Zero Gaia, il mondo alla fine del mondo

 

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2/7/2015 – Fa un effetto indescrivibile la facciata del teatro Valli di Reggio Emilia trasformata in una gigantesca galleria d’arte notturna dalle gigantesche immagini del mondo alla fine del mondo, catturate da Guy Lalibertè , guru del Cirque du soleil e primo clown astronauta, nei luoghi dove la la morte del pianeta è già cominciata: deserti, megalopoli, grandi montagne, fiumi e coste agonizzanti. Dalla Cina al Khazakstan dal Tibet al Sahara al Ciad all’Australia agli States al Cile.

Migliaia di giovani ieri sera sono rimasti per ore in piazza della Vittoria stregati dal bombardamento di musica electro-techno, megafoto e fasci di luce, all’anteprima mondiale di Zero-Gaia, la performance di Benny Benassi, principe planetario dell’electro, dedicata alla fragilità della Terra.

Le fotodi Lalibertè proiettate sul Valli con un sistema ad altissima definizione, sono praticamente incomprensibili, ma l’effetto è stupefacente: una interminabile galleria quadri astratti generati dalla drammatica verità di una geosfera offesa e che già in molte sue parti appare senza speranza.

Come possa fondersi la musica techno di Benassi con queste immagini, è effettivamente un problema. Ma il melange è unico, ipnotizza, costringe a restare sul posto e  a sprazzi anche a pensare. I ragazzi, comunque, ballano instancabili come se fossero in una disco qualsiasi.

(p.l.g.)

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