Sanità: risparmiare sulla burocrazia, ma non sul punto nascite del S. Anna

di Giuseppe Pagliani*

                                                                                                                                                                                                                                  27/6/2015 – Per primi lo scorso anno (novembre 2014) siamo intervenuti per tutelare il punto nascite dell’Ospedale S.Anna, che rappresenta un irrinunciabile servizio sanitario fornito alle famiglie dell’intero appennino reggiano.

Tale reparto può continuare a svolgere la propria funzione a Castelnovo né Monti come punto nascite decentrato dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia in attesa del completamento dell’iter di fusione tra le due aziende sanitarie reggiane.

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani

Dobbiamo tenere attentamente conto del disagio dei territori montani e del crinale appenninico reggiano. Chi abita a Busana od a Ligonchio come può usufruire dei servizi sanitari del reparto di ostetricia dell’Arcispedale Santa Maria Nuova? I tagli alla sanità devono considerare i territori disagiati. Da sempre ci battiamo per far si che il presidio sanitario castelnovese conservi tutte le specialistiche indispensabili per poter affrontare anche le urgenze oltre ai servizi nevralgici quali sicuramente in montagna è la neonatologia.

Partecipando ad incontri pubblici svoltisi in consiglio comunale a Castelnovo Monti con il direttore generale dell’Asl  reggiana Fausto Nicolini , non si era mai neppure accennata l’ipotesi di chiudere il reparto di ostetricia del S. Anna. cicogna

Una nostra priorità per il governo e l’amministrazione del territorio reggiano è la tutela dei presidi ospedalieri della provincia:  l’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia versa in una situazione di congestione totale di alcuni suoi reparti e divisioni, pertanto non vi è alternativa alla possibilità di specializzare gli ospedali della provincia mantenendo aperti i reparti fondamentali presso i nosocomi stessi. Si pensi piuttosto a risparmiare nella burocrazia riducendo ad una le aziende sanitarie reggiane che sono ad oggi inspiegabilmente due, semplificando e tagliando dei ruoli dirigenziali doppi che rappresentano delle inutili e costose sovrapposizioni.

(*Capogruppo Terre Reggiane – Forza Italia in Provincia)

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