Truffa dei cappelletti: ne comprano 35 chili pagando con assegno smarrito. Due denunciati

 23/6/2015 – Telefonate esca per chiedere informazioni, quindi l’ordine di svariati chili di cappelletti pagati con un apparente regolare assegno bancario risultato poi smarrito.

In questo modo due navigati truffatori emiliani con una sfilza di precedenti specifici hanno raggirato un’azienda reggiana acquistando una partita di cappelletti per un importo di circa 1.000 euro  saldati, si fa per dire, con un assegno postale che alla fine della fiera è risultato smarrito e per questo non esigibile. I Carabinieri della Stazione di Guastalla non si sono limitati a denunciare i due trufaturi, ma indagano su quello che potrebbe rivelarsi come un giro ben più ampio di colpimessi asegno tra Parma, il reggiano e Modena.

I militari hanno denunciato alla Procura reggiana per concorso in truffa e ricettazione  un 46enne di Reggio Emilia ed un 66enne di Bologna: quest’ultimo era riuscito a raggirare un pastificio impossessandosi di 35 chilogrammi di cappelletti  per un valore, appunto,  di un migliaio di euro.

Con alcune telefonate-esca si era spacciato per il responsabile di un’associazione sportiva intavolando la trattativa commerciale. Alla fione, il complice del “telefonista” si è presentato puntualmente al pastificio e ha ritirato le confezioni di cappelletti e pagando con un assegno postale di pari importo. Ma quando il commerciante è andato in banca a incassare l’assegno è rimasto con un pugno di mosche: l’effetto risultava smarrito, con denuncia effettuata a Pistoia. Da qui l’esposto, le indagini dei carabinieri e il riconoscimento di uno dei truffatori attraverso una seduta fotografica.

 

 

 

 

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