più posti possibili, paghino i debiti verso fornitori ed ex dipendenti.
    I lavoratori sanno benissimo di chi è la responsabilità di quanto successo, la FILLEA non si chiami fuori perchè c’è dentro fino al collo.

  2. Gian Luigi Rispondi

    28/07/2015 alle 22:47

    Come al solito il sindacato chiede conto ai terzi, ma loro sono sempre assenti?
    Visto che sono sempre così bravi ad insegnare, perché non intervengono personalmente con il denaro che i lavoratori versano, e gli uomini che pagano e poi ci danno una dimostrazione di come si gestisce una crisi aziendale e poi si rilancia la stessa?

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